Asus ROG Swift PG279Q - recensione

Il monitor che qualunque videogiocatore sogna.

Siamo alle porte della generazione 4K eppure sono tantissimi i videogiocatori che prediligono un frame rate più elevato ad una risoluzione più alta. Non a caso l'88% di voi ha espresso questa preferenza alla domanda che un po' di tempo fa vi abbiamo posto sulla pagina Facebook di Eurogamer.

Ormai con una singola GPU è possibile far girare su PC i titoli più recenti in Ultra HD, ma non tutti i videogiocatori preferiscono sfruttare la potenza delle proprie schede video per illuminare un numero così elevato di pixel su schermo.

Asus viene loro incontro proponendo il monitor Swift PG279Q della linea Republic of Gamers, che ad un'ottima risoluzione di 1440p affianca una frequenza di aggiornamento overcloccabile che può raggiungere addirittura i 165Hz. Il PG279Q è il nuovo modello della linea Swift, che va a sostituire il precedente PG278Q. A differenza del predecessore, il nuovo schermo proposto da Asus può raggiungere una frequenza più elevata di aggiornamento ed è dotato di un pannello IPS, con tutte le conseguenze del caso.

Il precedente monitor della linea Swift offriva già un ottimo spazio colore sRGB, in particolare rispetto ai classici display TN, ma la tecnologia IPS dello schermo PG279Q restituisce un'accuratezza dell'immagine, raggiungendo nei nostri test, effettuati con la sonda Spyder 4 di Datacolor, l'80% di AdobeRGB.

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Il monitor PG279Q ha delle linee particolarmente aggressive, ma il design è d'impatto e farà un'ottima figura sulle vostre scrivanie.

Il vantaggio dal riscontro più immediato riguarda però l'angolo di visuale più ampio, che raggiunge ben 178°. Di contro, la nuova tipologia di schermo porta alla perdita di qualche millisecondo nei tempi di risposta, che passa da 1ms (gray to gray) del precedente modello a i 4ms (gray to gray) del PG279Q; ma in fondo quanti videogiocatori noterebbero la differenza? Per poter sfruttare lo schermo con i tempi di risposta a 4ms vi consigliamo d'impostare la modalità Overdrive (OD) su Extreme.

Il pannello IPS è retroilluminato da LED bianchi e il sample da noi testato per questa recensione soffriva di una luminanza non uniforme su tutto lo schermo. In particolare nella parte superiore siamo arrivati ad una differenza del 30% rispetto al centro del pannello ad una luminosità impostata del 50%. Abbiamo notato che lo stesso difetto è stato riscontrato anche da altri utenti, ma possiamo affermare con tranquillità che ciò non rovina in alcun modo l'esperienza di gioco. La superficie del display è opaca ma le fonti di luce intensa producono comunque fastidiosi riflessi e consigliamo quindi di posizionarlo con una giusta angolazione rispetto alle finestre.

Asus ha inoltre deciso di abbandonare completamente il supporto alle tecnologie di 3D stereoscopico. Una scelta piuttosto comprensibile, considerando che ormai nessuno sviluppatore introduce caratteristiche di questo genere all'interno dei propri giochi. Ad una feature eliminata si aggiunge però il netto aumento dello spettro di frequenze raggiungibili dal PG279Q. Si va infatti da 30Hz minimi a 165Hz massimi, consentendo in questo modo all'utente di giocare anche a 30 fps, quando necessario, senza incappare in fenomeni di screen tearing.

Da questo punto di vista viene comunque in soccorso il supporto alla tecnologia G-Sync, che risolve alla radice il fastidioso fenomeno di tearing dello schermo, sincronizzando i fotogrammi prodotti dalle schede video GeForce GTX di Nvidia con la frequenza di aggiornamento del monitor. In questo modo il produttore assicura anche una riduzione dell'input lag e di conseguenza una risposta più immediata dello schermo. Ovviamente questa tecnologia risulta completamente inutile per gli utenti AMD a cui consigliamo di volgere il proprio sguardo su altre soluzioni, come ad esempio il monitor MG279Q, prodotto dalla stessa Asus.

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Il piedistallo funge anche da porta cavi, utile per rendere più estetico e ordinato il piano di lavoro.

Per quanto riguarda i 165Hz bisogna invece aprire una grossa parentesi. Il Digital Foundry ha già discusso dei vantaggi di giocare a frame rate estremi, sottolineando che il passaggio da 60 a 144 fps è meno evidente di quanto ci si potrebbe aspettare, anche se rappresenta un bell'aggiornamento per chi gioca principalmente a sparatutto in prima persona. Allo stesso modo, nei nostri test abbiamo rilevato che notare la differenza tra 144 e 165 fps non è sempre facile, anche se in questo caso potrebbero essere in vantaggio gli utenti già abituati a giocare con monitor a 144Hz.

A tutto questo si aggiunge il problema delle prestazioni che la nostra macchina dovrà essere in grado di garantire per far girare i giochi oltre i 165 frame al secondo e ad una risoluzione di 1440p, per evitare di ritrovarsi con un'immagine sfocata. Per le nostre prove con una GTX 970 overcloccata di Nvidia abbiamo utilizzato il gioco Counter-Strike: Global Offensive, che si mantiene senza troppi problemi sopra i 165 fps. Bisogna inoltre tenere conto che per superare i 60 fps a 1440p è necessario utilizzare il cavo DisplayPort, fornito assieme al monitor, ed essere in possesso di una scheda grafica che supporti frame rate e risoluzioni così elevate.

Il monitor ROG Swift PG279Q ha delle dimensioni davvero generose. Con i suoi 27 pollici di diagonale, il nostro consiglio è di avere un piano di lavoro sufficientemente profondo per potersi sedere ad una certa distanza dallo schermo. Per fortuna che Asus ha dotato il monitor di un'estrema flessibilità, che consente di sistemare il display nel modo più comodo ed ergonomico possibile per l'utilizzatore.

È infatti possibile regolare l'altezza tra i 7 cm e i 19 cm dal piano di appoggio e inclinare il monitor in avanti di 5° e indietro di 20°, per rendere più comoda la visione a differenti altezze della seduta. Ovviamente è anche possibile ruotare lo schermo di 60° a sinistra e a destra, e addirittura di girarlo in verticale.

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Il menu è facilmente accessibile tramite questi quattro tasti e il joystick analogico.

Uno schermo così grosso e robusto ha inoltre bisogno di una base altrettanto stabile e per questo motivo il produttore taiwanese ha inserito un basamento d'appoggio di 24 cm per 30 cm, particolarmente pesante. Sulla superficie della base è presente il logo di Republic of Gamers illuminato di rosso, così com'è illuminato il contorno del piedistallo e queste luci, una volta attivate, rimangono accese anche a computer spento.

Sul retro del monitor troviamo un comodo incavo posto all'interno del piedistallo dello schermo per alloggiare tutti i cavi, evitando così che rovinino l'estetica della nostra postazione da gaming. L'unico difetto riguarda il fatto che in questo modo risulta piuttosto scomodo arrivare alle porte posteriori. Toccando con la mano sul retro del lato destro del monitor si raggiungono facilmente i quattro tasti funzione e il comodo joystick analogico per la navigazione all'interno dei menu.

Da qui è possibile overcloccare lo schermo, andando a sbloccare la frequenza di aggiornamento, selezionare i diversi profili predefiniti adatti alle diverse tipologie di contenuti da vedere e modificare le impostazioni di colore. Tra queste troviamo la luminosità, il contrasto, la saturazione e la temperatura. Trattandosi di un monitor ideato per il gaming, Asus ha pensato bene di aggiungere alcune opzioni adatte a noi videogiocatori, come la possibilità di aggiungere due diversi tipi di mirino al centro dello schermo, di attivare un timer e un contatore degli fps.

Il monitor è inoltre dotato di un paio di altoparlanti da due watt, la cui qualità non è certamente eccelsa, ma tutto sommato in linea con quella di altri prodotti analoghi. Dubitiamo comunque che questa caratteristica possa essere sfruttata da molti videogiocatori, visto che per poche decine di euro è possibile portarsi a casa sistemi audio che producono un suono nettamente migliore. In ogni caso, è anche possibile connettere le proprie cuffie all'uscita jack posta sul retro e anch'essa decisamente difficile da raggiungere.

Una carrellata dei monitor della serie PG27 tra cui spicca anche quello della nostra recensione.

Insomma, ci troviamo di fronte ad un monitor perfetto per il gaming, che non fa mancare davvero niente al videogiocatore desideroso di spremere al massimo le potenzialità del proprio PC. L'unica vera barriera è probabilmente rappresentata dal costo: il prezzo più basso a cui si può acquistare il ROG Swift PG279Q di Asus in Italia si aggira infatti attorno ai €750.

Bisogna anche ammettere che un monitor di questo genere è indirizzato ad una fascia di giocatori molto esigente, che non si preoccupa di spendere così tanto per ottenere il massimo dalla propria costosa macchina da gioco. Sconsigliamo questo prodotto solo agli utenti con una scheda grafica AMD, che non potrebbero sfruttare la tecnologia G-Sync.

9 /10

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'Ŕ avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora Ŕ rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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