LEGO Ninjago il Film: Video Game - recensione

TT Games dal cinema al videogioco, e viceversa.

Che mondo sarebbe senza LEGO? L'azienda danese, a oltre cent'anni dall'apertura, ha ormai costruito un impero che vanta la sua presenza in diversi mercati: giocattoli, serie animate, cinema e videogame. Gli ultimi due media sono stati un'accoppiata pazzesca per il colosso delle costruzioni, soprattutto per il felice matrimonio con la saga di Star Wars, anche se nell'ultimo periodo la tendenza è cambiata.

Dal voler ricreare nei videogiochi il "punto di vista LEGO" su momenti iconici dei film (con chicche come la celebre scena del "Luke, io sono tuo padre"), si è passati alla creazione di lungometraggi originali poi trasposti in chiave ludica come ad esempio il fortunato The LEGO Movie.

L'azienda danese, accompagnata dallo storico developer TT Games ci riprova quindi un'altra volta, con un tie-in di LEGO Ninjago Il Film, che sfrutta la pellicola attualmente in programmazione nelle sale. Ecco le nostre impressioni.

La città di Ninjago è minacciata da Garmadon, infido e malvagio essere assetato di potere. A contrapporsi al suo tentativo di conquista fortunatamente ci sono sei coraggiosi ragazzi, addestrati nelle arti ninja dal Maestro Wu. Questi baldi giovini rappresentano l'ultima speranza di Ninjago, ad un passo dalla distruzione. Tuttavia uno dei membri del team, Lloyd, è in realtà il figlio di Garmadon ed vive costantemente un pressante conflitto interiore.

Senza aggiungere altri elementi è chiaro che il tie-in ripropone nel modo più fedele possibile la trama del lungometraggio animato: tra un livello e l'altro infatti sono presenti scene prese di peso dal film. Ma come i ninja, i problemi si nascondono nell'ombra, pronti ad assaltarci alla minima disattenzione.

Le cutscene inserite sono di certo pregevoli ma sconnesse quando inserite nella struttura dei livelli. I filmati sono ridotti all'osso e non sono stati sostituiti o accompagnati da scene in game che raccontino nel modo giusto l'avventura. Si passa, nello spazio un caricamento, da una situazione di fuga ad un combattimento a chilometri di distanza, e il giocatore può solo "immaginare" cosa sia successo tra una scena e l'altra. A nostro parere, non una scelta felice.

Il problema di fondo è che non sono state programmate delle scene con il motore di gioco per sostenere la narrazione: è quasi tutto affidato agli spezzoni del film, come anche la maggior parte delle gag, caratteristica da sempre apprezzata nei videogiochi LEGO. Sebbene parliamo di un prodotto che si rivolge ad un pubblico giovanissimo, la ricetta confezionata da TT Games parte con il piede sbagliato, ma non finisce qui.

Con un gruppo di ninja come protagonisti gli sviluppatori hanno dato grande spazio ai combattimenti: sono presenti diverse combo (anche aeree) per sbaragliare i vari nemici sul nostro cammino. Il tentativo è sicuramente encomiabile ma il sistema di comandi risulta poco preciso e raffazzonato. Il tutto sfocia quindi in un button mashing continuo, che alla fine risulterà tremendamente efficace.

Lego_Ninjago_1
L'attacco del malvagio Garmadon e della sua flotta.

Nel corso dell'avventura i giovani guerrieri apprenderanno le abilità dello Spinjitzu, legate agli elementi e utili più all'esplorazione che al combattimento. Gli scontri si sposano infatti con l'anima classica dei giochi LEGO, l'esplorazione: tanti segreti da scoprire, centinaia di collezionabili da trovare e backtracking obbligatorio per raccogliere tutti gli oggetti nascosti. Su questa ricetta abbiamo ben poco da aggiungere, è il leitmotiv storico dei titoli del brand danese, che ormai vantano una loro nicchia consolidata.

Spieghiamo, a chi si sta avvicinando ora a questa tipologia di gioco, in che modo è organizzato il backtracking in stile LEGO. Ogni livello nasconde una quantità disumana di segreti, che per essere trovati necessitano di determinate abilità associate a personaggi ben precisi, come ad esempio il ninja Cole, che è in grado di distruggere muri con le crepe. Durante la campagna però potremoutilizzare solo alcuni membri del team e non mancheranno sfide che solo precise abilità permetteranno di completare. Una volta terminata la missione in modalità storia sarà però possibile rigiocarla con ogni personaggio, in modo da raccogliere tutti i segreti.

La ricetta storica di TT Games potrebbe quindi risultare gustosa non solo ai più giovani ma anche a tutti quei giocatori che amano raccogliere ogni collezionabile. A parte queste categorie, però, tutti gli altri potrebbero trovarla tediosa, dato che non pone alcun livello di sfida sia sul fronte degli scontri, sia su quello degli enigmi. Per cercare di dar varietà all'offerta, comunque, sono state inserite anche delle sfide di combattimento nei dojo e un'arena in cui lottare fino a quattro giocatori.

Lego_Ninjago_2
Anche i Ninja hanno i mech, potenti mezzi per contrastare il male.

Graficamente LEGO Ninjago si pone l'obiettivo di ricreare le atmosfere del film: durante l'attacco di Garmadon la città è piena di esplosioni, navicelle volanti e cattivoni per le strade. Il problema è che il gioco non regge la mole di effetti e "mattoncini" presenti su schermo: più volte abbiamo assistito a pesanti cali di frame rate e non mancano inoltre pop up degli elementi e caricamenti lunghi. Tutto ciò lascia una leggera amarezza, pur considerando che il mondo LEGO non cerca di certo il fotorealismo.

Sul fronte dell audio troviamo altre sbavature, soprattutto nelle linee di dialogo in game, spesso ripetute senza cognizione di causa. Il titolo è comunque totalmente doppiato in Italiano, ed anche se non sono state utilizzate le voci ufficiali del lungometraggio, il risultato è comunque buono.

In conclusione LEGO Ninjago mostra problemi nel gameplay, nel comparto tecnico e anche nella struttura narrativa. Consigliamo il gioco soltanto ai fan del team di ninja e ai più piccini, che riusciranno a passar sopra i difetti descritti. A tutti gli altri, consigliamo di defilarsi nell'ombra dopo aver lanciato una bomba fumogena.

5 /10

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Riguardo l'autore

Gabriele Carollo

Gabriele Carollo

Redattore

Si barcamena nello scrivere da pochi anni, tra ettolitri di birra e mostrando con orgoglio la sua barba. Se cercate un consiglio fraterno e senza fronzoli, è l’uomo che fa al caso vostro.

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