Total War: Rome Remastered - recensione

Un grande classico, un remaster timido.

Nell'ambito del cinema quanto in quello dei videogiochi, l'opera di rimasterizzare un grande classico è sempre una buona idea, poiché spesso i capolavori del passato finiscono per essere vittima nient'altro che del tempo ed è importante che vengano preservati per essere fruibili anche dopo decenni dall'uscita.

Nel nostro specifico caso, la rimasterizzazione si rende poi necessaria anche per una questione spiccatamente tecnica, più che estetica. La maggior parte delle console rigettano il concetto di retrocompatibilità e anche su PC, con gli schermi che diventano sempre più grandi, può essere a volte complicato giocare su un pannello in 4K a un titolo la cui risoluzione massima supportata è il 480p.

Proprio per queste ragioni, avevamo accolto con entusiasmo la notizia di una remastered di Rome: Total War, il terzo capitolo della storica serie firmata da The Creative Assembly che contribuì in modo decisivo a rendere la saga quello che è oggi. Quel Total War, il primo, moderno RTS sviluppato dallo studio britannico, aveva posto le fondamenta del successo di questo franchise, ed era riuscito in qualche modo a influenzare tutti gli altri strategici in tempo reale che sarebbero stati pubblicati negli anni a venire.

Total War: Rome Remastered si presenta quindi come un prodotto di cui sentivamo il bisogno, anche e soprattutto perché l'ultimo capitolo della serie ad esplorare l'affascinante epoca della Roma repubblicana risale a ben 9 anni fa, e non sembra che almeno al momento The Creative Assembly sia in procinto di offrirci un'altra esperienza strategica dedicata al mondo antico. Ad alimentare il nostro interesse intervenivano poi alcune notizie, relative a un aggiornamento di molteplici meccaniche di gameplay del vecchio Rome, che sarebbero state aggiornate per offrire un RTS al passo coi tempi.

Per certi versi, la speranza era quella di trovarsi di fronte a una remastered che fosse quasi indistinguibile da un vero e proprio remake, perché malgrado le tante novità sul fronte tecnico, senza interventi al gameplay ci saremmo in ogni caso trovati a giocare un titolo del 2004, privo di tutte quelle innovazioni che hanno arricchito la formula di Total War negli anni. Purtroppo, dopo qualche ora alle prese con Rome Remastered, dobbiamo ammettere che gran parte delle nostre aspettative sono state disattese, e che si potesse fare molto di più per offrire ai fan qualcosa che affondasse le sue radici nel passato, ma che avesse inoltre anche un piede ben piantato nel futuro.

Total War: Rome Remastered riparte proprio dalla formula che caratterizzava il gioco base, offrendo come portata principale una campagna di conquista che almeno inizialmente potrà essere affrontata solo nei panni di una delle tre celebri famiglie romane che si contenderanno l'impero, i Giuli, i Corneli e i Valeri. Le altre fazioni, 19 in totale, si sbloccano sconfiggendo il popolo corrispondente durante una campagna, e in questo l'originale Rome era bravissimo nel fornire al giocatore la scusa perfetta per ripetere quasi all'infinito l'avvincente corsa alla conquista del mondo conosciuto.

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La nuova mappa della campagna è semplicemente bellissima, con texture e modelli aggiornati in alta risoluzione.

Dal momento che fu proprio Rome a dare un'identità definita alla serie, tutto quel che si trova dopo aver scelto una fazione ha un sapore insolitamente familiare, nonostante siano passati quasi vent'anni dalla sua uscita. Lo scopo è quello di un qualunque Total War, e verte sulla classica espansione territoriale ottenuta soggiogando militarmente o politicamente le popolazioni che avranno la sfortuna di condividere i loro confini con Roma.

La peculiarità unica di Rome era data però dalla presenza del Senato, un'istituzione ingombrante a cui anche la più potente delle famiglie deve sempre sottostare. Come nel 2004, anche in Total War: Rome Remastered il Senatus Romanus proverà costantemente ad influire sulla nostra strategia espansionistica affidandoci missioni di vario genere, che andranno completate pedissequamente se avete l'ambizione di conquistare il favore della politica romana e, non meno importante, qualche prestigiosa carica senatoria.

Reggere il gioco del Senato è fondamentale durante le fasi iniziali della campagna, in modo da ottenerne il supporto e avere qualche spinta verso la conquista dei primi territori. Attraverso i successi militari, col passare dei turni arriverà anche il favore del popolo, e proprio grazie all'amore della Plebe si giungerà infine al vero scopo di Total War: Rome Remastered, attraversare il Rubicone e prendersi Roma insieme alla carica più importante di tutte, quella di imperatore.

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I modelli dei soldati durante le battaglie sono meno appariscenti, ma era largamente prevedibile con centinaia di unità a schermo.

Per quel che riguarda le novità di gameplay che troveremo ad attenderci in questa remastered, siamo rimasti purtroppo delusi dal constatare che la maggior parte degli interventi posti in essere dagli sviluppatori si siano concentrati su aspetti assolutamente marginali dell'esperienza. Questi si rivolgono ad esempio alla telecamera della schermata Campagna, che può essere finalmente ruotata, oppure all'introduzione di un nuovo livello di zoom che permette ai giocatori di richiamare una mappa politica che racchiude preziose informazioni sull'andamento di una partita.

L'unica vera feature inedita è incarnata dall'esordio del Mercante, un agente che può essere reclutato in un insediamento dopo aver costruito un mercato, e il cui scopo è quello di garantire introiti aggiuntivi tramite il commercio. Spostando il Mercante in una determinata sezione della mappa, esso stabilirà un rapporto commerciale tra la sua regione d'origine e quella in cui si trova attualmente, potendo inoltre corrompere i mercanti rivali e assicurarsi l'uso esclusivo dei nodi di risorse sul territorio.

Alla prova dei fatti, il Mercante non ci è parso particolarmente decisivo sull'esito di una campagna imperiale, poiché anche se posizionato a dovere garantisce introiti risibili se messi a confronto con quelli attribuibili alla tassazione. Potenzialmente, però, questi nuovi agenti potrebbero dimostrarsi fondamentali per fazioni meno avanzate, se utilizzati accuratamente e in gran numero. Di per sé, sarebbero anche una gran bella innovazione alle meccaniche di Rome, se non fossero l'unica novità davvero concreta sul tavolo di questa analisi.

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L'impatto visivo, in alcuni frangenti, lascia a bocca aperta.

A completare il novero degli interventi messi in atto da Creative Assembly (coadiuvata da Feral Interactive), troviamo una serie di piccoli interventi di miglioramento a diversi elementi del gioco originale, come ad esempio l'introduzione di una mappa strategica durante le battaglie e di indicatori che evidenziano la portata delle unità di tiro sul campo. Da segnalare inoltre l'arrivo di 16 nuove fazioni giocabili, che non fanno però riferimento a Rome ma piuttosto all'espansione Barbarian Invasion, che insieme al DLC Alexander sarà inclusa con l'acquisto della remastered.

Si tratta di un'ovvietà quando parliamo di progetti come questo, ma è naturale che gran parte degli sforzi degli sviluppatori si siano concentrati sul rendere più moderna la grafica di Rome, che ora supporta le risoluzioni in 4K e in UHD. I modelli sono stati tutti aggiornati con texture in alta risoluzione, e se durante le battaglie tutto funziona più che a dovere, è la meravigliosa mappa della campagna a prendersi il ruolo di protagonista tra i tanti miglioramenti grafici di questa remastered.

Portare sul mercato una rimasterizzazione di Rome: Total War, a 9 anni dall'uscita del suo secondo capitolo, non era nemmeno un'operazione commerciale da relegare al solo fattore nostalgico. C'erano tantissime ragioni per scegliere d'intraprendere questo percorso, a partire dal fatto che un fan della serie, come abbiamo spiegato in apertura, dovrà sempre affrontare alcune difficoltà tornando su un titolo del 2004 (o al meglio del 2013) per il piacere di giocare a un Total War ambientato in questa specifica epoca storica.

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Oltre alla campagna di conquista, Total War: Rome Remastered offre anche le classiche battaglie storiche, oltre a quelle personalizzate.

A questo punto, però, era doveroso rendere Total War: Rome Remastered al passo coi tempi, aggiungendo magari il più tipico degli alberi tecnologici o offrendo una maggior varietà di unità ed edifici. La remastered è bellissima e permette di godersi Rome in alta definizione in 4K o in UHD con modelli aggiornati e in alta definizione, o con effetti grafici ambientali inediti come nebbia, foschia e nubi di polvere. Eppure, la formula di gameplay è troppo poco profonda per innescare l'interesse di un fan della serie, abituato a dinamiche gestionali significativamente più incisive e stratificate.

A chi si rivolge, quindi, questa remastered? A chi c'era nel 2004, diremmo noi. Chi vi scrive considera Rome: Total War forse il primo strategico in assoluto ad aver mai installato sul proprio PC, ed è difficile quantificare l'emozione che si prova oggi, nel 2021, a veder emergere ricordi che non pensavamo nemmeno d'avere. La fantastica colonna sonora, il doppiaggio di Claudio Moneta agli avvincenti discorsi che anticipavano le battaglie, oppure i nomi in latino delle città che curiosamente sapevamo ancora a memoria: tutto ciò ci ha reso incredibilmente piacevole giocare a Total War: Rome Remastered. Ma per voi, potrà essere lo stesso?

7 /10

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Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!

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