Darkwood - recensione

Horror indie a massima potenza

Il genere horror è una delle eredità che i videogiochi hanno ricevuto da un parente illustre, il cinema. Da tempo ormai immemore infatti i team di sviluppo cercano di mimare le atmosfere e le tensioni tipiche di questo genere cinematografico, facendo leva, al contempo, sull'interattività dei videogiochi. Il risultato non è mai scontato e si finisce spesso con il provare le emozioni dei film horror senza un gameplay che possa essere rubricato come brillante e longevo. Insomma, molte volte si finisce col trovarsi di fronte una sorta di 'casa delle streghe' (la classica attrazione dei luna park) con un pizzico di interazione.

A cercare di modificare questa triste tendenza sono recentemente arrivati titoli più interessanti che cercano di affidare direttamente alle meccaniche di gioco il ruolo di creare la tensione e la paura; Dead by Dayligh e Friday the 13th sono un esempio perfetto e di discreto successo (di critica e di pubblico).

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Aldilà dell'atmosfera, la storia di Darkwood è anche genuinamente agghiacciante nei suoi contenuti…

Si tratta però di produzioni con budget importanti che possono fare affidamento su un comparto grafico di prim'ordine e che, anche per questo, sono molto appetibili al grande pubblico. Darkwood è un prodotto molto diverso. Si tratta infatti di un indie di un nuovo team di sviluppo polacco, gli Acid Wizards Studio, che, con una visione precisa e originale, portano sugli schermi dei nostri PC un'esperienza suvival/horror (con un pizzico di roguelike) che gli appassionati del genere dovrebbero tenere assolutamente in considerazione.

L'idea di base è quella di offrire una storia all'inizio assolutamente opaca (ovvero priva di un prologo o di una qualsivoglia spiegazione) che il giocatore dovrà scoprire tramite l'esplorazione e la sopravvivenza in uno scenario che definire ostile è decisamente riduttivo.

Ci troviamo all'interno di una foresta piuttosto fitta ma anche dotata di diverse radure nelle quali si trovano edifici esplorabili (perlopiù piccole baracche) e altre locazioni più o meno importanti. Il giocatore viene subito informato di uno dei concetti principali del gioco: la foresta è abitata da creature terribili e terribilmente aggressive che si scatenano di notte. Per questa ragione è assolutamente indispensabile (pena la morte pressoché immediata) che quando cala l'oscurità il giocatore si barrichi in una struttura chiusa (più ermeticamente possibile) e che disponga di luce. Solo in questo modo si può essere relativamente sicuri di avere una possibilità di sopravvivenza.

Le baracche sono tutte in condizioni piuttosto disastrose e sta al giocatore riparare, rinforzare e tappare le eventuali falle di queste costruzioni. A questo scopo è stato creato un sistema di crafting tramite il quale, utilizzando stazioni di lavoro, è possibile costruire elementi quali assi di legno, trappole per orsi e altro che ci permettono, per l'appunto, di creare la nostra piccola fortezza.

Questa è la prima priorità che ci troveremo ad affrontare in Darkwood, ovvero garantirci la sopravvivenza notturna. Anche l'elettricità (e quindi la luce) va gestita perché, dove questa è presente, non è mai gratis, ma cortesia di generatori elettrici che abbisognano di benzina per funzionare.

Ecco che quindi Darkwood rivela la sua prima meccanica di gioco, l'esplorazione condita con il looting e la gestione degli inventari. Nella foresta si trovano molti oggetti del tipo più disparato e tocca a noi recuperarli, gestirli in contenitori separati (il nostro zaino ha slot limitati e bisogna usare i contenitori che si trovano in giro) e in generale usare quel che serve immediatamente e conservare il resto in locazioni facilmente raggiungibili.

Questa meccanica si completa benissimo con un'altra, quella dell'orientamento. In Darkwood la mappa è un semplice pezzo di carta in cui vengono appuntate sommariamente le locazioni incontrate ma in cui non è possibile vedere la posizione del giocatore. Quest'ultima caratteristica (condita con l'estrema approssimazione delle annotazioni) rende l'orientamento una faccenda complessa, dando al giocatore qualcosa a cui pensare anche quando esplora liberamente: è sempre necessario prendere punti di riferimento mentali e organizzare le proprie incursioni attentamente, soprattutto pensando all'oscurità incombente.

L'esplorazione è utile anche, se non soprattutto, a scoprire gli elementi della trama e a trovare oggetti e indizi che sblocchino nuovi luoghi per far progredire la narrativa. Darkwood è infatti basato su una storia tutta da scoprire legata all'obiettivo principale del gioco: fuggire dalla foresta maledetta.

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Ci troveremo spesso a decidere se uccidere o meno alcuni personaggi, e il finale della storia non è unico…

Per far questo il giocatore deve bilanciare la gestione 'survival' con la progressione, sia delle trama che del proprio personaggio. Raccogliendo i misteriosi funghi della foresta il personaggio cresce di livello acquisendo abilità speciali e raccogliendo certi oggetti è possibile upgradare le workstation, il proprio inventario e le armi.

A proposito di armi, in Darkwood i combattimenti vengono gestiti tramite un sistema di comandi piuttosto curioso. Si carica il colpo (in caso di arma da mischia) con il pulsante destro del mouse e lo si rilascia premendo il sinistro. Avete letto bene, due pulsanti, due azioni diverse: il sistema probabilmente meno intuitivo della storia dei videogiochi, il tutto mentre ci muoviamo coi pulsanti WASD e ci orientiamo con il movimento del mouse.

Questo sistema crea una macchinosità che, probabilmente, nelle intenzioni degli sviluppatori, vorrebbe simulare la complessità di un combattimento reale e bisogna ammettere che la macchinosità c'è tutta! Colpire un lupo che ci sta attaccando con un asse di legno chiodata dev'essere piuttosto complesso nella realtà e Darkwood rende la cosa dannatamente difficile anche sullo schermo del nostro PC.

Ma fa tutto parte dell'atmosfera di terrore e di fragilità che Darkwood getta sul giocatore. L'esplorazione avviene proiettando un cono di luce molto limitato e questo genera una visuale molto ristretta, perfetta per subire imboscate e/o cadere in trappole di diverso tipo. La foresta è un luogo arcano e terrificante ma anche selvaggio e abitato da animali tutti ostili (tranne i poveri conigli) e il personaggio che guidiamo non è un supereroe né un guerriero medioevale.

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Anche una semplice paperelle di gomma riesce a terrorizzare in Darkwood!

Questa fragilità tocca il suo picco durante la notte. Dopo aver barricato un edificio come meglio possibile è infatti cosa buona rimanere all'interno lontani da porte e finestre e attendere l'arrivo dell'alba.

Durante la notte succede la qualsiasi. Ovviamente qui non spoileriamo nulla, ma sappiate che tutti i consueti trucchi dei film horror vengono utilizzati in Darkwood e tutti funzionano alla perfezione! Giocato di notte Darkwood è un titolo letteralmente terrorizzante perché è fitto di sorprese e di eventi (anche legati alla narrativa) sorprendenti e incredibilmente agghiaccianti.

La grafica 2D dall'alto nella sua semplicità riesce comunque a convogliare tutte le emozioni del caso e, anche se è limitata nelle animazioni e nei dettagli, risulta perfetta nella scelta delle palette di colori e nella sua essenzialità: nello schermo c'è sempre poco, ma quello che c'è è ampiamente sufficiente per farci trattenere il respiro e sudare freddo. I pochi effetti speciali presenti (come la nebbia) sono perfetti per come riescono a evocare le presenze più o meno paranormali intorno al giocatore.

Anche il comparto audio è perfetto in questo senso: la colonna sonora è limitata a pochi motivi legati a certe locazioni, e gli effetti sonori (perfettamente posizionati nello spazio intorno al personaggio) sono vari, realistici e francamente, anch'essi, terrorizzanti.

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Il sistema di crafting è semplice ma efficace; l'interfaccia non brilla per immediatezza

Sinceramente non ricordo un gioco che mi abbia chiesto di rimanere immobile all'interno di una casa quasi completamente buia per diversi minuti, e lo abbia fatto rendendolo interessante. Potete anche sfogliare il cellulare mentre attendete l'alba, come ho fatto io la prima volta, ma presto vi accorgerete di quanto Darkwood sappia essere dinamico nell'incuriosire il giocatore e nell'attrarlo nelle sue sorprese e nei suoi terribili misteri. La notte di Darkwood è un'esperienza unica che completa perfettamente il resto del suo solido gameplay survival che caratterizza il giorno.

Darkwood è un gioco estremamente interessante il cui valore è indiscutibile, soprattutto per come riesce a creare un'atmosfera credibile e genuinamente terrorizzante. Il tutto è legato a doppio filo alla narrativa ed è quindi poco rigiocabile, ma al prezzo di quattordici euro si tratta di un'esperienza che consigliamo ardentemente a tutti gli appassionati del genere.

8 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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