La fascinazione dei videogiochi per la guerra è cosa antica, quasi ancestrale. Di più, non è probabilmente altro che la trasposizione del fatto che, per gli umani, giocare a simulare conflitti è un istinto che ci portiamo dietro da millenni.

È iscritto nella nostra cultura profonda ma anche in quella recente; la cultura popolare ne è impregnata, dai film ai libri, come lo è la storia dell'umanità.

C'è quindi poco da stupirsi se la guerra rimane un tema tra i più frequentati a livello videoludico. Ma in questo grande calderone ci sono ovviamente diverse nicchie, ognuna di esse caratterizzata da approcci e consumatori diversi.

Matrix Games (insieme con Slitherine, sua 'parent company') si è specializzata negli anni, tra gli altri, nel genere simulativo hardcore, ovvero nelle trasposizioni di conflitti che ricercano la fedeltà e la tematicità più aderenti possibile ai fatti originali.

Armored Brigade è un titolo che nasce come freeware e viene ora offerto commercialmente con un progetto preciso in mente: dare ai giocatori hardcore una simulazione a livello reggimento-battaglione che sia nel contempo rigorosa ma anche flessibile in modo da non appesantire troppo il carico decisionale del giocatore. Se infatti conoscete i titoli operazionali classici (viene in mente il recente The Operational Art of War 4 e i titoli di Gary Grigsby) sapete quanto può essere pesante gestire la catena di comando e il micromanaging estremo, anche solo di un contingente numericamente limitato.

Armored Brigade utilizza un altro approccio. Innanzitutto permette al giocatore di limitare il numero di unità a disposizione (vedremo poi meglio come), poi sfrutta la catena di comando, ovvero permette al giocatore di dare ordini all'unità in comando che li passerà poi a quelle subordinate (l'IA fa un discreto lavoro nell'elaborare i piani tattici). Questo vuol dire che in pochi click è già possibile gestire il proprio contingente nella sua intierezza. La flessibilità di questo sistema permette comunque al giocatore di dare comandi anche alle singole unità, per poi, nel caso, ri-accorparle all'unità leader e alla relativa IA.

Ora, bisogna tenere in considerazione qualche altro aspetto per completare il quadro. Innanzitutto il periodo di riferimento. Armored Brigade al momento affronta la guerra fredda che diventa calda nel momento in cui l'Unione Sovietica invade la Germania e la Finlandia (una ipotesi tra le più studiate e simulate nell'ambito dei wargame). Siamo nel periodo 1965-1991 quindi, e l'armamentario è moderno. Le mappe su cui si combatte variano da 2 a 15 chilometri quadrati e sono selezionabili all'interno di quattro mappe generali, una che rappresenta il Fulda Gap, una la ragione tra Rotenburg a Harburg (sempre rilevante per lo scenario post guerra fredda), una il sud della Finlandia e l'ultima un territorio desertico che funge da campo d'addestramento.

Il gioco si muove in tempo reale (anche se c'è l'opzione per giocarlo a turni) ma offre anche una rappresentazione dei problemi della catena di comando. Questo vuol dire che le unità non rispondono immediatamente agli ordini, ma dopo un intervallo che va dalla manciata di secondi ai diversi minuti, a seconda di diversi fattori (livello tecnologico, addestramento, presenza del relativo HQ). La visuale dall'alto con un accenno di prospettiva offre un pizzico di 3D e lo zoom può essere manipolato dalla visuale dell'intera mappa fino a poche centinaia di metri.

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La possibilità di ritagliare a piacere zone da 2 a 15 chilometri quadrati è una splendida feature in grado di dare longevità infinita ad Armored Brigade.

Per comprendere al meglio il tipo di gameplay offerto bisogna fondere due titoli, uno estremamente famoso e uno estremamente oscuro. Quello famoso è Close Combat. Armored Brigade offre una prospettiva e un'azione simile, ma su una scala diversa. Le armi disponibili sono infatti tali da richiedere al giocatore di considerare raggi anche di parecchi chilometri. Altra differenza è il livello di dettaglio delle unità le cui armi e armature sono tutte inserite come fattori nella simulazione e sono consultabili dal giocatore. Ma oltre a questo il 'look and feel' del gioco è molto simile.

L'altro titolo di riferimento, quello oscuro, è Command Ops 2, un motore per wargame capace di simulare battaglie su larga scala proprio usando tempo reale, IA che gestisce la catena di comando e una certa precisione sul lato dell'armamento e delle dinamiche di combattimento.

Il gameplay di Armored Brigade procede proprio come un misto tra questi due titoli. Si studia la situazione (molto attentamente in relazione a territorio, nemico e armamenti), si impartiscono gli ordini e si osservano i risultati, pronti a correggere il tiro tenendo sempre presente, tra le altre cose, i ritardi nella ricezione degli ordini. Il gioco svolge un ottimo lavoro sul lato dell'interfaccia offrendo tutte le informazioni necessarie in modo semplice e immediato; il look è solo funzionale, senza fronzoli, ma è subito tutto molto chiaro in Armored Brigade, a patto ovviamente di accettare la complessità della simulazione.

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La grafica di Armored Brigade è funzionale e, francamente, a tratti decisamente scarna. Ma non ve ne accorgerete perché la vostra attenzione sarà altrove, sul gameplay.

Ogni tank o veicolo ha caratteristiche precise in ogni stat che vanno prese in considerazione quando gli si assegnano i compiti. Oltre a questo, va sempre considerato che il fattore più importante in battaglie di questo tipo (ed epoca) è la ricognizione, quindi l'uso degli scout e la gestione delle relative informazioni. Senza conoscere ciò che avete di fronte anche i carri armati più potenti verranno facilmente sorpresi e distrutti da una IA che, specialmente in difesa, sa il fatto suo.

Mentre le vostre unità portano a termine i loro compiti dovrete anche gestire eventuali supporti dall'artiglieria e dall'aviazione (elicotteri e aerei). Questo fattore è particolarmente importante (rispecchia l'epoca), tanto che spesso si rivela determinante per assicurare la vittoria sul campo al resto delle vostre forze.

Sul lato delle modalità, Armored Brigade rivela la sua natura più di motore che di prodotto commerciale fatto e finito. Il gioco offre quindici missioni preconfezionate insieme con un editor estremamente potente e versatile. Le unità disponibili sono circa seicento (cinquecento unità di terra e una settantina di aerei diversi), distribuite su sette eserciti nazionali (UK, Russia, Germania Est, Germania Ovest, Polonia, Finlandia, e USA), mentre le mappe sono praticamente infinite perché ritagliabili da quelle (enormi) generali.

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Ammorbidire I bersagli e le zone-obiettivo con artiglieria e mortai è fondamentale per portare scompiglio nelle linee nemiche e facilitare l'assalto del resto delle nostre unità.

Questo vuol dire che il gioco non offre una campagna né un filo narrativo di qualsiasi tipo; semplicemente mette nelle mani del giocatore una sorta di grande giocattolo riconfigurabile a piacere, infinitamente. Viste le mappe ritagliabili a piacere e il vastissimo database di unità disponibili la ricetta è accettabile, anche se onestamente ci sarebbe piaciuto vedere almeno una linea cronologica di scenari in grado di calarci maggiormente nell'ambientazione.

Dal punto di vista tecnico, la grafica è un 3D funzionale che non brilla sotto alcun aspetto se non per l'ordine molto 'geometrico' con cui presenta la situazione. Le unità sono anch'esse funzionali e ben poco animate; i traccianti dei proiettili sono invece visibili e ben rendono l'idea degli ingaggi veloci e letali tipici dei conflitti moderni. Anche artiglieria e bombardamenti non brillano per effetti speciali né per impatto sulla mappa. Siamo un punto sotto la grafica di Close Combat e uno sopra le mappe 2D di Command Ops 2. Il sonoro è anch'esso funzionale, ma sufficiente per allertare il giocatore e spostare la sua attenzione sui punti caldi.

Da segnalare la presenza di una visuale che offre un 3D accentuato tramite la quale possiamo farci una certa idea delle linee di fuoco e di eventuali ostacoli visivi. Insieme ad altre opzioni di visualizzazioni della mappa e al tool di LOS (line of sight, o linea di fuoco) il gioco offre diversi strumenti per capire approssimativamente quali sono le zone più favorevoli e quelle più pericolose. Si tratta di sistemi tutt'altro che immediati e che sono anzi piuttosto macchinosi da usare e da interpretare.

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I fiumi sono attraversabili solo in punti precisi; pianificare attentamente l'inizio delle operazioni è fondamentale!

Ma si tratta di dettagli perché Armored Brigade fa soprattutto leva sulla sua formula di gioco che con profondità, rigore e flessibilità di setup offre un giocattolo di guerra eterno che può potenzialmente crescere all'infinito. Esattamente come Close Combat e Command Ops 2 non ci sono limiti a quello che si può creare con questo motore e il fatto che il gioco offre già molte unità e quattro mappe gigantesche lo qualifica già come un titolo dalla longevità infinita immediatamente, out of the box.

La pianificazione della missione all'inizio è uno dei punti forti dell'esperienza. Esplorare lo scenario, comprenderne le opportunità e i pericoli e mettere tutto questo in relazione alle proprie forze è una gioia per tutti i videogiocatori guerrafondai. Per chi invece cerca un'esperienza più leggera, sullo stile di un RTS, Armored Brigade potrebbe rivelarsi troppo austero e poco coinvolgente senza una campagna singola e con poche modalità alternative. Alla fine il punteggio qui sotto è per i primi, l'audience di riferimento di Armored Brigade.

8 /10

Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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