LG 34GK950G - recensione

Colossale, ottimi colori e adatto a tutti quelli che possono permetterselo!

Se seguite le nostre recensioni hardware con una certa costanza, ormai avrete compreso il nostro amore smisurato per i monitor 21:9. I motivi sono tanto semplici quanto importanti: in ambito lavorativo consentono di sfruttare al massimo due programmi affiancati, mentre in gioco offrono una visuale più ampia di oltre il 34% rispetto ai più classici schermi 16:9. Un vantaggio, quest'ultimo, apprezzabile trasversalmente in qualsiasi tipo di gioco: prima persona, terza persona, visuale dall'alto, scorrimento laterale e così via.

Ovviamente, affinché si possa sfruttare la bellezza dei 21:9, il gioco deve supportare tale risoluzione. In caso contrario, potremo continuare a giocare normalmente in 16:9 con due bande nere ai lati. Il monitor di cui vi parliamo oggi, ovvero l'LG 34GK950G, ha ovviamente un aspect ratio di 21:9, oltre a ciò, le caratteristiche principali sono la curvatura, il pannello IPS, la diagonale lunga 34 pollici, la risoluzione di 3440 x 1440 pixel, la frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz e il supporto alla tecnologia G-Sync.

Come ormai ci ha abituati LG, il monitor 34GK950G si presenta con un design fine ed elegante, ma che al tempo stesso non rinnega la sua natura di periferica da gaming. A colpire sono infatti le linee nette, i colori nero e rosso e il cerchio illuminato con LED RGB sul retro. Il bordo, se consideriamo anche la parte di panello priva di pixel, non è di certo sottilissimo e di conseguenza lo schermo non si presta particolarmente bene a configurazioni multi-monitor.

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LG 34GK950G: Davvero maestoso ed elegante!

Per i meno avvezzi di aspect ratio UltraWide, possiamo paragonare l'altezza di un monitor 21:9 da 34'' a quella di uno schermo 16:9 da 27'' con, ovviamente, una maggior larghezza. Ci troviamo quindi di fronte ad un pannello dalle dimensioni importanti: una caratteristica positiva o negativa a seconda delle esigenze di ogni persona, che va valutata molto attentamente.

Per quanto riguarda la risoluzione, pensiamo che i 1440 pixel verticali su un monitor così ampio siano la perfetta via di mezzo tra la densità di pixel (e quindi la qualità delle immagini) e il carico sulla GPU. Considerate infatti che un monitor 21:9 con questa risoluzione ha il 79% di pixel in più rispetto ad un 16:9 da 1440p, con un conseguente appesantimento prestazionale in gioco. Ecco perché una soluzione Ultra HD avrebbe portato sicuramente ad una densità di pixel degna di nota, ma di contro avrebbe richiesto una macchina non indifferente per far girare i titoli odierni alla massima risoluzione.

Anche se ormai siamo abituati a monitor con frequenze di aggiornamento di 144 Hz, anche i 120 Hz scelti da LG per il 34GK950G sono più che sufficienti per la maggior parte degli utenti. Lo schermo, quindi, consente potenzialmente di vedere con i vostri occhi fino a 120 frame al secondo prodotti dalle vostre schede video, ma se la pesantezza del gioco non ve lo consente non c'è alcun problema, soprattutto grazie alla tecnologia G-Sync.

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Anche per via della curvatura, dovete essere certi di avere sufficiente spazio sulle vostre scrivanie.

Se infatti possedete una scheda grafica Nvidia compatibile con questa tecnologia, potete riuscire a sincronizzare i frame prodotti dalla GPU con gli aggiornamenti del monitor. E anche se questi ultimi sono superiori rispetto agli FPS che la scheda grafica riesce a produrre (magari neanche in modo costante) a schermo godrete di prestazioni fluide, senza fenomeni di tearing e stuttering.

Per sfruttare tutte le potenzialità del monitor, in particolare ci riferiamo a frequenza di aggiornamento e G-Sync, dovrete utilizzare il cavo DisplayPort incluso nella confezione. L'ingresso HDMI dell'LG 34GK950G è infatti una versione 1.4 e non 2.0 e di conseguenza non supporta né i 120 Hz (a quella risoluzione) né tantomeno la tecnologia G-Sync.

Restando in tema di refresh rate, facciamo notare che sia a 60 Hz sia a 120 Hz il pannello produce un leggero ghosting e un leggerissimo motion blur nelle immagini in movimento, che comunque sono impercettibili quando si gioca. In parte questi fenomeni potrebbero essere dovuti al tempo di 5ms che impiega, secondo il produttore, un pixel a passare da grigio a bianco per tornare a grigio: una velocità di aggiornamento superiore rispetto ad 1ms di altri pannelli da gaming (soprattutto TN), ma comunque più che sufficiente per la maggior parte dei videogiocatori.

Passiamo ora a parlare della qualità delle immagini mostrate dal monitor, analizzata grazie alla nostra sonda Spyder 4 Elite di Datacolor che, ricordiamo, potrebbe essere suscettibile di errore anche per via della curvatura del pannello. Partiamo con l'elogiare l'ottima uniformità su tutto lo schermo, mentre la fedeltà dei colori raggiunge livelli che sfiorano la perfezione. Di conseguenza non ci stupisce che lo spettro cromatico mostrato sia incredibilmente elevato.

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Illuminato, quel cerchio, fa la sua porca figura. Peccato che resti acceso anche se si spegne il computer.

LG, infatti, ha utilizzato per il proprio monitor 34GK950G un pannello Nano IPS con un gamut verificato DCI-P3 che dovrebbe coprire uno spazio colore maggiore del 35% rispetto al classico parametro gamut sRGB. In effetti la nostra sonda ha misurato una copertura del 100% del gamut sRGB e del 90% del gamut AdobeRGB: un risultato davvero notevole.

Un tallone d'Achille del monitor sembra essere invece la luminosità. Partendo dall'uniformità della luminanza, che non ha convinto la nostra sonda, anche se si attesta su livelli leggermente inferiori rispetto a quelli con cui solitamente abbiamo a che fare recensendo monitor da gaming. Abbiamo inoltre notato che il monitor mantiene un livello di luminosità leggermente più elevato rispetto al solito, anche quando si imposta il parametro al minimo. Probabilmente è questo il motivo per cui il rapporto di contrasto da noi misurato si aggira intorno al valore di 500:1 e i neri sono leggermente meno profondi di quanto ci saremmo aspettati da un pannello LG.

I colori e la luminosità restano inoltre piacevoli anche quando si guarda lo schermo lateralmente ma, come se ciò non fosse sufficiente, il monitor LG 34GK950G consente diversi movimenti in modo da poterlo posizionare correttamente rispetto a noi. Lo possiamo infatti regolare in altezza, ruotare verso l'alto e verso il basso e girare a sinistra e a destra: quest'ultima una caratteristica quest'ultima non sempre scontata, come abbiamo visto in recenti altre occasioni.

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Da questo punto di vista è possibile osservare i diversi input/output che si trovano sul retro.

Restando in tema di funzionalità, sul retro del monitor, all'interno di un piccolo incavo, troviamo oltre ai già citati ingressi HDMI 1.4 e DisplayPort anche un'uscita jack TRRS da 3,5mm per connettere il proprio headset e una porta USB 3.0 TypeB in upstream necessaria per collegare al PC le altre due porte USB 3.0 TypeA. Infine, sempre nello stesso foro, possiamo collegare il cavo di alimentazione che, purtroppo, porta ad un alimentatore esterno piuttosto voluminoso.

In definitiva, il monitor LG 34GK950G è senza alcun dubbio un ottimo prodotto da gioco che restituisce una qualità dell'immagine incredibile con caratteristiche in grado di accontentare davvero chiunque: da chi cerca la fluidità a chi la qualità delle immagini, da chi lo vuole usare per lavoro o per diletto.

Peccato solo per il costo che sicuramente non è pensato per accontentare tutte le tasche. Al momento, infatti, il monitor è prenotabile su Amazon al prezzo di ben €1099,99: una cifra di tutto rispetto per un monitor di tutto rispetto. Sempre su Amazon trovate, per un centinaio di euro in meno, anche il fratello con tecnologia FreeSync, ovvero il 34GK950F che abbiamo notato avere caratteristiche sulla carta superiori: aggiornamento a 144Hz, tempi di risposta di 1ms e supporto all'HDR 400. Sospettiamo quindi che, visto il prezzo inferiore, la qualità del pannello non sia paragonabile al modello da noi testato.

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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