The Technomancer - recensione

Il destino di Marte è nelle tue mani: cosa deciderai di fare?

Per chi li deve recensire, ci sono sostanzialmente solo tre tipi di videogiochi. I primi sono i capolavori o quasi, quelli praticamente perfetti che prenderanno 9 o 10. I secondi invece sono gli scarsi, quelli dal sei in giù dove sostanzialmente conta poco il voto che darai perché quasi nessuno li giocherà mai. Questi due sono molto facili da gestire.

Il terzo gruppo è quello più critico: qui rientrano quelli con un voto che oscilla tra il 7 e l'8. Sono loro i più difficili da recensire perché la differenza tra i due punteggi è relativamente bassa ma lo stesso non si può dire per il pubblico che spesso considera un 8 come una piena promozione mentre valuta erroneamente un 7 come una bocciatura.

The Technomancer rientra in quest'ultima categoria. È un gioco ben scritto, molto lungo, con tanti aspetti positivi ma anche con alcuni lati negativi. Ma andiamo con ordine e cominciamo a parlare di questo nuovo action RPG disponibile da oggi su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Il gioco vi porterà su Marte, pianeta ora colonizzato dagli uomini che però hanno capito molto in fretta quanto sia duro viverci. Sono costretti a restare sempre all'ombra perché essere esposti alla luce solare significa nel migliore dei casi morire, nel peggiore trasformarsi in un mutante e finire così ai margini della società, diventando di fatto uno schiavo la cui vita ha lo stesso valore di quella di uno scarafaggio.

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Alcuni paesaggi marziani sono davvero evocativi.

Ma non ci sono solo la luce e le sue radiazioni di cui preoccuparsi. L'acqua, la sostanza più importante per la vita, scarseggia e chi la controlla ha il potere assoluto. Per questo la politica del pianeta è un intricato insieme di relazioni tra governo, esercito e corporazioni presenti. In questo complicato mosaico si inseriscono i tecnomanti, la punta di diamante dell'esercito: un gruppo di persone altamente addestrate nel combattimento con le armi tradizionali ma che sono anche in grado di controllare l'elettricità e usarla durante gli scontri. Un potenziale ago della bilancia nel delicato equilibrio di Marte.

Zachariah Mercer, il personaggio che controlliamo, è uno di loro. Il gioco inizia proprio all'alba dell'ultimo giorno da cadetto di Zach, che si sveglia pronto per sostenere l'esame che lo farà entrare tra i tecnomanti. Dopo aver scelto l'aspetto del personaggio e speso i primi punti per personalizzare le sue abilità/caratteristiche, iniziamo a muoverci.

Superato il classico tutorial, che consigliamo di fare, inizia la vera e propria prima missione dove, in compagnia del nostro maestro, dovremo raggiungere un luogo sacro per superare una prova che ci svelerà un segreto che segnerà per sempre la nostra esistenza.

Una volta diventati un tecnomante, verremo arruolati nell'esercito e potremo finalmente muoverci liberamente all'interno di una vasta città divisa su tre livelli ricchi di scrigni da aprire, negozi in cui comprare e vendere oggetti e, soprattutto, di persone che ci daranno varie quest. Qui inizia il vero gioco e cominciano le soprese.

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Niente ci impedirà di aprire quella porta, nemmeno un gruppo di feroci creature marziane!

La trama di The Technomancer è molto ricca e articolata ed è necessario prestare molta attenzione ai dialoghi che si scambiano con i vari personaggi. Questo non solo per capire cosa fare ma soprattutto perché la maggior parte delle missioni ci mette di fronte ad alcune scelte da prendere, che avranno ripercussioni nel proseguo dell'avventura.

Per esempio se decidete di fare la cosa giusta e arrestare una persona corrotta, poi quando attaccherete una prigione ve la troverete davanti e dovrete affrontarla di nuovo. Oppure se aiuterete un mercante senza chiedere nulla in cambio, quando sarete voi ad avere bisogno di qualcosa da lui, potrete giocarvi la classica carta "mi devi un favore".

D'altra parte è però sempre possibile giocare con un allineamento da cattivo: in questi casi il gioco vi darà la possibilità di minacciare o anche passare alle maniere forti. Ed è proprio questo il vero punto di forza del gioco: una ricca storia molto ben scritta e narrata con i giusti ritmi, arricchita anche da molte missioni secondarie, anche più varie della media degli RPG, con il tutto che è pesantemente influenzato dalle scelte che farete.

La componente morale è davvero l'elemento chiave del gioco perché oltre alla storia definisce anche le relazioni che avrete con gli altri personaggi. Infatti l'esplorazione dei molti luoghi di Marte dove andrete avverrà sempre in compagnia di altri due guerrieri. Questi vi accompagneranno aiutandovi negli scontri ma anche commentando quanto farete e dandovi la loro opinione su alcune scelte che dovrete prendere.

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Un simpatico mostriciattolo che incontrerete durante l'esplorazione di Marte. Carino, vero?

Come ogni action-RPG che si rispetti, The Technomancer vi dà la possibilità di scegliere le abilità del vostro personaggio. Ci sono ben tre alberi a riguardo: uno dedicato agli stili di combattimento e relative abilità (attive e passive), uno alle skill del personaggio (carisma, abilità da scassinatore, capacità nel crafting, eccetera) e uno più generale che modifica vari valori come punti vita, danno critico, eccetera, e che influenza cosa potrete indossare e che armi usare.

È molto importante spendere bene i punti in questi tre alberi perché come capirete fin dalle prime battaglie, il gioco non è facilissimo. Soprattutto all'inizio, quando non si è ancora potenti e non è ben chiaro il meccanismo delle battaglie, vi capiterà spesso di morire se attaccherete a testa bassa.

Proprio le battaglie sono uno dei punti critici del gioco: di fondo combattere in The Technomancer è un po' come fare un balletto. Gli attacchi hanno un'inerzia abbastanza lunga per cui cercare di portare tre o quattro colpi di fila significa quasi sempre venire colpito dopo il secondo se l'avversario non è stordito.

È quindi necessario imparare a capire la velocità degli attacchi per ciascuna arma, scegliere quella che più si adatta al nostro stile di gioco e poi iniziare la sequenza di attacco, schivata, attacco che vi porterà a vincere ogni battaglia. Detto così non sembra difficile ma quando avete davanti una decina di avversari in uno spazio ristretto, o peggio ancora uno dei mostri giganti che ogni tanto troverete sulla vostra strada, capirete che non è semplice.

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L'albero delle abilità legate al combattimento è ricco di skill interessanti da sbloccare.

Non aiuta nemmeno la telecamera, che rimane sempre fissa e dovete per forza muoverla voi con il tasto destro, ma per fortuna c'è la possibilità di fare il lock su un avversario. Scontri duri, dicevamo, ma nemmeno impossibili e la soddisfazione che si ha dopo aver steso un enorme ragno corazzato o una larva alta come una casa, vale la fatica fatta (e i molti "ricarica" necessari) per riuscirci.

Altro aspetto da RPG è l'inventario. Zach e i suoi compagni possono cambiare armi e vestiti, che a loro volta possono anche essere potenziati con bonus vari grazie al crafting. Crafting che sebbene risulti molto utile in combattimento se fatto bene, è decisamente limitato a poche scelte. Qui si poteva e doveva fare di più.

Così come si poteva fare di più per quanto riguarda la grafica. Almeno su PlayStation 4, la versione da noi provata, The Technomancer è un gioco con una grafica carina e poco più. Alcuni paesaggi sono molto evocativi ma in generale quello che si nota è una certa povertà per quanto riguarda texture e ambienti.

Così come è impossibile non accorgersi di quanto siano legnosi i personaggi nei loro movimenti, anche e soprattutto durante i combattimenti. Questo non intacca la giocabilità del titolo, però è un peccato perché con una maggiore cura di questo aspetto ci saremmo trovati davanti a un gioco che avrebbe potuto far parlare di sé molto a lungo.

Anche perché ha un'interfaccia grafica molto ben fatta, che dà la paglia a quella di titoli ben più blasonati. In particolare si segnalano le mappe chiare, indicatori precisi e alcuni tocchi di classe come gli avvisi che appaiono quando stai per iniziare una missione che ti porterà a grandi cambiamenti e quindi potresti perdere le quest secondarie lasciate indietro.

Ci resta solo da dire che il parlato è solo in inglese ma ci sono i sottotitoli in italiano, lingua usata anche per tutti i testi dei menù. Le traduzioni sono molto ben fatte, fedeli il giusto all'originale e soprattutto sempre chiare.

E siamo così arrivati al momento del giudizio. Con The Technomancer gli sviluppatori di Spiders hanno fatto un deciso passo avanti rispetto a Bound by Flame, loro precedente fatica, anche se gli manca ancora quell'ultimo tassello necessario a raggiungere l'eccellenza. Qui però ci sono andati vicini e ve ne renderete conto durante le molte ore necessarie per portare a termine la lunga avventura di Zach (sicuramente più di trenta se vi mettete a fare tutte le quest e non siete un razzo che schizza senza esitazione da una parte all'altra dei livelli).

The Technomancer non è perfetto ma riesce a divertire chi vuole un buon action-RPG con un'ambientazione evocativa e una trama solida. E questo, alla fin fine, è quello che conta veramente.

8 /10

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Riguardo l'autore

Mattia Dal Corno

Mattia Dal Corno

Redattore

Tre passioni hanno caratterizzato la mia vita: fumetti, cartoni animati e videogiochi. Sono riuscito a trasformare le prime due in un lavoro mentre la terza è ancora oggi il mio hobby principale.

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