Patapon 2 - recensione

Mantieni il ritmo!

Prima di analizzare il titolo nella sua nuova edizione, ci sembra giusto ricordare che la saga Patapon è stata una pietra miliare della pensionata PSP. Questa saga è un prodotto molto particolare che a suo tempo si è ritagliato una grossa fetta di pubblico. L'interesse nei confronti del titolo di casa Sony non si è mai di fatto assopito: da tempo i fan scalpitano dalla voglia di rigiocarlo su piattaforma PlayStation 4.

La novità più succosa che questo titolo ha portato nel panorama videoludico è una visione completamente nuova dei rhytmic game: al suo interno non racchiude il solo schiacciare pulsanti seguendo il ritmo della traccia musicale, ma attraverso precise combinazioni di tasti, alternandoli seguendo la giusta ritmica della canzone, si possono dare ordini al nostro plotone di guerra.

Ora, come nel lontano 2009, l'obbiettivo principe è guidare il nostro esercito di Patapon sul terreno di battaglia all'interno di un crudele quanto colorato mondo bidimensionale. Ognuno dei tasti frontali di PlayStation rappresenta uno specifico suono: quadrato "PATA", cerchio "PON", triangolo "CHAKA" ed infine croce "DON". Ogni comando (avanzata, attacco e difesa) come specificato sopra, è appunto la combinazione ritmica dei differenti suoni: ad esempio, per avanzare, dovremo eseguire a ritmo la seguente combo "PATA-PATA-PATA-PON" oppure, per effettuare un attacco "PON-PON-PATA-PON" e così via. Effettuare correttamente più combo di fila ci permetterà di ottenere ingenti bonus durante un attacco o qualsiasi altra azione faremo eseguire ai nostri Patapon.

Un'altra particolarità del titolo è quella di unire meccaniche che strizzano l'occhio a diversi generi, tra i quali fa capolino un'elevata componente tattica. Di classi di Patapon ce ne sono davvero tante: dai soldati semplici ai più robusti adibiti allo sfondamento delle strutture, oltre agli utilissimi arcieri che colpiscono a distanza, e tante altre. Il gioco ci permette la selezione di sole 3 categorie di Patapon a missione da utilizzare all'interno del nostro esercito, quindi prima di scendere in campo bisognerà fare bene i propri calcoli, soprattutto a fronte dei terribili boss che abitano quelle lande desolate.

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I Patapon sono molto vari.

Patapolis è il quartier generale dei Patapon: qui possiamo accedere alla parte più "RPG" del gioco. All'interno di questa sezione non solo veniamo a conoscenza di un inventario completo e degli equipaggiamenti usati dai nostri Patapon, ma possiamo anche modificarli e gestirli come più ci aggrada o conviene. L'Albero della Vita di Patapolis ci tiene sempre aggiornati attraverso un monitoraggio dettagliato e completo sul level up e le statistiche di ogni Patapon utilizzato in battaglia. Sacrificando gli oggetti richiesti dall'Albero della Vita, possiamo persino far evolvere le nostre truppe rendendole sempre più prestanti sul campo.

Su PlayStation 4 Pro, Patapon dà il meglio di sé, con i 4K nativi sfoggia una fluidità ed una qualità mai vista prima. Aiutato da una grafica meravigliosa e minimale, Patapon 2 è una piacevole riscoperta o una grande occasione nel caso non vi ci siate mai avvicinati prima del suo arrivo su console fissa. Ci saremmo aspettati qualcosa di più per quanto riguarda i nuovi contenuti, invece ci siamo trovati di fronte ad un titolo riproposto 1:1, se non fosse per le migliorie tecniche già citate sopra. Di certo possiamo assicurarvi che il divertimento non manca, con 40 livelli tutti da giocare a suon di mostri pronti a fare di noi dei deliziosi bocconcini e bizzarre battaglie ad un ritmo sfrenato.

Patapon 2 non è invecchiato minimamente in questi 11 anni di assenza, anzi, è una produzione che risulta estremamente divertente anche giocato nel 2020 su piattaforma fissa, nonostante la sua natura portatile ogni tanto si faccia sentire.

7 /10

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Riguardo l'autore

Lorenzo Longoni

Lorenzo Longoni

Redattore

È un collezionista letteralmente ossessionato dai videogames. Il suo obiettivo è diventare un po' l’Alberto Angela e un po’ la Chiara Ferragni del mondo videoludico. Sogna in futuro di combinare il lavoro di giornalista e divulgatore a quello di sviluppatore.

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