Lavazza Voicy: Your Gaming Partner - recensione

Una macchina del caffè che migliora le skill da gaming?

Cosa centra una macchina da espresso con il mondo gaming? Come può un caffè mattutino migliorare le abilità di un videogiocatore? Beh, queste sono proprio le domande che hanno accompagnato il nostro primo confronto con Lavazza Voicy, la nuova macchina di Lavazza che ha esordito sul mercato accompagnata dall'inusuale slogan "Your gaming partner".

La questione è molto semplice: Lavazza ha siglato una partnership con Fnatic, organizzazione leader nel mondo degli esports che vanta fra i suoi atleti figure del calibro di Giorgio "Pow3r" Caladrelli, probabilmente il più famoso streamer italiano, ma anche veri e propri mostri della scena di Call of Duty Warzone come Lomba e Moonryde, professionisti seguiti da centinaia di migliaia di appassionati.

Si tratta dunque di una semplice partnership di tipo commerciale? In realtà no, perché le funzionalità della macchina Voicy riservano qualche sorpresa tanto per chi trascorre il proprio tempo libero videogiocando in un ambiente competitivo, quanto per chi desidera tentare un approccio al complesso universo dello streaming. Prima di analizzare queste feature nel dettaglio, tuttavia, vale la pena riavvolgere un attimo il nastro.

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Lavazza Voicy, oltre a integrare Alexa, offre una serie di skill gaming, come il supporto a Stramlabs e i consigli del coach Fnatic.

Con un price-tag di 249 Euro, Voicy si pone senza ombra di dubbio come un prodotto premium, e a onor del vero ha tutte le caratteristiche necessarie per meritarsi tale nomea. Minimalista nel design, compatta e funzionale, ha tutto ciò che serve per scalzare tanto la moka a induzione dai fornelli quanto le macchinette entry level che affollano gli scaffali dei centri commerciali.

La principale differenza con gli altri prodotti risiede nella presenza di Amazon Alexa, integrata nel dispositivo e dotata di tutte le medesime funzionalità della controparte stand-alone. Ciò significa che mettendo piede in cucina ci si può rivolgere direttamente a Voicy per mettere della musica, scoprire le previsioni meteo, ascoltare le ultime notizie, e via dicendo.

Il set up è molto semplice, ovviamente ha luogo tramite smartphone, e una volta effettuato l'accesso con il proprio account consente di interagire fin da subito non solo con le funzionalità dell'assistente vocale, ma anche con una serie di impostazioni aggiuntive pensate per personalizzare la propria "esperienza espresso". È possibile, ad esempio, insegnare a Voicy che il "Bello Carico" è il caffè che vogliamo gustare dopo pranzo, per poi chiederle un Bello Carico quando ci si trova ancora spaparanzati di fronte alla console.

La compatibilità è riservata esclusivamente alle capsule A Modo Mio di Lavazza, pertanto non c'è spazio per le cialde, mentre l'assistente integrato può fare affidamento su una serie di opzioni per tener traccia dei consumi e, all'occorrenza, ordinare nuove scorte direttamente dall'applicazione. La funzionalità più interessante, fra quelle standard, risiede probabilmente nel temperature boost, che al comando di "Alexa, fammi un caffè molto caldo" consente di alzare notevolmente la temperatura del caffè, il che è a dir poco un must per i veri intenditori.

Ovviamente la gestione della macchina tramite Alexa non limita in alcun modo la fruizione analogica, e chi preferirà sfruttare l'assistente per avviare le proprie playlist su Spotify o Amazon Music potrà tranquillamente interagire con il dispositivo alla vecchia maniera, oppure direttamente dal proprio smartphone.

C'è però un piccolo problema di fondo che rende piuttosto macchinosa l'idea alla base di Lavazza Voicy, ed è la totale assenza di un caricatore per le capsule. Se, sulla carta, è possibile ordinare il proprio caffè preferito direttamente dal soggiorno, nella pratica bisogna aver preventivamente ricaricato una capsula a mano, operazione che bisogna ripetere dopo ogni singolo espresso se si vuole godere appieno delle potenzialità del prodotto.

Questa differenza apparentemente sottile fa si che Voicy, alla prova dei fatti, si configuri come una classica macchina a capsule dotata di tutti i comfort del caso e spinta dall'integrazione di Alexa, ma ancora distante dalla totale integrazione nella domotica e da un'autonomia che la renderebbe senza mezzi termini una delle migliori macchine da espresso sul mercato.

Passiamo ora alle sfaccettature legate al mondo gaming, che incontrano la prima novità nel supporto completo a Streamlabs. Streamlabs è un'applicazione per la gestione delle dirette in streaming su piattaforme come Twtch.tv che consente di integrare nel proprio deck numerosi componenti aggiuntivi al fine di rendere unica qualsiasi scena, tracciando una cornice professionale attorno alle trasmissioni.

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La partnership con Fnatic, e Pow3r come testimonial, è una strizzata d'occhio al mondo degli esports.

Attraverso il comando di avvio di Lavazza Gaming Partner, e previa l'abilitazione di un token sul browser, è possibile gestire le proprie dirette su Twitch direttamente dall'assistente vocale integrato nella macchina, ordinandogli di avviare una live, di interromperla, oppure ancora di cambiare scena, in modo simile a quanto farebbe un qualsiasi stream-deck indipendente.

Più interessante, e anch'essa strettamente legata con la skill di Alexa Lavazza Gaming Partner, è la routine di allenamenti fisici e meditativi creati su misura da Jens Hofer, coach della celebre organizzazione Fnatic, che dovrebbero, e sottolineiamo dovrebbero dal momento che siamo stati più volte decimati dagli hacker di Call of Duty: Warzone, incrementare le prestazioni di gioco in un ambiente competitivo.

Certo, si tratta di un'appendice quasi folcloristica alla macchina, ma è comunque molto interessante confrontarsi, anche se in modo superficiale, con la complessità del physical e mental coaching che fa da sfondo al mondo degli esports. È pur vero che stiamo parlando di una macchina da espresso, ma per chi non è avvezzo alle competizioni virtuali è sorprendente scoprire la preparazione che si nasconde dietro le prestazioni dei videogiocatori competitivi.

Sapevamo bene di non poterci trasformare in Pow3r semplicemente bevendo il caffè miracoloso di Voicy, ma non vi nascondiamo di aver provato un pizzico di felicità nell'assistere, ancora una volta, a una contaminazione del mondo gaming nel mercato di massa, ulteriore testimonianza della crescente importanza riservata al nostro settore di riferimento.

In definitiva, Lavazza Voicy è un'eccellente macchina per espresso che trova la sua principale ragion d'essere in Amazon Alexa, integrata direttamente nel dispositivo e dotata di una serie di skill dedicate tanto all'esperienza A Modo Mio quanto al mondo gaming. Il più grande punto debole risiede nell'assenza di un caricatore per le capsule, che sfortunatamente vanifica alcune potenzialità della partnership, ma è possibile che prima o poi Lavazza alzerà il sipario su una nuova versione del prodotto.

È pur vero che lo stesso risultato si può ottenere accoppiando macchine diverse, ma la Voicy rimane al momento la migliore soluzione all-in-one, con tutti i pregi e i difetti del caso. Per quanto riguarda Your gaming partner, beh, già sapevamo che non è un caffè a fare un pro-player, ma un espresso bollente, insieme ai consigli di un professionista, possono senz'altro fare la differenza durante le sessioni di gioco più intense.

Menzione speciale, infine, per l'impegno di Lavazza nel mondo degli esports, che a dicembre dello scorso anno è culminato nel documentario YouTube "Pow3r Origine", una profonda analisi della vita di un videogiocatore professionista, sia esso un content creator o un atleta vero e proprio. Craig Santicchia dei Fnatic ha affermato che quella con Lavazza Voicy, assieme al documentario, rappresenta solamente la prima in una lunga serie di iniziative, quindi è possibile che in futuro ne vedremo delle belle.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Mancosu

Lorenzo Mancosu

Redattore

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, è finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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