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Manticore: Galaxy On Fire - recensione

Battaglie spaziali e inseguimenti tra asteroidi su Nintendo Switch.

Nonostante manchi il numero nel titolo, quella di Galaxy on Fire è a tutti gli effetti una saga, per la precisione un terzetto di sparatutto a sfondo spaziale concepito, partorito e indirizzato al mercato mobile, ai dispositivi equipaggiarti di Android e iOS. Manticore è il primo a fare il grande passo, ad affacciarsi sul grande pianeta console, pur mantenendo un forte legame con le proprie origini, debuttando sull'ibrida di casa Nintendo.

Manticore: Galaxy on Fire è insomma un porting, figlio di uno sviluppo invero travagliato, che ha persino costretto gli sviluppatori ad uno slittamento della data di release all'ultimo minuto per problemi di natura tecnica. Sbarcato con qualche giorno di ritardo sull'e-Shop, al prezzo budget di 19,99 €, non solo si presenta con cinque livelli nuovi di zecca, ma ha barattato l'innegabile fascino ed attrattiva del free-to-play, con una struttura e una progressione più consona e idonea al nuovo ambiente su cui viene proposto.

Nei panni di un mercenario spaziale, verrete assoldati da un'organizzazione che più di altre sta riscontrando successo tra le corporazioni cosmiche in cerca di militari da assoldare per proteggere basi, stazioni e industrie geostazionarie. L'efficienza della Manticore, l'ammiraglia che fungerà anche da hub di gioco, non la si deve esclusivamente all'ultimo arrivato, anonimo protagonista piuttosto abile ai comandi di una navicella da combattimento. Il team che compone la squadra è ben assortita e si arrocca attorno ad un leader particolarmente carismatico, a suo agio nel divincolarsi tra trattati, alleanze e dissapori che animano la complessa vita politica dello spaccato di universo in cui è ambientata l'avventura.

La trama, a ben vedere, è piuttosto complessa. Non certo per i meriti della sceneggiatura, in realtà piuttosto fiacca e inutilmente prolissa in alcuni passaggi, quanto per il gran numero di razze, personaggi e società che vengono continuamente tirate in ballo, ora perché in lotta tra loro, ora perché indirettamente accusate di essere fautori e fautrici della gigantesca esplosione che funge da incipit, da motore di tutta la vicenda. Nonostante l'impegno degli sviluppatori, nonostante l'innegabile caparbietà dei doppiatori inglesi nel recitare le parti assegnategli, pochi si prenderanno la briga di seguire l'epopea sino all'epilogo, ancora meno giureranno di aver seguito pedissequamente tutti i cambi di fronte senza essersi persi.

Bando alle ciance, tuttavia, visto che l'attrazione principale, per non dire unica, è quella di vomitare tutto l'arsenale in dotazione sulle navicelle nemiche, aspetto in cui, fortunatamente, Manticore: Galaxy on Fire se la cava piuttosto bene, nonostante alcune innegabili perplessità. Deep Silver, per la serie e tanto più per l'episodio in questione, ha puntato con decisione in direzione dell'arcade, evitando accuratamente qualsiasi ambizione simulativa. Ai comandi del proprio mezzo, ci si sente sin dalla prima virata dei veri assi, perfettamente a proprio agio e già esperti quanto basta per esibirsi in giri della morte e schivate all'ultimo secondo. Il sistema di controllo, in soldoni, è quanto di più immediato e reattivo si possa immaginare. Volare tra detriti, asteroidi e fregate alleate regala soddisfazione e divertimento, nonostante il tutto vada a discapito della profondità e anche del livello di difficoltà medio.

Ad accompagnarvi in ogni missione ci saranno due alleati, controllati dalla CPU. Purtroppo, l'I.A. che li governa è limitata e primitiva almeno quanto quella che muove i caccia nemici.

Complice un hit-box dei nemici generoso oltre ogni aspettativa, bastano pochi secondi e qualche colpo di laser per sbarazzarsi di interi stormi di caccia nemici. Ci mette del suo anche la limitatissima I.A. avversaria, mai realmente aggressiva, rinunciataria, priva di alcun senso tattico. Ci mettono una pezza, in questo senso, le boss fight, fasi in cui dovrete affrontare navicelle armate fino ai denti, dotate di scudi difensivi efficacissimi. Sarà in queste battaglie, che hanno un retrogusto simile a quello che caratterizzava certi momenti dell'indimenticato Lylat Wars, che dovrete impegnarvi più del solito per restare in vita e assicurarvi di riuscire ad abbattere il nemico.

Anche le missioni disponibili, circa una quarantina, fanno davvero poco per impepare la solfa. Si tratterà quasi sempre di abbattere i nemici, difendere gli alleati, recuperare alcuni oggetti, quasi sempre in questo preciso ordine. A spezzare la monotonia, ci pensano le rare sequenze di free-roaming, feature portante dei capitoli precedenti della saga, qui sensibilmente ridimensionata, brevi momenti in cui, tramite l'aiuto di un radar, recuperare risorse e pezzi di nuove navicelle.

Alcuni livelli tentano di proporre qualcosa di lievemente diverso dal solito. In alcuni, per esempio, dovrete raggiungere i checkpoint prima che il tempo scada, missioni ideali per le navette più veloci e facilmente manovrabili.

Un altro ambito che regala qualche soddisfazione, difatti, è relativa alla personalizzazione e potenziamento dei vascelli a disposizione. Recuperando i collezionabili nei livelli, o acquistando armamenti e power-up nel negozio, darete vita ad una piccola flotta, somma di una mezza dozzina di mezzi, ognuno dotato di caratteristiche specifiche, che vi torneranno utili in base agli obiettivi da raggiungere e ai nemici da abbattere.

Graficamente il titolo si difende piuttosto bene, nonostante qualche piccolo bug, sopravvissuto imperterrito alla revisione che ha costretto il team di sviluppo al posticipo della release. Sia sullo schermo di casa, che sul piccolo display di Nintendo Switch, il gioco è un valzer di effetti speciali che si susseguono a ritmo indiavolato. L'art design fa il suo, disegnando paesaggi alieni suggestivi. Peccato non manchino texture poco definite e che in modalità portatile si ravvisi qualche rallentamento di troppo.

Tra laser di precisione e altri dalla gittata limitata ma capaci di garantire grossi danni, c'è un buon numero di bocche di fuoco che potrete installare sul vostro velivolo.

Manticore: Galaxy on Fire è uno sparatutto spaziale divertente nella sua semplicità, godibile pur essendo lievemente ripetitivo, intrigante, soprattutto per gli amanti del genere, nonostante non si affidi ad un gameplay particolarmente profondo e stratificato. Nonostante gli innegabili difetti, la produzione Deep Silver è un arcade immediato, diretto, a suo modo spensierato e poco pretenzioso. A volte, del resto, non serve molto altro per saziare il desiderio di diventare, in qualche modo, degli abilissimi piloti spaziali.

7 / 10

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A proposito dell'autore
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Lorenzo Fazio

Contributor

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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