de Blob

de Lizioso.

Una delle tecniche di recensione più scaltre e sbrigative di sempre è la vecchia tattica del "taglia e chiudi": nel tentativo di riassumere in maniera eloquente i meriti di un particolare prodotto, la critica ricorre svogliatamente a definizioni del tipo "il gioco A incontra il gioco B". Ma, qualche volta, quella è davvero l'unica via percorribile. E se mai un gioco ha avuto bisogno di una descrizione tanto concisa e diretta, quello è de Blob. E forse potreste aiutare THQ a trovarne una.

de Blob potrebbe in effetti sembrare superficialmente un gioco sponsorizzato dall'Happy Meal di McDonaldiana memoria, e con THQ dietro al tutto, uno potrebbe anche lecitamente aspetttarsi una specie di Mercury Meltdown in salsa Nickelodeon, eppure non è affatto così. A dispetto del suo stile coloratissimo, de Blob non è un gioco per bambini, né va ridotto a mero puzzle game basato su una palla rotolante. Si tratta infatti di qualcosa di assolutamente diverso: qualcosa di originale, straordinariamente affascinante e in alcune situazioni anche molto emozionante. Di base, potrebbe essere inquadrato come un intrigante ibrido tra un platform 3d e un puzzle game in cui l'obiettivo del giocatore è quello di ridare i colori ad una città tristemente monocromatica. Pensate ad un enorme playground (per grandi) da colorare in modo interattivo.

Il primo impatto è deliziosamente folle, e alcune sequenze superbamente animate aiutano a conferire un tono che evoca vagamente il leggendario Day of the Tentacle di LucasArts. Per ragioni del tutto oscure, la malvagia multinazionale I.N.K.T. ha reso i colori illegali, estirpando letteralmente la gioia e la vita da ogni edificio, albero, cartello e statua di Chroma City. Senza nemmeno bisogno di dirlo, è a questo punto che de Blob irrompe sulla scena, lanciandosi in una pericolosa lotta uno contro tutti al fine di ristabilire l'ordine naturale delle cose a colpi di jazz. Sì, avete letto bene, jazz.

Come il titolo suggerisce, ci troveremo a controllare una sorta di sorridente esserino gelatinoso perennemente rimbalzante all'interno di ambientazioni monocromatiche: con l'analogico posto sul Nunchuck faremo rotolare in giro de Blob, muovendo verso l'alto il Wiimote lo faremo invece saltare. Sparse per i monotoni confini grigiastri di Chroma City troveremo poi speciali riserve di vernice, all'interno delle quali sarà possibile far cambiare colore al nostro bizzarro alter ego. Una volta assorbito l'inchiostro, il semplice contatto con edifici ed elementi del paesaggio restaurerà il colore -non senza uno splendido effetto macchia- in ogni dove.

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Il futuro è così luminoso, forse è il caso che indossi gli occhiali da sole.

Ogni zona ha un numero specifico di cancelli bloccati, e per poterli attraversare avremo bisogno di raggiungere un determinato totale di "colourwatts" prima di poter passare oltre. Per incrementare il numero di punti, la cosa migliore da fare è rotolarsi in giro, rimbalzando ovunque e colorando tutto in maniera vagamente ossessivo-compulsiva.

Ricolorando un quartiere si restituisce la libertà agli abitanti ridotti in schiavitù, anche se per riuscire a portare a termine l'impresa è necessaria una buona dose di abilità "platformica" nel saltare da un edificio all'altro verso punti sempre più in alto. Come potrete immaginarvi, restituire il colore alla popolazione riempirà i cittadini di gioia, e accorati "woo-hoo!!" vi accompagneranno mentre li salverete da una deprimente condanna monocromatica. Vale la pena di giocare anche solo per sentire le loro acute grida di felicità: era dai tempi di LocoRoco che salvare una gelatinosa forma di vita aliena non risultava così appagante.

Tuttavia, per quanto tutto questo possa rivelarsi proficuo, un modo ancora più efficace (nonché spesso essenziale) per fare progressi è quello di dedicarsi alle numerose mini-sfide sparse per Chroma City. In una corsa contro il tempo, l'idea è spesso quella di dipingere un certo quartiere di un dato colore, piuttosto che accumulare un certo volume di vernice, saltare in uno speciale serbatoio e riempirlo di inchiostro shakerando il Wiimote come se stessimo usando una bomboletta spray.

Via via che si raggiungono certi obiettivi cromatici (25, 50 e 75% del livello ricolorato), che si ridipingono gli alberi, che si vincono 4 diversi tipi di sfide, il gioco tiene traccia dei progressi tramite una ricca schermata di statistiche che spiega quanto ancora c'è da fare per completare ognuno dei 10 stage. Presto vi accorgerete che giungere alla piscina di colore finale è soltanto una piccola parte del quadro -ottenere il 100% da ogni livello si rivela infatti un compito piuttosto arduo, aggiungendo al gioco un inaspettato tasso di rigiocabilità.

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