DC Super Hero Girls: Teen Power - recensione

La spensieratezza dell'adolescenza mista a grandi responsabilità.

Un devastante esercito di DemoBot impazziti è pronto a ridurre in macerie Hob's Bay, nonché l'intera Metropolis. La corruzione e la sete di potere si insinuano nelle vie più infide, ma le supereroine di DC Super Hero Girls: Teen Power sono pronte a qualsiasi cosa pur di proteggere la città. L'attacco è dovuto a una violazione dei sistemi di sicurezza delle industrie targate Lex Luthor (sì, proprio lui).

Ebbene, in questo tie-in abbiamo infatti trovato i celebri personaggi dell'omonima serie, seppur in vesti decisamente più giovani e sbarazzine. Il loro compito primario è eliminare e sconfiggere qualsiasi minaccia, ma a quanto pare tra le preoccupazioni più lampanti spiccano perfino i social.

Supergirl, Bumblebee, Wonder Woman e tante altre giovani eroine ci hanno fatto vivere un'esperienza sicuramente spensierata, tuttavia le problematiche presentatesi sono piuttosto evidenti. Partiamo proprio dall'incipit, in cui le vicende si sono presentate e susseguite in modo molto confusionario, senza permettere al giocatore di capirne il filo narrativo. Preferiamo quindi concentrarci maggiormente sul gameplay, essendo il fulcro di questo titolo.

Dunque, potrete vestire i panni di ben sei personaggi e alternare sane scazzottate a fendenti letali, ma nulla di particolarmente singolare. Il combat system, sfortunatamente, si è rivelato poco stimolante, considerando soprattutto la quantità di nemici e la lunga durata del combattimento. Le tattiche e i potenziamenti (sbloccabili attraverso una valuta ottenuta a fine scontro) sono praticamente gli stessi per ogni personaggio, dando loro poca unicità e carattere.

L'unica eccezione consta nelle skill utilizzabili che si differenziano per ogni protagonista, ma spesso ci siamo ritrovati a non utilizzarle e a premere ripetutamente il singolo tasto per attaccare. Ci ha sicuramente colpito la presenza di boss fight con veri e propri pattern d'attacco: quest'elemento ha dato decisamente più brio al combattimento, ma tutto ciò non è bastato per coinvolgerci a sufficienza.

Il gioco ha infatti una durata di circa sette ore, e non abbiamo mai percepito una vera e propria sensazione di crescita. Ha sicuramente influito un comparto narrativo piuttosto piatto e confusionario, ma a giocare un ruolo essenziale è stato il gameplay. Quest'ultimo, con le dovute accortezze, avrebbe sconvolto l'intera avventura e avrebbe dato la giusta identità ai sei personaggi. Avremmo preferito un sistema di combattimento molto più dinamico, un equilibrio tra attacchi e abilità e, soprattutto, una differenziazione maggiore e decisiva tra le supereroine. Trattandosi di un'esperienza piuttosto breve, gli sviluppatori avrebbero sicuramente potuto osare di più, considerando soprattutto le basi già interessanti.

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Prima del combattimento potrete scegliere il personaggio principale da controllare, nonché le supereroine che vi affiancheranno.

Ad ogni modo, tra un salvataggio e l'altro abbiamo potuto provare diverse missioni secondarie, alcune gradevoli. Abbiamo infatti dovuto cercare dei gattini ladri di portafogli, fotografare murales sparsi per la città e raccogliere oggetti collezionabili. Una delle sfaccettature più particolari riguarda proprio la Modalità Foto e l'utilizzo dello smartphone; su quest'ultimo siamo stati alle prese con Supersta, un social di tendenza in cui abbiamo cercato di ottenere più followers possibili.

È chiaro quindi che si tratti di un titolo poco competitivo, ma è anche un'interazione utile per distaccarsi momentaneamente dagli innumerevoli scontri. Durante l'esplorazione libera della città abbiamo quindi potuto pubblicare fotografie di paesaggi e fare del sano shopping. Non è tutto, perché abbiamo avuto la possibilità di ricostruire Hob's Bay e di sceglierne gli edifici, ovviamente spendendo i soldi ottenuti con le missioni o con i combattimenti. Come potrete capire, le semplici attività esplorative si sono rivelate più gratificanti delle missioni principali, partendo dall'acquisto di abiti all'ultima moda al ritrovamento di misteriosi oggetti smarriti.

Alcune dinamiche, nonché gli stessi modelli delle protagoniste, ci hanno ricordato il gioco Bratz Rock Angelz per PlayStation 2. Certo, è un paragone un po' troppo specifico ed esagerato, ma alcune interazioni ci hanno inevitabilmente fatto fare un tuffo nel passato. Per quanto questo titolo non sia troppo serioso ed è chiaro che punti a una certa spensieratezza e genuinità, possiamo dirvi che nel complesso è un buon prodotto per i piccoli giocatori. Discorso diverso per chi necessiti di un'avventura più adrenalinica, stimolante e varia; in questo caso, ahinoi, è piuttosto difficile immergersi realmente nell'esperienza di gioco, essendoci problematiche evidenti fin da subito.

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In città le nostre supereroine abbandoneranno il costume per essere delle semplici cittadine (e per origliare eventuali pettegolezzi).

A contribuire sotto questo punto di vista è stato anche il comparto grafico davvero datato, unito a delle animazioni a volte legnose. Tutto ciò ha influito maggiormente sulle impressioni complessive, ma vogliamo scagliare una lancia a favore del doppiaggio, seppur in Inglese, e dell'interfaccia in Italiano. I dialoghi ci hanno spesso fatto sorridere, e lasciano trasparire la purezza di un team di supereroine adolescenti. D'altronde ammettiamolo, una ventata d'aria fresca è sempre piacevole.

Insomma, DC Super Hero Girls: Teen Power ha diverse sbavature impossibili da accantonare. Un vero peccato, dato che ha delle buone basi per intrattenere il giocatore. Gli sviluppatori avrebbero potuto osare molto di più, e con le giuste migliorie avrebbero potuto dare il giusto risalto a questo gioco. Ciò non significa che questo titolo sia un disastro, ma è sicuramente consigliato a un pubblico molto giovane e, soprattutto, a chi non abbia alcuna pretesa.

5 /10

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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