Wandersong - recensione

Non chiamatelo rhythm game.

Cantare è forse una delle passioni più gioiose ed emozionanti a cui possiamo dedicarci. Tutti noi almeno una volta, che sia stato nel privato della nostra camera o in pubblico, ci siamo lanciati in sinfonie più o meno riuscite, con nessun'altro strumento se non la nostra voce. È un gesto di perdizione controllata, eppure allo stesso tempo decisamente liberatorio. Cantiamo per distrarci o divertirci, per depressione o allegria: insomma, potremmo farlo per tutte le ragioni. E se proprio una canzone potesse salvare il mondo dall'estinzione?

Questa è la grande missione in cui si lancia il protagonista del particolare indie Wandersong, nato su Kickstarter e che ci mette nei panni di un menestrello. Avete capito bene: niente cavalieri dotati di spade magiche, nessuno scettro fatato o semidio, ma un semplice bardo chiamato a diventare un eroe. Basterebbe solo questo incipit per suscitare una genuina curiosità sul lavoro di Greg Lobanov, ma Wandersong riesce a fare molto di più: conquista mettendo in scena una dolce fiaba incentrata sulla forza interiore e sul mondo di regole che ci auto-imponiamo.

Ad un livello più pratico il nostro bardo non utilizza mai nessuna arma e l'unico strumento di interazione che utilizza è la sua voce, che si rivelerà preziosa lungo il viaggio che lo attende. Il suo compito è quello di trovare delle parti di una canzone magica in grado di salvare il mondo da una condanna certa ma, a dispetto della sua natura indipendente e candida, Wandersong è un'avventura in grado di intrattenere svariate ore, con alcuni colpi di scena di ottima fattura. Lobanov è infatti riuscito miscelare sapientemente romanticismo e comicità, senza far mancare puzzle e azione.

Vi starete chiedendo a questo punto come sia possibile imbastire un'offerta del genere con un protagonista in grado solamente di gorgheggiare melodie, ed in questo dubbio fondamentale si nasconde il maggior pregio di Wandersong. Attraverso una ruota (che ricorda vagamente giochi come Hue, per intenderci), è possibile cantare singole note, associate anche a dei colori.

Questo semplice strumento lungo l'intera avventura viene utilizzato in svariati modi piuttosto brillanti: si passa dal classico "memory", in cui ripetere una sequenza vista, a piattaforme che risponderanno al comando della nostra voce. Ma gli utilizzi saranno diversi e tutti piuttosto naturali da apprendere: ad esempio in un certo livello la vostra voce diventerà luce per fendere l'oscurità, mentre in altri potremo comandare il clima ed il tempo stesso.

Wandersong riesce a tradurre infinite volte una singola meccanica, mantenendo fresca l'esperienza man mano che si prosegue nel viaggio del nostro improvvisato eroe, attraverso un mondo eterogeneo di persone e luoghi. Spesso il ciclo dell'avventura prevede l'arrivo in una nuova città, la conoscenza della sua popolazione e la ricerca di un portale per ottenere un 'altra parte della magica canzone in grado di salvare il mondo. Dopo diverse ore di gioco la prima fase di questo schema è forse quella che accusa una leggera staticità, ma resta sempre in grado di regalare momenti dall'alto tasso emotivo: ad esempio ci siamo lanciati in un duetto con la madre defunta di un musicista, per aiutare quest'ultimo a superare il suo dolore, e la performance che ne è scaturita ci ha regalato un bel brivido.

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Combattere un boss dedicandogli una serenata? In Wandersong può succedere.

A questo punto è doveroso parlare di un comparto sonoro che riesce a ritagliarsi un ruolo di prim'ordine in Wandersong, grazie al lavoro fatto dai ragazzi di A Shell in the Pit, studio specializzato nel sound design e con un lungo passato di collaborazioni con il mondo indipendente (ricordate le musiche di Rogue Legacy? Noi sì). Il compito svolto è stato enorme, e la colonna sonora accompagna perfettamente le vicende, spaziando dal folk al rock ed imbastendo tracce più semplici ad altre in cui l'elettronica entra a gamba tesa. In poche parole, è un'assoluta goduria per le orecchie. In certi momenti alcuni cittadini potrebbero anche chiedere una composizione estemporanea, e chi se altri potrebbe aiutarli se non un coraggioso bardo?

Non pensate però che Wandersong si classifichi tra i rhythim game, perché andreste decisamente fuori strada. Come detto poc'anzi, troverete persino sessioni platform e puzzle, ed anche in questi casi la voce del nostro protagonista diventa lo strumento fondamentale per sopravvivere all'avventura, miscelandosi però al tempismo richiesto da un salto perfetto o richiedendo la giusta osservazione per superare un enigma ambientale. Abbiamo solo riscontrato qualche leggera sbavatura nel controllo del personaggio vero e proprio, ma di fronte ad un design così ricco questi piccoli difetti si dissolvono.

Nonostante alcuni momenti che richiederanno grande attenzione, la sfida offerta da Wandersong è assolutamente accessibile da chiunque, con una curva d'apprendimento piuttosto delicata. Come detto in principio però, il suo impianto narrativo semplice e diretto a nostro avviso conquista letteralmente il giocatore, e lo trascina verso un'esplosione emotiva di indubbia qualità.

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I preconcetti e le regole imposte dalla società sono alcuni dei temi portanti di tutta l'avventura.

Guardando il comparto tecnico di Wandersong si potrebbe pensare erroneamente che il suo target sia per forza di cose un pubblico giovane, ma la potenza di questa storia è in grado di colpire su più livelli, raccontandoci che nel nostro cuore possiamo essere chiunque vogliamo.

Peccato per certi difetti tecnici che colpiscono questa conversione su Nintendo Switch, minando la delicata semplicità del gioco con un persistente aliasing sia in modalità docked che mobile (sebbene sulla TV sia più visibile), ma per nostra fortuna l'esperienza non subisce ingenti danni.

Wandersong è un titolo che consigliamo a chi vuole guardare oltre le apparenze, senza fermarsi ai cliché delle grandi produzioni o alla mancanza del "classico" eroe pronto a combattere il male. Se riuscirete ad andare oltre certi preconcetti socialmente condivisi, troverete un'avventura che colpisce dritta al cuore e costruita con grande sapienza. Musica e design diventano un tutt'uno in grado di coinvolgere, divertire e far riflettere. Se siete alla ricerca di una ventata d'aria fresca dal panorama indipendente tenetelo in considerazione.

8 /10

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Gabriele Carollo

Gabriele Carollo

Redattore

Si barcamena nello scrivere da pochi anni, tra ettolitri di birra e mostrando con orgoglio la sua barba. Se cercate un consiglio fraterno e senza fronzoli, è l’uomo che fa al caso vostro.

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