Hue - recensione

Strega comanda color…!

Curve Digital ormai è diventato sinonimo di qualità, visto che negli ultimi anni ha sviluppato e pubblicato una lista impressionante di giochi assolutamente validi.

Da Thomas Was Alone, passando per The Swindle, Stealth Bastard, Proteus, Velocity Ultra, fino ad arrivare ai piccoli capolavori che portano il nome di The Swapper e OlliOlli, il publisher londinese non sembra però avere intenzione di fermarsi. E poi, ecco che dal nulla arriva Hue, il colorato puzzle-platform sviluppato da Fiddlesticks e già disponibile su console e PC.

Nel gioco prendiamo il controllo di Hue, un ragazzino che un giorno si sveglia scoprendo che sua madre Anna è sparita in circostanze misteriose. Leggendo una lettera scritta dalla mamma, scopre che l'anello su cui stava lavorando ha provocato una frattura nel mondo, che ha reso impercettibili i colori all'occhio umano. Inizia così un'avventura che porterà il giovane eroe a lanciarsi alla ricerca della madre, attraverso una serie di livelli infarciti di puzzle che potremo risolvere collezionando e manipolando i frammenti di colore.

L'idea è tanto semplice quanto geniale: se per esempio dobbiamo superare un ostacolo colorato di rosso, basta selezionare dall'anello il colore corrispondente per dipingere lo sfondo e quindi aprire una via di uscita che ci porti allo stage successivo. Proseguendo nel gioco ci troveremo di fronte puzzle di difficoltà crescente che necessitano di numerosi colori per essere completati.

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In certe situazioni è necessario selezionare il colore dalla ruota con un buon tempismo.

Ma non aspettatevi livelli dove ci si debba scervellare. Tra chiavi da raccogliere, raggi elettrici, casse da spostare, piattaforme mobili e nemici che ricordano tanto i Thwomps della serie di Super Mario, Hue propone una discreta varietà di elementi ed enigmi, che fortunatamente non stancano mai.

Di primo acchito il gioco di Fiddlestick ricorda il ben più conosciuto Limbo, ma bastano pochi minuti per capire che il platform di Playdead viaggia su un binario differente, nonostante il genere sia molto simile. I temi trattati, i colori e i paesaggi sono decisamente più spensierati rispetto a quelli cupi e spaventosi di Limbo, ma se avete apprezzate quest'ultimo non ci sono motivi per cui non dobbiate prendere in considerazione l'acquisto di Hue.

Una volta portata a termine l'avventura, che a noi ha richiesto poco meno di quattro ore per essere completata, è possibile tornare sui propri passi per cercare tutte le ampolle nascoste e sbloccare così il trofeo più raro del gioco.

Buona parte dei collezionabili sono comunque facilmente individuabili nel primo walkthrough, e per trovare tutti gli altri (il cui numero è segnalato nelle varie sezioni della mappa), è necessario un po' di sano backtracking. Non siamo ai livelli di un metroidvania vero e proprio come Guacamelee!, ovviamente, ma perlomeno aiuta ad aumentarne leggermente la longevità.

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Gli ultimi livelli di Hue richiedono un po' di pazienza e uso della materia grigia, ma non vi ritroverete mai bloccati per via di un puzzle troppo complicato da superare.

L'abbondante quantità di checkpoint non penalizza i giocatori che preferiscono buttarsi e sperimentare soluzioni senza pensarci su due volte. Attenzione però: nonostante Hue abbia a disposizione un numero infinite di vite, morire anche solo prima di oltrepassare la porta che conduce allo stage successivo, comporta il dover ricominciare daccapo il livello in cui si ha appena lasciato le penne.

La storia viene raccontata attraverso degli audio-log rappresentati da piccole buste, solitamente lasciate all'inizio e alla fine di una sezione, purtroppo però la totale assenza della lingua italiana, potrebbe mettere in difficoltà coloro che non abbiano almeno una discreta conoscenza dell'idioma anglosassone.

Se il lato tecnico di Hue rappresenta il fiore all'occhiello della produzione Fiddlesticks, le note che fanno da sottofondo alle avventure di Hue sono una vera e propria delizia, e rappresentano l'ennesimo punto a favore di un gioco praticamente perfetto. Semplici riff di pianoforte si mescolano a ritmi e distorsioni elettroniche, creando un mix che si sposa perfettamente alle surreali (e colorate) atmosfere di Hue.

La versione PlayStation 4 da noi recensita consente di scaricare anche quella per PlayStation Vita senza costi aggiuntivi, mentre il cross-save permette di proseguire la storia tra una piattaforma e l'altra in modo del tutto automatico e veloce.

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Tecnicamente il titolo Fiddlesticks riporta subito in mente Limbo, ma bastano pochi minuti per capire che i due giochi hanno ben poco in comune.

Hue è un titolo che consigliamo a tutti coloro alla ricerca un puzzle game leggero e col quale spendere una manciata di ore in totale tranquillità. Il livello di difficoltà ben bilanciato lo rende accessibile a tutte le tipologie di giocatori, e solo verso la fine verrete messi di fronte a sfide che richiedono qualche momento di riflessione.

La perfezione sul lato tecnico e del sistema di controllo confermano la bontà della prima fatica dello studio Fiddlesticks, ma portata a termine l'avventura non ci sono grossi incentivi per rigiocarla una seconda volta. Tanto di cappello quindi a Curve Digital per questa ennesima sorpresa nella sempre più caotica scena indie.

8 /10

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico allet di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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