Razer Onza Tournament Edition - recensione

Razer ci mette del suo anche in un joypad.

Nella vita ci sono molte cose cui ci si abitua talmente tanto in fretta da pensare che effettivamente non serva cambiare nulla perché sono già perfette così: prendete il cappuccino con la brioche del mattino, per esempio. Anche io faccio parte di quell'esercito di tradizionalisti che non si sveglia se prima non mette sotto i denti un bel cornetto di pasta al burro con marmellata, crema o cioccolato.

Dopo anni di piacevole tran tran, un bel giorno l'espositore del mio bar ha messo in bella vista anche quelle alla marmellata di lamponi che regolarmente rimanevano lì a prendere la consistenza del cemento armato.

Ovviamente il giorno in cui ho deciso di assaggiarne una da allora non ho più potuto farne a meno, ma questa è un'altra storia. Questa parabola gastronomica è stata utile per introdurre il concetto dell'abitudine e a farvi questa domanda: avete mai pensato avesse senso acquistare un pad per Xbox 360 che non uscisse direttamente dalle catene di montaggio di Microsoft?

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Ecco la ghiera regolabile del Razer Onza Tournament Edition. È presente su entrambi gli stick analogici.

Io onestamente no, visto che un pad è sempre un pad, ma dal momento dell'arrivo sul mio tavolo del top di gamma made in Razer, devo ammettere che non è stato facile staccarsi. Partiamo dalla base: l'Onza Tournament Edition è un joypad per Xbox 360 pensato per rappresentare un punto di rottura molto preciso con la tradizione dei pad di Microsoft, e proporre un'alternativa di alta qualità pensata per quei giocatori che vogliono qualcosa di meglio rispetto allo standard.

Nonostante si tratti di un semplice joypad ci sono effettivamente parecchie cose da illustrare, visto che l'Onza Tournament non si ferma solo all'estetica o alla componentistica. Leggermente più grosso del pad originale, è caratterizzato da tasti retroilluminati e da una superficie antiscivolo gradevole al tatto su cui spicca in rilievo il logo di Razer. Anche se non si tratta di un elemento che molti tengono in considerazione, apprezzabile è la ricopertura del cavo, lungo un metro e mezzo, composta di una magliatura in fibra che lo protegge da tagli e danneggiamenti di qualsiasi genere.

Per quanto riguarda la maneggevolezza non ci sono grosse novità da segnalare rispetto al controller di Microsoft. La disposizione dei pulsanti è la stessa del pad tradizionale (con un'eccezione che vedremo tra poco) e anche il posizionamento di stick analogici, D-Pad, pulsanti e grilletti dorsali è praticamente identica a quella della versione originale. Non ci sono quindi particolari problemi di adattamento dovuti a un'ergonomia differente.

Le novità si cominciano però a percepire immediatamente con l'uso, visto che i quattro pulsanti nella parte superiore si comportano in modo sensibilmente diverso da quelli di serie: i pulsanti stessi hanno una forma leggermente meno pronunciata di quelli standard ma il feeling completamente diverso è dovuto al funzionamento. Al posto del tocco "morbidoso" originale (che con l'uso intenso porta spesso i tasti perdere in risposta) si percepisce nettamente l'attivazione e il rilascio del tasto con un netto "click" (bassissimo ma percepibile) che fa tanto microswitch da joystick anni Novanta.

Occorre qualche minuto per abituarsi, ma una volta fatta la mano si è in grado di sviluppare una sensibilità nettamente superiore rispetto ai pulsanti tradizionali che in giochi come FIFA, in cui occorre dosare con estrema precisione la durata del comando, fa veramente la differenza.

La seconda feature che ci ha permesso di apprezzare le potenzialità dell'Onza riguarda i due stick analogici: non appena si cominciano a utilizzare non si notano particolari differenze rispetto al solito, se non che sembrano leggermente più morbidi rispetto a quelli standard e la superficie è meno concava. Basta tuttavia guardare sotto la testa delle levette per accorgersi della presenza di due ghiere dentate.

Ruotandole è possibile modificare la resistenza delle leve analogiche stesse ed effettuare un adattamento della sensibilità che si rivela la manna dal cielo nell'uso degli sparatutto. Poter configurare finemente la levetta della visuale è una vera chicca da giocatori professionisti che abbiamo apprezzato moltissimo e che contribuisce a elevare ulteriormente la flessibilità d'utilizzo di questo pad.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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