Creative Sound Blaster X3 - recensione

Un DAC di alto livello per chi vuole pensionare la scheda audio di motherboard o portatile.

Non facciamo un mistero del fatto di come Creative Labs sia da sempre uno dei nostri produttori preferiti: vuoi per il fatto che si tratta dei padri dell'audio di qualità su PC, vuoi perché i suoi prodotti sono sempre soluzioni molto curate nell'estetica anche quando si tratta di una scheda audio interna (ma soprattutto all'avanguardia dal punto di vista tecnico) ci sono veramente pochi motivi per non apprezzare questo brand. Recentemente presentata all'IFA di Berlino, ecco una delle nuove soluzioni per il mercato dell'entertainment domestico, il Creative Sound Blaster X3 è un DAC esterno collegabile non solo al PC, ma anche a un qualsiasi smartphone Bluetooth, al Mac, a PS4 e Nintendo Switch.

Si tratta di un prodotto pensato per dare a chi dispone di un laptop o un PC dalle limitate capacità audio una valida piattaforma per controllare il suono e inviarlo a dispositivi in grado di gestirlo come cuffie di alto livello, ma anche impianti surround 5.1 o 7.1 con diffusori da alta impedenza. Anche PS4 e Nintendo Switch sono fonti sonore supportate, e persino il cellulare come sorgente tramite Spotify o altri programmi musicali similari. La portabilità eccellente insieme all'alto numero di uscite posteriori ne fanno quindi un companion ideale per numerose tipologie di utenti: chi ha una postazione gaming e vuole il surround in cuffia, chi usa un portatile come mediacenter 5.1 e non può fare affidamento sullo scarso numero di uscite del laptop, chi ha una console ma non un amplificatore di alto livello in uscita verso i diffusori e così via.

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Ecco il Sound Blaster X3: piccolo ma elegante e funzionale.

Questo DAC di Creative Labs ha quindi tre tipologie d'utilizzo ben distinte: quella di scheda audio esterna per un qualsiasi PC o Mac da affiancare al software di configurazione scaricabile direttamente dal sito, o quella di periferica standalone se connesso a una console controllando il dispositivo tramite una companion App che permette di gestire tutte le funzionalità a distanza. Premendo la rotella infatti questa si accende illuminando il contorno di un piacevole azzurro a segnalare che è possibile effettuare il pairing con un qualsiasi di dispositivo Bluetooth.

I controlli sono limitati ma tramite diverse combinazioni di tasti è possibile svolgere numerose funzionalità. Premendo la rotella si regola il volume dell'uscita audio, il volume del microfono o il bilanciamento destra/sinistra. Tenendo la rotella premuta a lungo si esegue il pairing Bluetooth con qualsiasi device in grado di supportarlo. Il tasto mode permette di alternare i vari profili di equalizzazione: ce ne sono tre preimpostati che sono Musica, Film, il Footsteps Enhancer per i giocatori, la modalità diretta, Super X-Fi e l'equalizzazione spenta. Il tasto SXFI permette di attivare quest'ultima modalità che è il surround virtualizzato made in Creative (ne parliamo tra poco) e alternare l'uscita tra le casse collegate nella parte posteriore e le cuffie in quella anteriore.

Tutte funzionalità dalla comprensione non particolarmente immediata visto che le varie impostazioni corrispondono a diversi codici colore che s'illuminano di fronte a ciascun tasto e non è proprio intuitivo capire in quale impostazione ci si trova se non dopo aver familiarizzato con il dispositivo e la Quickguide fornita all'interno della confezione. Si tratta di uno step essenziale per chi non collega l'X3 al proprio PC o Mac visto che ci sono solo due modi per controllarlo: il primo è quello manuale, mentre il secondo prevede il download di una comoda companion app che permette di eseguire tutte queste operazioni direttamente dal proprio smartphone.

Ma il meglio dell'X3 lo si ottiene installando la suite Creative Sound Blaster Command Center da cui si accede alle vere funzionalità che sono praticamente infinite e vanno molto oltre i semplici profili di equalizzazione preselezionati di cui abbiamo parlato poc'anzi. Si comincia con un'ampia selezione di livelli di riproduzione qualitativa che arriva a 192 KHz in 24 bit in diverse configurazioni. È possibile gestire l'audio in modalità stereo, due modalità 7.1 e il Dolby Digital. Volendo è possibile bypassare completamente il dispositivo e mandare ai diffusori l'audio come viene generato dalla fonte sonora fino a una qualità di 384KHz a 32 bit, questo per permettere anche i possessori di cuffie o impianti di alto livello di sfruttarli al massimo. La pagina dell'equalizzazione permette di gestire molti più profili, alcuni dei quali dedicati anche a giochi specifici per effettuare ulteriori personalizzazioni al loro utilizzo che modificano i parametri di Virtual Surround, Crystallizer high-frequency Bass Boost, Smart Volume, automatic dynamic range compressor, e Dialog Enhancer. Le possibilità sono pressochè infinite.

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Gli ingressi nella parte posteriore. Il dispositivo si alimenta e si connette alle sorgenti sonore tramite un cavo USB-C.

Molto interessanti sono le funzionalità gestite dal Super X-Fi: per simulare al meglio il surround virtualizzato di una stanza vuota, viene chiesto all'utente di scaricare un app per smartphone con cui fotografare la forma del suo volto e di entrambe le orecchie, in particolare la conformazione dell'interno del padiglione auricolare. In questo modo il sistema cerca di riprodurre al meglio la dinamica delle onde sonore di una stanza e di come l'orecchio di ciascuno può captarla. Abbiamo fatto un paio di prove con persone diverse ed effettivamente la differenza dei preset tra una persona e l'altra è percepibile, sia utilizzando le cuffie sia utilizzando un classico impianto 5.1. di cui vi parliamo tra poco. Per finire, il Sound Blaster Command gestisce le fonti di registrazione dando la possibilità di acquisire audio sia dal microfono frontale, sia da Line-In posteriore, gestendo l'equalizzazione di entrambi che è unificata. Numerosi parametri sono in grado aumentare il volume e il tono in ingresso, compresa una corposa lista di voice morphing per terrorizzare i propri amici su Discord o Teamspeak.

Insomma, dal punto di vista delle funzionalità, il Sound Blaster Command è una suite molto completa e complessa, ma comunque estremamente gradevole da usare. Il gran numero di regolazioni sulle prime può mettere in difficoltà anche utenti piuttosto navigati ma fatta la debita pratica, permette di estrarre il meglio da questo dispositivo, soprattutto per quanto riguarda la personalizzazione dei profili di equalizzazione. La prova sul campo ci ha visti impegnati in una serie di test separati: in modalità stereo con musica, film e giochi usando delle cuffie Creative che avevamo recensito qualche tempo fa, le solide H5. Abbiamo poi testato il surround sui diffusori con un impianto sempre Creative Inspire 5100; un po' datato ma comunque sempre funzionale, per poi provare il surround simulato Super X-Fi. Prima con un paio di auricolari stereo di alto livello, gli Shure SE 215 e poi con un paio di cuffie di fascia altissima come le Sen­n­heiser HD 660 S.

Per quanto riguarda la gestione stereo, non abbiamo avuto particolari problemi. Lavorando con i vari profili di equalizzazione e vari tipi di generi musicali e di film siamo riusciti ad ottenere un'ottima qualità con le nostre cuffie gaming Creative, grazie a una pulizia del suono notevole, anche andando a lavorare sui profili di equalizzazione e modificandoli in molti modi diversi. Usando gli auricolari Shure e le cuffie Sennheiser la qualità della riproduzione è salita drasticamente, confermando l'ottimo livello di fondo della riproduzione, in particolare con i profili musicali. Niente da dire per quanto riguardava i giochi, la riproduzione stereo era pressochè perfetta considerando anche le differenze nella resa sonora dei vari modelli di cuffie utilizzati. Le Sennheiser ovviamente si sono confermate le migliori, ma bisogna dire che gli auricolari di Shure non hanno assolutamente sfigurato al confronto.

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La cornice intorno alla rotella s'illumina in modi diversi per comunicare lo stato del dispositivo e il pairing Bluetooth.

Dove le X3 hanno dato il meglio di sé è stato nel surround effettivo tramite la configurazione con le casse Inspire 5100: anche se il sistema era di modesta potenza (6 Watt) bisogna dire che la gestione delle fonti sonore e dei bassi non ha riservato sorprese in negativo: grande pulizia, nessuna distorsione e ottima percezione della spazialità dei suoni soprattutto in occasione delle sparatorie su PC di Call of Duty: Modern Warfare, complice anche un preposizionamento dell'impianto pensato esattamente per queste esigenze. Abbiamo provato anche la presa ottica per uscire in Dolby 5.1 verso un impianto Home Theater Denon e siamo stati anche in questo caso piacevolmente sorpresi dalla resa audio eccezionalmente pulita su tutte le frequenze.

Per quanto riguarda il gaming in surround reale, questa X3 si è comportata in modo egregio, con una perfetta gestione dei suoni in surround 5.1 con le Inspire 5100 anche se non avevamo molti dubbi a riguardo. Ad interessarci maggiormente è stato quello simulato che abbiamo concentrato la nostra attenzione per il test finale. Qui le cose non sono andate allo stesso modo perché il Super X-Fi è una soluzione basata su un digital sound processor proprietario di Creative, pensata per virtualizzare l'audio spaziale in cuffia simulando la provenienza delle fonti sonore in una stanza vuota. I risultati in questo caso si sono rivelati buoni con alcuni giochi, ma non tutti. Oltre a Call of Duty Modern Warfare (PC) e Red Dead Redemption 2 (PS4), abbiamo lanciato anche Dead Space 2 (PC) e Battlefield 4(PC) e ottenuto risultati diversi.

Il Super X-Fi sembra infatti rendere meglio con alcuni giochi rispetto ad altri, in particolare quelli con spazi aperti dove il riverbero simulato del suono tende a perdersi in distanza e non dà più di tanto fastidio. In Dead Space 2 invece, la resa non ci ha convinto a causa di un'eco piuttosto fastidiosa probabilmente dovuta alle dimensioni ristrette degli ambienti. L'impressione è che una soluzione del genere si comporti bene con film e musica, mentre i videogiochi dovrebbero essere espressamente sviluppati per supportarla. Probabilmente solo una calibrazione specifica gestita direttamente dal team di sviluppo potrebbe rendere giustizia a questa soluzione tecnologica di Creative Labs.

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I preset personalizzabili sono indicati da diversi schemi colore.

Ma si tratta di un appunto che non sminuisce eccessivamente il valore complessivo di un prodotto che, per la cifra richiesta di 120 euro, è comunque di alto livello. Questo Creative Sound Blaster X3 è un DAC estremamente raffinato e caratterizzato da una flessibilità d'utilizzo eccellente visto che gli si può connettere qualsiasi genere di periferica e adattarlo a un gran numero di sistemi di riproduzione audio. Il suo terreno di caccia sono impianti 5.1/7.1 e cuffie di fascia alta, anche ad alta impedenza, che si possono normalmente trovare nelle case di qualche audiofilo. Il vero target rimane il mercato consumer dei giocatori PC e console, anche se la possiamo considerare una soluzione economica di tutto rispetto per potenziare l'audio di un mediacenter senza spendere una follia. Questo anche grazie all'app mobile che permette di controllarne remotamente le funzionalità, trasformando a tutti gli effetti il vostro smartphone in un vero e proprio telecomando.

La qualità audio è eccellente in tutte le configurazioni, ma, come sempre accade per le periferiche di questo genere, il meglio lo si estrae dalla suite software. Il Command Center di Sound Blaster in versione PC e Mobile è ben progettato, piacevole da usare e caratterizzato da infinite possibilità di personalizzazione in ambito gaming, musica e giochi. Difficile trovare di meglio in giro al giorno d'oggi in questa fascia di prezzo e con questo genere di portabilità. Difetti? Qualcuno c'è e va tenuto in considerazione prima dell'acquisto a partire dalla necessità di imparare a gestire il device con sequenze di tasti e colorazioni che può creare qualche difficoltà ai meno esperti, ma l'app mobile del Command Center risolve brillantemente il problema. Gli utenti console purtroppo non godono delle stesse funzionalità di quelli PC, visto che si perde supporto a Dolby, 7.1, Scout Mode e Crystal Voice. Da non sottovalutare l'impossibilità di connettere cuffie con prese da 3.5 che integrano in un solo jack e registrazione, ma in questo caso, si tratta comunque di un inconveniente facilmente aggirabile con l'acquisto di uno splitter da pochi euro.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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