Birthdays the Beginning -  recensione

Darwin può accompagnare solo.

Il nostro medium preferito è talmente versatile da essere in grado di trattare i più disparati argomenti. L'evoluzione è di sicuro uno di quelli più interessanti e infatti giochi come Spore e Civilization, seppur attraverso gameplay e punti di vista differenti, si sono già cimentati nell'opera. Anche Birthdays the Beginning, approdato di recente su PC e PS4, vuole dire la sua in merito e noi lo abbiamo provato per voi.

L'incipit narrativo non è che un mero espediente per metterci alle redini del progetto di creazione e sviluppo di un mondo dalla forma cubica. Il giovane protagonista, mentre rovista nella libreria del nonno, trova una mappa tra le pagine di un vecchio volume. Decide quindi di recarsi al punto indicato, anche se questo si trova nel bel mezzo di una foresta. Una volta giunto a destinazione una misteriosa luce gli si para d'innanzi, facendogli perdere il controllo sul suo corpo. Così, proprio come una marionetta manovrata da un potere più alto, prosegue fin dentro ad una grotta dove fa la conoscenza di Navi.

Questi sembra essere una sorta di divinità decaduta, in passato capace di creare interi mondi ma che ora, chissà per quale motivo, ha bisogno del nostro aiuto. Comincia così la storia, suddivisa in vari capitoli, nella quale siamo chiamati a plasmare l'aspetto di un cubico pianeta e al contempo popolarlo con le più disparate forme di vita.

La struttura di gioco è suddivisa, un po' come accade in produzioni come Minecraft, in cubi. Quello che possiamo fare è modellare il terreno alzandolo e abbassandolo, creando pianure e valli, montagne e mari così come fiumi e cascate. Attenzione, però, che ogni modifica influisce su molti fattori, i quali poi andranno ad incidere sullo sviluppo e la proliferazione di determinati esseri viventi. Le catene montuose, ad esempio, contribuiscono ad abbassare la temperatura del cubo, così come gli avvallamenti ad innalzarla.

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Nella modalità macro, oltre a far scorrere velocemente il tempo, possiamo tenere d'occhio lo stato generale del nostro mondo.

Molta acqua significa un alto tasso di umidità, le aride pianure invece corrispondono ad un clima secco. Le prime forme di vita utili a creare la base dell'evoluzione non richiedono parametri particolarmente difficili da ottenere, ma man mano che le creature diventano più complesse anche le loro condizioni di sviluppo si fanno più specifiche.

Il gameplay si divide in due momenti ben distinti: il micro e il macro. Durante la prima parte possiamo intervenire sulla morfologia del terreno, fotografare le creature che sono nate sul nostro pianeta e bazzicare un po' in giro per raccogliere gli oggetti che appaiono di tanto in tanto. Purtroppo il sistema di modellazione non è dei più comodi e, complice anche una telecamera un po' dispettosa, delineare con precisione la morfologia desiderata è un processo a tratti ostico. Innalzare montagne e creare bacini d'acqua inoltre stanca il nostro avatar il quale, una volta a corto di PV, non può più fare nulla.

È a questo punto che si passa alla seconda fase chiamata macro. In questa modalità è possibile far scorrere il tempo e recuperare i PV, mentre le creature del nostro mondo evolvono e si estinguono. Esiste anche una funzione di avanzamento veloce che, al contrario, consuma PV, ma permette un'evoluzione più rapida. A seguito delle modifiche fatte nella modalità micro alcune specie potrebbero proliferare e svilupparsi, trasformandosi in qualcosa di nuovo, altre invece potrebbero sparire.

In realtà l'equilibro è molto precario, un clima con condizioni precise potrebbe essere favorevole ad alcuni esseri viventi ma mortale per altri. Spianare una montagna o cancellare un lago in modalità micro può sovvertire l'ordine naturale delle cose, cancellando in un istante forme di vita che avevamo fatto tanta fatica a far sbocciare. Per fortuna esistono gli oggetti che consentono di ottenere risultati rapidi e sicuri senza toccare nemmeno con un dito la morfologia del terreno.

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Fotografare i nuovi esseri viventi è un buon modo per tracciare le loro condizioni di sviluppo.

Tra gli oggetti a nostra disposizione abbiamo fenomeni come la siccità o le alluvioni, che possono cambiare in pochi istanti il livello di umidità del cubo. Esistono inoltre alcuni semi che permettono di evolvere direttamente una creatura o di mutarla in un altra specie affine a quella di appartenenza. Questi consumabili consentono di non fossilizzarsi troppo sulla parte di editing del territorio, minimizzando i rischi di causare inavvertitamente qualche sconvolgimento geologico.

La meccanica legata al raggiungimento degli obiettivi nella storia risulta inficiata da due fattori contrapposti: da una parte la facilità con cui si può ottenere quello che si vuole tramite gli oggetti, dall'altra le ardue difficoltà di farlo solo attraverso le modifiche morfologiche. La coperta sembra sempre troppo corta, e le condizioni giuste per una specie sono molto spesso avverse ad altre, mettendo il giocatore nella posizione di far ricorso agli oggetti per ottenere un risultato rapido e di sicura efficacia.

Il gameplay in generale si è rivelato rilassato anche se, a conti fatti, l'unica interazione effettiva consiste nel modellare il mondo, senza però poter influire attivamente sulle creature che lo popolano. La storia, che funge essenzialmente da lungo tutorial, prelude ad altre due modalità disponibili. In Sfida dobbiamo raggiungere determinati obiettivi sottostando a condizioni ben precise, ad esempio far nascere uno specifico tipo di dinosauro mentre la temperatura è in calo costante. La seconda modalità invece è il Gioco Libero, in cui possiamo sbizzarrirci a creare il mondo che vogliamo e popolarlo con le specie che più ci piacciono, senza sottostare a limiti di tempo o altre restrizioni di sorta.

Dal punto di vista tecnico il titolo propone una grafica davvero elementare, con modelli teneri e coccolosi ma dalla conta poligonale davvero bassa. Sicuramente si sarebbe potuto fare di più, tenendo anche conto che il frame rate, una volta raggiunta una densità di popolazione notevole, diventa un po' ballerino. Insomma, un impatto grafico di cui i più clementi apprezzeranno la simpatia ma che, nel 2017, in molti potrebbero definire dozzinale.

Per concludere, Birthdays the Beginning si rivela essere un titolo dall'approccio quasi passivo, in cui l'attesa di veder sbocciare naturalmente la vita a volte è delusa da inique estinzioni. Forse alcuni potrebbero trovarlo istruttivo, anche se il gameplay si riduce alla modellazione del terreno, una meccanica che in altri titoli è affiancata da molti aspetti aggiuntivi. Ve lo consigliamo solo se siete alla ricerca di qualcosa di poco impegnato, come guardare i pesci in un acquario dopo aver sistemato la sabbia sul fondale, pulito il filtro e aggiunto qualche alga decorativa.

6 /10

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Riguardo l'autore

Andrea Forlani

Andrea Forlani

Redattore

Andrea Forlani videogioca da sempre e scrive da parecchio. Il suo ambiente naturale è la sedia davanti al PC e si nutre principalmente di cibo spazzatura. Se importunato, potrebbe difendersi tirandovi contro manciate di dadi da 20.

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