Star Wars: Republic Commando - recensione

La Delta Squad Ŕ tornata!

Le Guerre dei Cloni ("Quoti" nella prima edizione) è un periodo fondamentale nella storia dell'universo di Star Wars, anche se vengono solo marginalmente menzionate nella prima trilogia.

Per saperne di più abbiamo dovuto attendere il secondo trittico di film diretti da George Lucas e il trait d'union rappresentato dalle serie animate. La storia narra che il cruento conflitto tra Repubblica e Separatisti, orchestrato dal signore oscuro dei Sith, si protrasse per ben tre anni del Calendario Galattico Standard... ma questo quasi sicuramente lo sapete già.

Ciò che forse non sapete è che per raccontare le Guerre dei Cloni Lucas prese spunto dal conflitto in Vietnam ma anche dalla Secessione Americana e dalla Guerra del Golfo del 2003.

Star Wars: Republic Commando si svolge lungo tre campagne ambientate in altrettanti scenari principali delle Guerre dei Cloni: Geonosis, Nave d'Assalto e Kashyyyk, il paese natale degli Wookiee. Il punto di vista alternativo dato agli eventi è interessante anche a distanza di così tanti anni. Nel corso del gioco vivrete in prima persona vicende che hanno portato agli sviluppi narrati ne La Vendetta dei Sith e, a meno che non abbiate la memoria troppo corta, molte di queste risulteranno piacevolmente familiari.

Nonostante la versione remastered abbia mantenuto solo la componente single-player del titolo originale, protagonista degli eventi è un'intera Delta Squad. Prenderete i controlli del comandante, nome in codice Delta 38, mentre agli altri componenti del gruppo potrete dare solo degli ordini in base alle situazioni tenendo premuto il tasto ZL e selezionando una delle voci assegnate ai quattro i tasti del JoyCon: Liberare l'Area, Cercare e Distruggere, In Formazione e Annulla Manovra.

Le specializzazioni cecchino, artigliere e geniere torneranno utili in base alla situazione ma da questo punto di vista l'elemento tattico è quasi nullo, in quanto le azioni specifiche per ognuno sono automatiche e azionate con un singolo tasto. Andando avanti però l'elemento "gioco di squadra" assume un'importanza maggiore e, pur non raggiungendo i livelli di complessità di un vero strategico, riesce a dare una piacevole scossa al banale incedere da FPS.

Nonostante la discreta linearità dei livelli, la presenza sempre più massiccia di nemici e la ramificazione degli obiettivi costringe il giocatore a pensare oltre che a sparare, per evitare che i membri della Delta Squad periscano uno dopo l'altro decretando il Game Over e costringendo al recupero dell'ultimo salvataggio.

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Volendo potete modificare l'HUD togliendo l'elmetto, ma la visuale non è mai troppo coperta, anche in presenza dei comandi tattici.

In caso di problemi è possibile rianimare i compagni caduti, a patto di avere sufficienti iniezioni di Bacta. Fortunatamente l'IA che gestisce le loro mosse autonome in battaglia è ancora oggi piuttosto buona e fa sì che non abbiate con voi dei burattini totalmente inutili per non dire dannosi. Altrettanto non si può dire dell'intelligenza degli avversari, per questo motivo vi consigliamo di giocare ad un gradino di difficoltà più alto di quello a cui siete normalmente abituati.

Star Wars Repubblic Commando mette a disposizione una serie di armi forse non paragonabile agli arsenali offerti da giochi più recenti, ma comunque notevole. Si va dai classici Blaster e fucili da cecchino a giocattoli più sofisticati come i fucili a particelle, a impulsi e l'irrinunciabile Balestra Wookiee. Purtroppo il feeling offerto da tali bocche da fuoco non è stato migliorato più di tanto rispetto al gioco originale.

L'arrivo su console più moderne faceva sperare in un lavoro più accurato da questo punto di vista, invece il peso delle armi continua ad essere quasi nullo. Discreta invece l'implementazione del Rumble HD su Switch, che pur non differenziando particolarmente le diverse intensità di fuoco e di esplosione, fornisce un buon feedback.

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Le manovre speciali sono assegnate automaticamente ad uno dei componenti della squadra Delta, basta attivarle con la pressione di un tasto.

Numerose sono le opzioni di personalizzazione dell'esperienza. Nel menù iniziale è possibile attivare mira e manovre automatiche, sensibilità delle rotazioni e numerose altre opzioni. Per rendere il gioco più o meno facile potete variare ovviamente il livello di difficoltà, ma anche disattivare il visore tattico o influire sull'intensità della modalità tattica (ovvero della "visibilità" del gruppo) in una scala da 0 a 10. Il sistema di controllo su Switch è stato opportunamente aggiornato e la configurazione dei tasti è personalizzabile, cosa che vi consigliamo di sfruttare per modificare quei comandi un po' scomodi come i click degli analogici o i due strettissimi dorsali L e R.

Republic Commando è l'ultimo dei numerosi titoli Star Wars remasterizzati e pubblicati da Aspyr sulle console della scorsa generazione. L'esperienza maturata ha permesso al team di sviluppo di consegnarci un gioco che ha retto la prova del tempo meglio di quanto pensassimo possibile, soprattutto tecnicamente grazie ad un ottimo lifting.

Ludicamente pailando gli anni si sentono un po' di più purtroppo, in particolare nel level design fin troppo lineare e nella presenza di sole tre ambientazioni principali, che rendono le circa 12 ore necessarie per completarlo a tratti un po' noiose. Manca quindi totalmente l'effetto wow suscitato dall'uscita originale e il prezzo di 14.99 Euro è un po' troppo alto per un titolo di oltre 15 anni fa.

Ma la Forza scorre ancora potente nella licenza Star Wars e siamo sicuri che in molti non sapranno resistere a questa ennesima tentazione.

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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