The Great Ace Attorney Chronicles - recensione

L'udienza è aperta!

Siete in tribunale, alle prese con una situazione agghiacciante e terribilmente contorta. Chiudete gli occhi per un attimo, ascoltate i battiti impazziti del vostro cuore e inseguiteli come fossero fiori trascinati dal vento. I polmoni si trasformano in una macchina impazzita e incapace di controllarsi; dovrete essere voi a prendere nuovamente il controllo di quel meccanismo. Inspirate a fondo e lentamente, per poi riaprire gli occhi. Siete cinicamente osservati da un pubblico sconosciuto, davanti a un banco che a malapena riesce a sorreggervi dall'ansia. Un rumore improvviso fa raggelare il vostro sangue, come una doccia ghiacciata e dolorosa quanto un pugno in faccia. Un possente uomo in ghingheri batte un martello in legno, facendo sobbalzare chiunque: l'imprescindibile giudice.

Ebbene, la storia di The Great Ace Attorney Chronicles ruota attorno alla giustizia, alla legge e all'investigazione. Questo è sicuramente il fulcro interattivo, ma c'è ben altro. Abbiamo giocato tutti gli episodi di questa collezione, ed è una storia che abbiamo divorato, spolpato e analizzato quasi come farebbe il nostro buon Ryunosuke Naruhodo, protagonista del gioco. Gli appassionati del genere conoscono molto bene questa serie, e soprattutto sono ben consapevoli dei suoi pregi e difetti. The Ace Attorney è sempre stato croce e delizia per noi giocatori; la linea che separa il coinvolgimento dal nervosismo può essere incredibilmente sottile.

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Fare le giuste intuizioni è indescrivibilmente gratificante. Occorrerà, tuttavia, prestare grande attenzione a ogni singolo dettaglio.

Diamo la priorità a ciò che più ci ha colpito. Il comparto narrativo, nel corso degli episodi, si plasma sicuramente su un contesto giuridico. Aule, processi, obiezioni, esami: saranno tra i tanti, innumerevoli elementi di questo titolo. Ci aspettavamo episodi piuttosto simili tra loro, col rischio di sfociare nella monotonia. Con grande sorpresa, invece, abbiamo sperimentato storie diverse e incredibilmente convincenti, nonostante ruotino comunque attorno al nostro Naruhodo.

Non vogliamo svelarvi ulteriori dettagli in merito ma, come molti di voi sapranno, l'identità dei personaggi è davvero sopra le righe. Vi capiterà di imbattervi in scene pressoché assurde, con risvolti ancor più surreali. Si parte dalla scelta stilistica dei personaggi, con cappelli e indumenti per niente credibili, per arrivare perfino alle motivazioni di determinati omicidi. Per quanto alcuni dettagli possano essere cruenti, tristi e delicati, la componente umoristica è uno dei perni principali di questo gioco.

Non si tratta affatto di un aspetto negativo, anzi, è stato uno degli elementi a coinvolgerci per tutto il tempo e a rendere la sfida ancor più avvincente. È evidente quanto l'aspetto interattivo non sia poi così fedele alle vere sedute in tribunale, tuttavia ciò ha favorito una grande dinamicità. Storie tragiche riescono, tra una riflessione e l'altra, a strapparvi un sorriso spontaneo. Queste dinamiche ci ricordano vagamente la stravaganza di Danganronpa, soprattutto la fase processuale e gli atteggiamenti bizzarri dei personaggi.

Ad ogni modo, uno dei punti deboli più rilevanti (forse l'unico) è la longevità dei dialoghi. L'impressionante abbondanza di quest'ultimi può recare grande frustrazione a chi non gradisca particolarmente questa sfaccettatura. A contribuire negativamente è anche la ripetizione accidentale di alcuni dialoghi, in seguito a una scelta sbagliata. Ecco, in quel caso ci siamo ritrovati ad eseguire un vero button mashing per saltare ogni frase. Nel complesso, per fortuna, potrete usufruire dell'auto-play, interazione che salterà automaticamente i dialoghi al vostro posto, potendone scegliere anche le tempistiche.

Passiamo quindi al gameplay vero e proprio, che è rimasto fedele all'originale ma è stato piacevolmente arricchito da nuove sfaccettature. Il sistema interattivo è incentrato sull'analisi delle varie testimonianze, ma anche sulla presentazione di prove e sull'ispezione delle scene del crimine. Il risolvimento degli enigmi non è estremamente semplice, anzi, in alcuni momenti vi permetterà di mettere a dura prova il vostro intuito. In questo caso gli sviluppatori hanno voluto comunque rendere l'esperienza di gioco accessibile a tutti, motivo per cui potrete usufruire di aiuti e consigli.

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A ogni episodio assisterete a dinamiche diverse, in grado di mantenere alta la vostra attenzione.

Dovrete tuttavia prestare particolare attenzione alle vostre intuizioni, dato che avrete una scelta limitata: una volta esaurite le possibilità, il processo terminerà e perderete. Dirvi di più significherebbe rovinare la vostra esperienza di gioco, ma il gameplay è riuscito a coinvolgerci costantemente. Superato lo scalino dei dialoghi eccessivi, è stato davvero difficile prendere una pausa dalle varie sessioni; la curiosità ha fatto capolino fin dal primo episodio, e successivamente si è trasformata in una splendida certezza.

Colpi di scena, situazioni completamente ribaltate e interazioni sempre nuove ci hanno tenuti attaccati allo schermo. Non c'è motivo, quindi, di aver timore di così tanti episodi: noi ne siamo stati più che contenti. È un titolo che può avvicinare anche i nuovi giocatori e che può intrattenere davvero tanto.

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Non potrete farvi sfuggire alcun particolare: occhi aperti!

Uno dei personaggi più esilaranti è sicuramente Herlock Sholmes (sì, avete letto bene). Le sue espressioni esilaranti e i suoi atteggiamenti bizzarri hanno trasformato il famoso investigatore in una splendida parodia. Ogni singolo avvenimento è stato, tra l'altro, risaltato da un comparto musicale impattante: perfino ora alcuni brani sono impressi nella nostra mente, e ciò significa molto. Alcuni effetti sonori ci sono sembrati leggermente fuori luogo, ma nel complesso ogni singolo ingranaggio funziona bene.

Anche il comparto grafico è piuttosto gradevole, ed è arricchito da espressioni facciali degne di un anime. Lo stile dato ai personaggi è delizioso, e riesce a distinguersi per ogni singola personalità. Discorso diverso per la mancata localizzazione in Italiano, che avrebbe valorizzato maggiormente questo titolo: sfortunatamente dovrete accontentarvi dei sottotitoli in Inglese.

Insomma, The Great Ace Attorney Chronicles è un agglomerato di coraggio, amicizia, lealtà e... crimini spietati. Sebbene alcune dinamiche possano sembrarvi quasi assurde, sapranno ripagarvi con grande naturalezza. È un tuffo nel passato, un viaggio fra le varie culture e un'avventura straordinariamente bizzarra. Lo consigliamo soprattutto agli amanti del genere e a chiunque adori scavare nella mente umana per trovare le giuste risposte.

8 /10

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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