Your Honor - recensione

Bryan Cranston, il protagonista di Breaking Bad, torna nella nuova serie in onda su Sky.

Cosa succede nell'animo di un uomo quando di colpo si trova costretto ad agire nel modo diametralmente opposto a quanto fatto fino a quel momento, a quanto gli è stato insegnato, per cui ha studiato e in cui crede, su cui insomma ha fondato tutta la propria irreprensibile esistenza?

Michael Desiato, stimatissimo giudice, uomo di grande onestà morale e di intransigente correttezza, in Your Honor esercita con rigore, onestà e umanità il mestiere di giudice a New Orleans, corteggiato dai potenti, temuto eppure rispettato in tribunale e dai suoi estimatori.

Ma una sventura si abbatte sulla sua esistenza: il figlio diciottenne Adam commette un errore tragico, che potrebbe avere conseguenze devastanti. Va detto che la famiglia ha già subito un affronto dal destino, ossia la morte dell'amata moglie/madre un anno prima. E in fondo l'incidente è il risultato dell'onda lunga di quell'evento, che indirettamente porta il povero ragazzo a comportarsi nel modo più sbagliato possibile.

Adam infatti non è il figlio della serie Defending Jacob, anche se pure qui abbiamo un padre che lavora per la Legge, e che per difendere la sua famiglia quella stessa Legge deve eludere. Adam è chiaramente colpevole ma le attenuanti non varrebbero a schivargli un biblico castigo.

Mentre l'adulto sprofonda sempre più nelle conseguenze delle sue azioni, il figlio, irritante come lo sono spesso gli adolescenti delle serie TV e del cinema americano, con un'incoscienza criminale riesce a complicare ancor più le cose.

Non vogliamo davvero dire di più per non rovinare le sorprese del primo episodio, che davvero aggancia e trascina in una narrazione che riesce a coinvolgere, nel susseguirsi teso e ansiogeno dei catastrofici eventi, un errore dopo l'altro, a inarrestabile catena, anche quando tutto sembra organizzato al meglio.

Bryan Cranston è intenso, e finalmente dopo la mitica Breaking Bad che lo ha portato tardivamente al successo, e dopo altri film e serie (Dalton Trumbo, The Infiltrator, Sneaky Pete) in cui ha interpretato personaggi però meno incisivi, lo ritroviamo protagonista di una serie valida, di cui dirige anche l'ultimo episodio.

1
Un giudice che non può giudicare se stesso.

Ottimo anche il resto del cast: Hunter Doohan è Adam, indisponente come richiesto dalla sceneggiatura; Michael Stuhlbarg è un autorevole villain, degnamente affiancato dalla feroce consorte Hope Davis; Carmen Ejogo è un'avvocatessa troppo determinata, Isaiah Whitlock Jr è l'amico fidato, Tom Curran l'impassibile scagnozzo, tutte facce note.

Fra i produttori esecutivi, garanzia di prodotti di altissimo livello, troviamo Michelle e Robert King, coppia di ferro che nel proprio carnet ha cose come The Good Wife, The Good Fight, Braindead, Evil. Your Honor è l'adattamento della serie israeliana del 2017 Kvodo e a riscriverla (altra garanzia) troviamo Peter Moffat, che ricordiamo per Cambridge Spies, Criminal Justice e la serie giudiziaria Silk: Il suo lavoro più noto è però il remake americano The Night Of.

Il Giudice dovrà usare tutti i trucchi del suo mestiere, fino a quel momento volti al bene collettivo, per quello che è un bene personale, causando così il male di molti. L'errore fatale di un attimo travolgerà sempre più vite, danneggiando anche chi non ne era coinvolto inizialmente, come un sasso nell'acqua che provoca cerchi di devastazione sempre più vasti.

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Un figlio bisognoso di protezione.

Finito nelle sabbie mobili di un modo di agire che gli è sempre stato estraneo, Michael reagisce come gli sembra più razionale, ottenendo a cascata una serie di tragiche conseguenze, affondando sempre più mentre si dibatte per salvare il figlio e, ormai, anche se stesso. Ma un destino beffardo sembra divertirsi a rispondere colpo su colpo vanificando ogni suo tentativo.

Nel mentre, oltre al protagonista, anche lo spettatore non è esente dagli obbligatori rovelli morali, che lo portano a interrogarsi su come si comporterebbe in una situazione simile, rabbrividendo e augurandosi che non capiti mai e poi mai. Perché chi siamo noi, per giudicare?

La serie in 10 episodi, è una produzione Showtime distribuita in Italia da Sky.

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