Romance of the Three Kingdoms XIV - recensione

L'ultimo capitolo della serie tattica di Koei Tecmo arriva anche in Occidente. 

Sebbene poco conosciuta in Occidente, la serie di Romance of the Three Kingdoms ha acquisito notevole valore all'interno del panorama videoludico giapponese.

Nata nel 1985, la saga resta ad oggi un esempio di solida ibridazione tra componente strategica ed RPG, con una storia che attinge a piene mani dal racconto narrato all'interno di quell'epopea quattrocentesca conosciuta con il nome di "Romanzo dei Tre Regni".

Ora, a distanza di ben quattro anni dall'uscita del precedente capitolo, la celebre serie strategica targata Koei Tekmo torna con un nuovo episodio, con la promessa di esser ancor più ricco, longevo e imponente che mai.

Romance of the Three Kingdoms XIV segue essenzialmente le vicende storiche del periodo dei Tre Regni, che inizia grossomodo nel 169 d.C. e termina nel 280 d.C., con la riunificazione dei territori della Cina. In un impero sconvolto dai turbamenti socio-politici scatenatisi dopo il crollo della dinastia Huan, il nostro compito sarà quello di ottenere il dominio dell'intera nazione, facendoci spazio fra i vari territori contesi a suon di battaglie, alleanze e strategie. Un'impresa che, come potete ben immaginare, sarà tutt'altro che semplice.

Essere esperti nell'arte militare, in questo caso, non basterà: per riuscire infatti ad espandere i propri domini sarà necessario anche incrementare le risorse dei propri avamposti e svolgere in maniera oculata le funzioni amministrative all'interno delle varie città. In questo il titolo di koei Tecmo si mostra, sin dalle prime battute, uno strategico rigoroso e ricchissimo, con un focus tutto dedicato alle gestione degli affari diplomatici e delle caratteristiche legate alla singola fazione, indispensabili ai fini della conquista dei territori.

La modalità di gioco principale si apre con la scelta di uno scenario (sia storico che di finzione) e di una fazione, ognuna con i suoi differenti territori, truppe ed ufficiali. È bene sottolineare che titolo ci mette anche a disposizione anche la possibilità di customizzare il nostro personaggio, personalizzandolo in tutto: nei lineamenti, nelle caratteristiche e nelle tattiche di battaglia.

Dopo aver compiuto le nostre scelte, quindi, avremo modo finalmente di entrare nel vivo dell'azione. Le manovre di conquista in Romance of the Three Kingdoms XIV avvengono su una mappa a griglia esagonale, su cui si andranno a dipanare le sorti del regno tra ordinaria amministrazione e feroci battaglie. Per quanto concerne la gestione amministrativa, ciò si traduce nell'assegnare incarichi governativi agli ufficiali disponibili per incrementare le forniture in ambito commerciale, bellico e agricolo.

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Ogni singolo territorio sarà contraddistinto da un nucleo al centro, in grado di determinarne lo stato di conquista. 

Sul fronte militare, invece, avremo modo di formare il nostro esercito scegliendo uno o più ufficiali, ciascuno relegato al comando di un numero variabile di soldati (che potremo liberamente selezionare dal menù apposito). I soldati potranno essere impiegati per costruire fortezze e torri di vedetta oppure per lo scontro con le potenze avversarie.

Inutile dire che la scelta dell'ufficiale giusto si rivelerà fondamentale nell'uno e nell'altro caso. Ciascun ufficiale, infatti, è dotato di specifiche caratteristiche caratteriali ed attitudini che, se sfruttate di dovere per il raggiungimento dei propri obiettivi, possono determinare l'acquisizione di non pochi vantaggi. Ad esempio, un condottiero dalle affinate doti di leadership e con un cospicuo talento militare potrà guidare meglio le nostre truppe, rispetto ad un ufficiale che risulta essere più esperto nelle funzioni commerciali e via dicendo.

Ogni mossa ha delle conseguenze, che si traducono nell'acquisizione o nella sottrazione di diversi beni tra cui oro, forniture e truppe. Capirete bene che concentrarsi sull'incremento della stabilità e sulla crescita dei propri avamposti sarà essenziali ai fini della conquista.

In questo, anche i numerosi personaggi che popolano i diversi scenari saranno in grado di fare la loro parte, avendo cura di dispensare consigli sul piano bellico o domestico, qualora noi ne sentissimo il bisogno, in cambio di denaro.

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Le città sono gli avamposti per gli eserciti e man mano che le condizioni saranno soddisfatte le vedremo crescere in scala. 

Insomma, Romance of the Three Kingdoms XIV offre uno spettro di possibilità e di dinamiche strategiche incredibilmente ampio e strutturato. Ogni singola azione all'interno del gioco ci porta a doverci confrontare con una miriade di tabelle, menù, sotto-menù ed altri elementi da prendere in considerazione per la crescita completa del nostro regno.

Ovviamente, si tratta di operazioni che richiedono una certa dose di tempo, riflessione ed impegno. Un aspetto che, se da un lato sottolinea la volontà della software house nipponica di valorizzare lo stampo rigoroso e old-school della serie, dall'altro si impone come un elemento fortemente limitante agli occhi dei neofiti del genere.

D'altronde Romance of the Three Kingdoms resta lo stesso strategico di sempre, con l'aggiunta di qualche novità in grado di rendere l'offerta più corposa ed, il più delle volte, più complessa da gestire. Un titolo che si configura come decisamente impegnativo da affrontare, soprattutto alla luce di una scarsa ottimizzazione dell'interfaccia, che appare ancora troppo elaborata e poco intuitiva per essere fruita su console, con la presenza di menù e sotto menù che si incastrano tra loro e un sistema di gestione dei comandi il più delle volte macchinoso.

Un limite che Koei Tecmo avrebbe potuto limare, optando per quel naturale processo di affinamento dell'interfaccia, che ha invece contribuito a rendere molti strategici moderni molto più accessibili rispetto a quelli di vent'anni fa, senza scendere ovviamente a compromessi in termini di complessità.

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Per avere successo in battaglia è necessario tenere traccia della situazione di ogni città e coltivare attivamente i rapporti con gli alleati e l'opposizione. 

Infine, anche sul fronte meramente tecnico il titolo sembra voler abbracciare uno stile più tradizionale, con una mappa 3D dalla qualità poligonale perlopiù elementare ed illustrazioni statiche sia per gli eventi che per i personaggi. Vero fiore all'occhiello della produzione, però, insieme alla particolare cura nella costruzione storica, resta la colonna sonora, eloquente e magistrale nelle fasi d'azione e capace di accompagnarci degnamente verso la conquista grazie ai suoi toni austeri ed evocativi.

Il quattordicesimo capitolo di Romance of the Three Kingdoms è allora uno strategico estremamente curato dal punto di vista strutturale e soprattutto storico, con la presenza di nuove variabili da gestire e valutare per incrementare la stabilità del nostro regno e stringere nuove alleanze.

Peccato però che tali dinamiche risultino eccessivamente ridondanti e impegnative da gestire soprattutto per i neofiti, che potrebbero facilmente risentire della macchinosità dei controlli e della complessità del sistema di gestione degli avamposti.

Detto ciò, è evidente che il titolo resta una produzione ideata e pensata per accontentare gli appassionati del genere, senza novità particolarmente interessanti e svecchiamenti di sorta. Il che, ovviamente, non fa che rendere questa trasposizione su console un'operazione che lascia un po' il tempo che trova.

7 /10

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