Disc Room - recensione

Frenesia e affettamenti multipli da Devolver Digital!

"Qual è la definizione di follia? Il ripetere continuamente la stessa azione e aspettarsi un risultato diverso". Questa frase, tratta dal film Wall Street e ripetuta alla nausea da Vaas, la nostra nemesi in Far Cry 3, è applicabile ad una moltitudine di situazioni reali e ha creato di fatto un filone di giochi che fa della ripetizione delle nostre azioni il cuore del proprio gameplay.

In Dark Souls la ripetizione di un combattimento, causata spesso dalla nostra prematura dipartita, ci insegna il pattern di attacco dei vari nemici, in un loop di morte e resurrezione che a volte può durare ore, e che letteralmente può portare alla follia. Il filone dei Roguelike, con il recente Hades scelto come campione del reame, ci insegna che morire può essere utile, in quanto la nostra rinascita ci conferisce abilità aggiuntive per affrontare avversari di difficoltà crescente.In Disc Room, invece, scopriamo rapidamente che rimanere in vita per più di una manciata di secondi è qualcosa di estremamente difficile, ma a volte sufficiente.

Ma andiamo con ordine. Nell'anno 2089 un gigantesco disco rotante è apparso nell'orbita di Giove. Nessuno sa da dove sia venuto fuori né cosa contenga. Ma sappiamo tutti che la curiosità, specialmente di un team scientifico, dev'essere saziata. Nei panni di uno scienziato senza nome, ci imbarchiamo pertanto in un'avventura che sulla carta dovrebbe essere eccitante ma che in realtà, come presto scopriremo, finirà in una serie truculenta di morti rapide e assai dolorose.

Il disco è composto da 52 stanze quadrate con un numero di uscite variabile da 1 a 4. In ognuna di queste stanze abbiamo a che fare con una serie di lame rotanti, che lentamente popolano e riempiono il nostro spazio vitale in un crescendo che rende inevitabile la nostra dipartita nella forma di una poltiglia rossa.

Lo scopo è sopravvivere il più a lungo possibile; ogni disco ha le sue proprietà ben definite con dimensioni, velocità e traiettorie tutte diverse. Alcune rimbalzano come il logo del nostro lettore DVD, altre lasciano una coda di lame più piccole che ostruiscono momentaneamente il pavimento, altre invece rimbalzano in linea diretta con un percorso a spirale che può trarre in inganno con movimenti imprevedibili. Imparare queste informazioni rapidamente allunga le nostre aspettative di sopravvivenza, ma restare in vita spesso non è il nostro scopo principale.

Ogni stanza infatti ha degli obiettivi primari da soddisfare per aprire le varie uscite, che spaziano dal "restare in vita per 20 secondi" al "morire per mano di 10 lame rotanti diverse". La nostra morte pertanto risulta essere la chiave di volta della nostra esperienza. Solo morendo un numero elevatissimo di volte avremo la possibilità di scoprire cosa si nasconda in questa nave spaziale misteriosa, in un carosello di decessi violenti ed affettamenti multipli.

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La mappa dell'astronave disco. Da qui possiamo vedere il nostro progresso, le stanze visitate e quelle ancora da battere e, per ognuna, quali missioni e sfide da completare.

Il completamento di queste missioni non sblocca solo le uscite ma anche poteri speciali (solo uno alla volta e intercambiabili ad ogni morte), che ci permettono di allungare la nostra permanenza in ogni stanza; sprint, rallentamento del tempo e clone sembrano essere le abilità più utili e altre, senza dire quali perché non vogliamo dare troppi spoiler, vengono usate solo in particolari occasioni per risolvere enigmi.

Perché sì, Disc Room è un gioco ad enigmi mascherato da arcade - roguelike. I puzzle presenti non sono basati su leve, pulsanti o combinazioni numeriche, ma in maniera molto perversa, sulla nostra morte. Sopravvivere il più a lungo possibile certamente ci permette di battere il record degli Sviluppatori per ogni stanza, ma non è necessariamente il nostro obiettivo primario.

Ad ogni nostra morte, possiamo scegliere di ripetere l'ultima stanza visitata o navigare la mappa per esplorare parti nuove o finire missioni lasciate in arretrato, dandoci così una libertà di movimento che aiuta a volte a placare la frustrazione che inevitabilmente ci colpirà con stanze più complesse e frenetiche.

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Una delle stanze iniziali. I dischi blu si muovono lentamente per poi accelerare all'improvviso in una direzione. Le lame ad 8 punte continuano a viaggiare per tutto il perimetro della stanza.

In aggiunta a quanto detto avremo a che fare con delle vere e proprie boss battle, con lame rotanti giganti dotate di abilità aggiuntive e pattern di movimento unici; non essendo in possesso di armi fantascientifiche alla DoomGuy, l'unico modo di sconfiggere questi congegni malefici è di raccogliere delle sfere da terra, in un perverso e letale gioco di Snake: ogni sfera raccolta infatti, ne farà spuntare un'altra in un'area diversa, costringendoci ad evitare le lame che via via riempiono la stanza, in un frenetico balletto letale fatto di movimenti millimetrici e schivate all'ultimo secondo, sempre trattenendo il fiato.

Il comparto grafico è perfettamente azzeccato; visuale top down alla Binding of Isaac (a cui inevitabilmente si ispira per la truculenza e il sistema a stanze) e uno stile molto cartoon / comics, così tanto marcato che le scene di intermezzo sono dei veri e propri fumetti. Un modo di presentare la storia e i misteri di questo gioco assai azzeccato.

La musica è da coin-op degli anni '80 e non guasta mai. I controlli, tutti con il pad, sono intuitivi e fluidi, senza input lag di sorta. Il gioco, alla difficoltà standard, dà del filo da torcere agli esperti, in quanto richiede precisione e tempismo nei movimenti, ma è possibile anche ridurla, per chi vuole "rilassarsi" un po' di più, o aumentarla per coloro che mangiano pane e masochismo a merenda.

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Una delle stanze più subdole. La luce rossa va e viene lasciandoci nell'oscurità per un paio di secondi, sperando di essere al sicuro.

Devolver Digital come sempre tira fuori dal suo cilindro magico un titolo che si fa giocare, senza pretese e che stranamente genera assuefazione. Un gioco che accendi per una mezz'ora e che ti fa racimolare un centinaio di morti violente senza mai aver il desiderio di distruggere il pad contro il muro.

La longevità, con sole 52 stanze da visitare e "sconfiggere", forse non è delle migliori ma di certo non rende Disc Room meno divertente e godibile. Da prendere a piccole dosi!

7 /10

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Riguardo l'autore

Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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