Severed - recensione

PlayStation Vita è morta. Viva PlayStation Vita!

Su PlayStation Vita ormai se ne sono dette di tutte i colori: che è una console morta e sepolta, che non ha più niente da proporre al di fuori dei soliti JRPG e delle visual novel, e addirittura che non ci sono più sviluppatori interessati a supportarla.

Se è vero che l'abbandono da parte di Sony e l'interruzione della produzione di PlayStation TV sono chiari segnali dell'attuale stato della console, l'altra faccia della medaglia dice che ci sono diverse decine di giochi in via di sviluppo, senza contare le sempre più numerose edizioni limitate in formato fisico.

La fine di aprile vede l'arrivo di Severed, il nuovo titolo sviluppato dai Drinkbox Studios, già autori dei due platform Tales from Space e soprattutto dell'incredibile Guacamelee!, action/metroidvania uscito praticamente su tutte le piattaforme in commercio.

Con Severed, lo studio canadese ha voluto ancora una volta girare pagina e non sfruttare (almeno in parte) il successo del suo predecessore in termini dl gameplay. Ci troviamo quindi di fronte a un originale dungeon crawler in prima persona con elementi RPG, che sfrutta a dovere il touch screen della piccola console Sony.

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Il tocco dei Drinkbox Studios si vede (e si sente) anche in Severed, che almeno graficamente eredita parte dello stile grafico proveniente da Guacamelee!

Nel gioco vestiamo i panni di Sasha, una ragazza con un solo braccio che un giorno si risveglia in un mondo post-apocalittico e completamente diverso da quello in cui viveva. A peggiorare ulteriormente le cose, una volta tornata a casa la giovane guerriera trova al posto della sua famiglia un'oscura creatura che le dona un altrettanto misteriosa spada vivente. Inizia così un viaggio che porterà Sasha a visitare labirintici sotterranei pieni zeppi di nemici e ad incontrare anziani viandanti e sbadati uccellacci a due teste.

Leviamoci subito il sassolino dalla scarpa e cominciano la nostra analisi parlando di quello che ci ha lasciati un pochino delusi, ovvero il livello di difficoltà. Per portare a termine Severed e completarlo al 100% abbiamo impiegato poco meno di 9 ore, peccato che solo in rare occasioni ci siamo trovati di fronte combattimenti in grado di tenerci impegnati per più di qualche minuto. Il gioco infatti scorre via senza troppi problemi e una volta imparate tutte le meccaniche è difficile rimanere fermi a lungo per una battaglia davvero insidiosa o un puzzle particolarmente ostico.

Non pensate però di cavarvela tanto facilmente: Severed richiede precisione, riflessi fulminei e una spiccata attitudine al voler esplorare ogni angolo dei gioco per migliorarsi. Muoversi tra i dungeon è semplice e soprattutto veloce, cosa che rende le sezioni di backtracking tutto fuorché snervanti, e grazie alle mappe facili da consultare, solo raramente si finisce col non sapere dove si stia andando.

Ogni stanza corrisponde a un quadratino sulla mappa, in perfetto stile Metroid, ed è possibile osservarla a 360° per cercare eventuali vasi che contengono arti di mostri, utili a potenziare le nostre abilità (di cui parleremo nel dettaglio più avanti).

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Del corso dell'avventura i nemici guadagneranno abilità speciali che renderanno i combattimenti molti più vari e impegnativi.

Come in ogni buon dungeon crawler che si rispetti, per proseguire è necessario risolvere diversi enigmi come ritrovare una chiave, usare dei gong in grado di aprire e chiudere determinati tipi di porte, attraversare gli immancabili portali, azionare leve a tempo e altri classici elementi del genere.

Troviamo anche le immancabili stanze che nascondono segreti (contrassegnate sulla mappa da un punto interrogativo), che si riducono al cercare meccanismi nascosti nei muri, oppure al muoversi seguendo le istruzioni dei libri collocati nelle vicinanze. Niente di estremamente complicato, quindi, ma una manciata di enigmi ci ha fatto arrovellare per qualche ora.

Per affrontare una battaglia è sufficiente andare incontro alle luci fluttuanti disseminate per tutto il gioco, ed è proprio qui che Severed comincia a dare il meglio di sé. Il sistema di combattimento è infatti associato quasi completamente allo schermo della console: all'inizio vengono mostrati tutti i vari nemici, che a turno possono essere colpiti in diversi modi con il nostro dito. Non ci sono tempi d'attesa per l'attacco standard ma dopo aver colpito determinati nemici in lungo e in largo, questi entrano in modalità difesa, dov'è possibile infliggere danni solo sulle parti scoperte del loro corpo.

Badate bene che è possibile visualizzare un solo nemico per volta, e gli altri cattivoni presenti sul campo di battaglia nel frattempo possono cominciare a caricare il loro attacco, che dovrà essere respinto in tempo, dopo che l'apposito indicatore comincerà a lampeggiare in rosso.

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Da buon dungeon crawler, anche Severed è infarcito di labirintici sotterranei, puzzle e zone segrete.

Proseguendo nell'avventura i mostri guadagneranno diverse abilità come velocità, attacco e difesa più potenti e rigenerazione dell'energia, in grado di rovesciare in qualsiasi momento le sorti del combattimento. Inoltre i fetenti a volte proteggono i loro punti deboli con delle rocce frangibili solo con degli attacchi caricati, che si effettuano tenendo il dito sul touch screen di Vita per 3/4 secondi.

Dal canto nostro, riempiendo la barra del Mana potremo usare i potenziamenti che guadagneremo strada facendo, per abbagliare i nemici per qualche istante e vomitargli addosso una valanga di fendenti, oppure rubargli una o più abilità. Inutile dire che se ci troviamo di fronte a un essere dotato di difesa magica, il nostro incantesimo si vanificherà in un nulla di fatto e avremo sprecato del prezioso mana.

A dire il vero la varietà dei nemici non è poi così vasta (siamo intorno alla decina di unità), ma il modo in cui si devono attaccare ed eliminare cambia a seconda della tipologia. Il che ci porta inevitabilmente a studiare con attenzione il loro comportamento e a pianificare in fretta l'ordine di chi affrontare prima e chi dopo, il tutto rimanendo sempre sotto costante pressione.

Ma c'è dell'altro. Effettuando degli attacchi in serie senza venire bloccati, si va a caricare una seconda barra adibita alla concentrazione, che se riempita prima di sconfiggere un mostro ci proietterà nella modalità Recisione. Durante questo breve lasso di tempo è possibile tagliare degli arti o alcuni organi delle vittime, per poterli poi trasformare in potenziamenti per il nostro equipaggiamento.

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Una volta entrati in modalità Focus sono richiesti velocità e precisione per recidere correttamente gli arti dei mostri appena sconfitti.

Entrando nell'apposito menù, convertendo organi e frattaglie varie si migliorano abilità, attacco, durata del periodo di recisione, energia extra dopo una combo lunga e via dicendo. Inoltre, se abbiamo bisogno di uno specifico arto, ma il suo numero non è sufficiente per ottenere il potenziamento, si possono scambiare i cuori raccolti dai vasi per trasformarli in ciò che più ci aggrada.

A livello tecnico Severed non fa letteralmente una piega, e lungo tutta la durata dell'avventura non abbiamo riscontrato il benché minimo problema o rallentamento. I controlli touch di PlayStation Vita funzionano alla grande e dimostrano ancora una volta la qualità della portatile di Sony, senza contare i rapidissimi caricamenti che si presentano solo quando si passa da un dungeon all'altro.

Molto buono è poi il comparto sonoro, anche se non ci sarebbe dispiaciuta una maggiore varietà tra i brani. Fortuna che tutte le musiche di sottofondo alla lunga non risultano eccessivamente ripetitive, dato che la nostra concentrazione si focalizza completamente sullo scegliere la giusta strategia del combattimento che stiamo affrontando.

Segnaliamo infine la localizzazione in Italiano per i menu e i sottotitoli, e la presenza del trofeo di Platino per tutti i collezionisti. Come avrete probabilmente intuito, ottenerlo richiede solo un briciolo di pazienza e può essere tranquillamente ottenuto durante il primo walktrough, anche perché non ci sono incentivi per cominciarne un secondo.

Severed si dimostra quindi un solidissimo titolo capace d'intrattenere per circa 7 ore, approcciando gentilmente chi lo sta giocando. Un pizzico di difficoltà in più non avrebbe guastato ma anche così com'è, l'ultima fatica firmata Drinkbox Studios merita di ascendere all'Olimpo dei migliori titoli disponibili per PlayStation Vita, nonché dei migliori indie dell'anno.

Se amate i dungeon crawler e il genere metroidvania, mettete dunque mano al portafogli e sganciate senza indugio i 15 Euro per scaricarlo sulle vostre memory card, anche perché occupa soltanto 225 MB di spazio.

Facciamo quindi un applauso a questo talentuoso team per aver sfornato ancora una volta un gioco fresco e per nulla scontato (soprattutto a livello di trama), e che speriamo non finirà troppo presto nel dimenticatoio di una console per molti morta e sepolta, ma che in verità è più viva e in forma che mai.

8 /10

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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