Dirt 4 - prova

Corse spettacolari e motori rombanti: Codemasters diverte e intrattiene.

E bruuum il motore che romba energico nelle cuffie alla sgasata iniziale, e sciaff l'auto che si tuffa in una pozza di acqua e fango, e "right 6, don't cut" la copilota che calmissima sembra non curarsi della follia in cui si è imbarcata quando ha deciso di sedersi di fianco a un pazzo, e che ora sfreccia tra gli alberi nei boschi in una Opel svuotata di ogni comfort e riempita di polvere e adrenalina.

Dirt 4 ti fa sentire l'umido sapore del bosco tra i denti se lo guidi con la visuale ancorata all'interno dell'abitacolo e il pensiero che una cosa del genere in realtà virtuale sarebbe da tachicardia preoccupante. Ma anche così, semplicemente sul pannello del televisore allestito per noi da Koch Media a Milano, fa la sua bella figura.

Chiariamoci subito e diciamo che tecnicamente non è che il titolo Codemasters sia una rivoluzione. O meglio, le auto sono ben realizzate e le ambientazioni sono buone (solo sufficienti modelli e texture di pubblico e giudici di gara), ma non è sulla spettacolarità grafica che si punta qui. Gli sviluppatori sanno che il loro punto forte è un sistema di guida accessibile ed esaltante e, soprattutto, che sono in grado di trasmettere un gran coinvolgimento grazie a una riproposizione spettacolare di ciò che succede in quelle scatole di metallo e coraggio mentre saettano su terreni più o meno dissestati.

Dicevamo che si inizia facile in Dirt 4 e, in effetti, lo conferma anche il Chief Games Designer Paul Coleman quando ci facciamo due chiacchiere dopo la giocata: "Se vuoi la profondità c'è, ma il gioco deve essere accessibile anche a chi non ha tempo di perfezionarsi al volante. All'inizio (e poi di nuovo più avanti) chiediamo quale tipo di guida si vuole provare per essere adatti a tutti. È vero, comunque, che in questo capitolo offriamo anche una macchina sensibilmente più stabile e prevedibile, in un certo senso più permissiva. Le cose che sognavi di fare ora sono possibili."

Certo, poi c'è la modalità Simulation con tanto di classifica separata per i puristi più intransigenti, ma anche disattivando il grosso degli aiuti non possiamo che avvalorare la tesi di Coleman: se avete sempre temuto l'impatto con curve di difficoltà tanto ripide da impedirvi di imparare a guidare, Dirt 4 potrebbe essere l'occasione che stavate aspettando per avvicinarvi ai giochi di rally.

La tensione verso l'accessibilità si nota anche nel come i contenuti vengono sbloccati gradualmente invece di essere lanciati addosso al giocatore col rischio di spaventarlo. Si inizia da un percorso d'allenamento nel quale si possono guardare dei video tutorial sulle tecniche di guida base e avanzate, per poi provarle in prima persona ma, in qualsiasi momento, si può decidere di andare all'avventura e cimentarsi nell'unico evento disponibile in modalità carriera. Non temete però, basta superare le prime gare per iniziare a vedere arricchirsi l'offerta: nuove piste, nuove macchine e nuove modalità.

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Dopo ogni gara avete la possibilità di riparare la macchina, ma occhio che le risorse sono limitate e rischiate penalità.

Nel giro di una mezz'oretta avrete già sbloccato la prima delle modalità che offrono qualcosa di diverso dal rally più puro: la divertente Land Rush dove farete a sportellate con le buggy degli avversari, su tracciati polverosi e pieni di dossi da sfruttare per decollare verso il cielo (e bruciarsi come Icaro tornando a terra tra lo sferragliare della leggera carrozzeria). Più avanti si sbloccano anche Rally Cross e Historic Rally (ma non siamo riusciti a provarle e rimandiamo alla recensione un commento approfondito).

A rendere davvero particolare l'offerta di Codemasters, però, ci pensa chiaramente la possibilità di creare proceduralmente dei percorsi completamente inediti: "Il nostro algoritmo analizza il terreno e ci appoggia la strada in modo armonico e sensato, mentre nel frattempo evita di attorcigliarla su se stessa", dice orgogliosamente Coleman mentre parla dell'opzione Yourstage. "La vera sfida è creare qualcosa che sia all'altezza dei percorsi principali e pensiamo di esserci riusciti. Soprattutto, però, la proceduralità permette di riallacciare il rapporto con il copilota che, quando ormai si conoscono a memoria curve e buche dei tracciati della modalità carriera, rischia di perdersi."

C'è tanta passione e ci sono tanti contenuti in Dirt 4 ma, incalzato durante l'intervista, Coleman confessa di avere già le idee chiare riguardo il possibile prossimo passo: "Manca solo il deserto, secondo me." Ma parla di un DLC o di un gioco tutto nuovo? A precisa domanda riceviamo laconica (e inevitabile, per carità) risposta: "Parlo del futuro."

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Dirt 4 convince per quanto riguarda il coinvolgimento: fango, acqua e nebbia danno alle gare un'atmosfera adrenalinica.

Codemasters sembra avere le carte in regola per soddisfare un ampio bacino d'utenza, cosa di solito per niente facile soprattutto quando si parla a giocatori esigenti come gli appassionati di simulazioni automobilistiche. Dirt 4 è accessibile e divertente, ma offre comunque la possibilità di cimentarsi in qualcosa di più nelle corde dei "pro" con la sua proposta simulativa. Per sapere se il bilanciamento sia stato centrato dal team, l'appuntamento è rimandato di qualche settimana fino alla recensione: Dirt 4 uscirà su PC, PlayStation 4 e Xbox One il prossimo 9 giugno, manca poco.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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