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Razer Viper V2 Pro recensione - il meglio di Razer in versione 2.0

Uno dei mouse wireless più venduti di Razer ha una nuova incarnazione.

È un periodo molto intenso per Razer: il costruttore americano è sempre impegnato nel tenere aggiornato il proprio catalogo con nuovi prodotti o riedizioni di quelli vecchi. Le famigerate “versioni 2” che riprendono i prodotti di maggiore successo dell’azienda del serpente e li ripropongono con aggiornamenti estetici e tecnologici a seconda dell’evoluzione delle componenti, del software, e dell’estetica.

Restano quindi i due tasti laterali che se in uno sparatutto come Call of Duty sono il minimo sindacale, in un gioco complesso come Escape from Tarkov o anche la serie Battlefield (Moba e MMORPG non ne parliamo nemmeno) fanno rimpiangere soluzioni sofisticate come lo splendido Naga Pro https://www.eurogamer.it/razer-naga-pro-recensione Ma in quel caso stavamo parlando di un vero e proprio trasformer dei mouse premiato con un bollino Essenziale (l’unico nella storia dell’Hardware Eurogamer) pensato per soddisfare qualsiasi esigenza mentre il Viper V2 Pro è una soluzione estremamente specifica.

Ma torniamo al Razer Viper V2 Pro: si tratta di un mouse dalla doppia capacità, ovvero può essere utilizzato in modalità Wireless grazie al dongle in dotazione, oppure cablata, connettendo il cavo Speedflex di Razer che esegue il processo di ricarica portando l’autonomia complessiva a circa ottanta ore di durata. Nella confezione è presente anche la docking per il dongle stesso e il cavo, lungo circa un metro e mezzo che si può usare come cavo vero e proprio per il Viper V2 se non volete usarlo in modalità wireless.

Il mouse è quasi identico al suo predecessore e in termini di tasti è quanto di più barebone si possa immaginare: solo i due tasti principali più l’attivazione della rotella sul dorso e due tasti laterali a portata di pollice sinistro. Anche se il mouse è perfettamente simmetrico nella forma, si tratta di un prodotto pensato espressamente per i destrorsi visto che un mancino rischierebbe con il palmo della mano di attivare accidentalmente i due tasti funzione interni. Nella parte inferiore è presente una abbondante piedinatura teflonata che circonda il sensore il tastino di accensione annegato alla destra del sensore stesso.

La forma quindi non è nulla di particolarmente innovativo: è il classico mouse Razer di dimensioni standard per quanto riguarda lunghezza e larghezza, non eccessivamente bombato né piatto: il compromesso ideale per i palm gripper quindi, come Razer ci ha abituato da parecchio tempo a questa parte, con l’eccezione di prodotti particolari come ad esempio i Naga che, in virtù del tastierino numerico da ospitare nella parte esterna hanno una forma decisamente più bombata e ricurva nella parte alta.

Nonostante le dimensioni tutto sommato standard, non appena si prende in mano il Viper V2 Pro salta all’occhio l’incredibile leggerezza di tutto il dispositivo che arriva ad appena 64 grammi, 9 in meno rispetto al Viper V1. E Razer, nella pagina ufficiale del prodotto spiega con dovizia di particolari dov’è andata a risparmiare, specificando ogni singolo aspetto della cura dimagrante dove si è concentrato. Scopriamo quindi che la rimozione dei tasti sul lato destro ha permesso di recuperare 2,9 grammi così come i 2,7 grammi per l’RGB Chroma così come i 3.2 grammi per la rimozione dei grip in gomma che nel modello precedente si trovavano sul lato sinistro e destro. In sostituzione, all’interno della confezione si trovano delle grip adesive in tessuto che a piacimento possono essere applicate o meno.

Tramite altre ottimizzazioni strutturali, si arriva a circa sedici grammi in meno rispetto al V1: si parla di pesi veramente minimi che in passato abbiamo visto in altri mouse ma di dimensioni nettamente più contenute rispetto a questo. In questo senso si capisce l’obbiettivo di Razer: la sfida non era solo ridurre il peso all’osso ma soprattutto mantenere le dimensioni tipiche di un mouse da palm gripper senza ridurre eccessivamente le dimensioni cambiando il target di utilizzatori.

Andando a vedere le specifiche tecniche del sensore, siamo ormai arrivati a livelli di DPI talmente stratosferici al punto che viene da chiedersi se ha ancora senso andare ancora più in alto. Già mouse nell’ottica dei 15-20000 DPI hanno raggiunto una precisione infinitesimale e diventa difficile percepire i miglioramenti rispetto a sensori di fascia alta anche per il Focus Pro 30K che, come potete intuire dal nome, permette di arrivare a un valore di 30000. Semplicemente fuori scala anche per il più fenomenale hisenser. In ogni caso, se la precisione assoluta è garantita già a livelli nettamente più umani (dai 1000 ai 3000 DPI) ci sono anche in questo campo tutta una serie di migliorie che fanno fare un ulteriore salto di qualità.

Per i low senser che sollevano spesso il mouse per riposizionare, si passa da 3 a 16 valori impostabili di asimmetric cut-off. È stato anche migliorato il riconoscimento della superficie su cui state usando il mouse, ottimizzato per gli integralisti del vetro. Infine, il mouse mantiene la funzionalità di Motion Sync per adattarsi alla velocità del vostro PC nel registrare gli input in simultanea con il proprio PC. Restano immutate le funzionalità di velocità di trasmissione del segnale tramite la tecnologia Hyperspeed di Razer che già nel modello precedente vedeva una input lag di circa un millisecondo, rendendo l’utilizzo in modalità wireless praticamente indistinguibile da quello di un’unità cablata.

All’interno di Razer Synapse il mouse viene configurato automaticamente nel momento in cui si effettua la prima connessione che sia cablata o wireless, con un’installazione completamente automatica in entrambe le modalità. La personalizzazione dei tasti è piuttosto semplice visto anche lo scarso numero di attivazioni possibili: nel tab relativo alla performance si va più nel dettaglio visto che sono completamente personalizzabili fino a cinque livelli di sensibilità a piacimento con una configurazione separata dell’asse delle X e delle Y a cui si aggiungono tre valori di pooling rate (125, 500, 1000). Chiudono le impostazioni la calibrazione in base alla superficie con il punto di stacco di cui parlavamo poc’anzi, con la possibilità della regolazione asimmetrica e le regolazioni di risparmio energetico dopo un certo periodo di inutilizzo e il low power mode quando si scende sotto una certa soglia di batteria.

Nell’uso quotidiano questo Razer Viper V2 Pro ci è piaciuto molto: è chiaro che per un prodotto del genere il contesto lavorativo non ha molto senso visto che le sue potenzialità si nascondono nella qualità del sensore e nella leggerezza stratosferica. È anche però vero che per un utente che sta al PC tutto il giorno ed è abituato a mouse più pesanti, il cambio di paradigma è radicale al punto da non essere così semplice tornare indietro.

Abbiamo quindi messo alla prova il Viper V2 Pro con Call of Duty Modern Warfare, Escape from Tarkov e anche uno sparatutto a visuale dall’alto come Alien Swarm in cui, se non giocato con il pad, la precisione della rotazione del mirino è essenziale per sopravvivere alle orde di nemici. Il Viper V2 Pro si è comportato sempre in modo impeccabile con una precisione assolutamente totale in ogni situazione. Venendo da un mouse più pesante (il Naga V2) c’è voluto un po' di tempo per abituarsi ma nel giro di pochi giorni tenerlo in mano è diventato assolutamente naturale.

Se leggerezza e precisione sono pregi assoluti con pochi rivali per quanto riguarda i mouse gaming in questa categoria, è giusto anche parlare di alcuni difetti, legati essenzialmente alle scelte progettuali di Razer votate al dimagrimento senza compromessi del mouse stesso. Il primo riguarda i tasti funzione che sono veramente pochi, soprattutto se consideriamo che non è possibile ciclare al volo tra i vari step di sensibilità e occorre impostare la pressione della rotella per attivare questa funzionalità utile a chi fa sniping.

Restano quindi i due tasti laterali che se in uno sparatutto come Call of Duty sono il minimo sindacale, in un gioco complesso come Escape from Tarkov o anche la serie Battlefield (Moba e MMORPG non ne parliamo nemmeno) fanno rimpiangere soluzioni sofisticate come lo splendido Naga Pro https://www.eurogamer.it/razer-naga-pro-recensione Ma in quel caso stavamo parlando di un vero e proprio trasformer dei mouse premiato con un bollino Essenziale (l’unico nella storia dell’Hardware Eurogamer) pensato per soddisfare qualsiasi esigenza mentre il Viper V2 Pro è una soluzione estremamente specifica.

Gli altri due aspetti a non averci convinto a fondo riguardano le grip adesive presenti nella confezione: non le abbiamo provate ma abbiamo la sensazione che nell’utilizzo intenso, magari durante le sessioni estive, tenderanno a deteriorarsi e scollarsi dalla scocca. Infine, il cavo speeflex incluso nella confezione è braided, ma è più leggero del solito (e si capisce il perché) e tende ad attorcigliarsi in modo fastidioso. In passato Razer si è dedicata a questa soluzione con varianti più consistenti e prive di problemi e anche in questo caso probabilmente sarebbe stato opportuno concedere qualcosa in più alla robustezza a discapito del peso, tanto più che l’utilizzo in wireless, con le sue ottanta ore di durata certificata Razer (noi siamo arrivati a una settantina abbondante prima di dover ricaricare) del cavo non si sente proprio il bisogno.

Dettagli che non inficiano eccessivamente la valutazione complessiva, ma era doveroso specificarne la presenza, considerando il livello di questo prodotto e soprattutto il fatto di essere diretto a una nicchia specifica del mercato. In conclusione, possiamo dire che questo Razer Viper V2 Pro prosegue con successo nella sua missione verso la leggerezza totale per quegli utenti che ne fanno un requisito imprescindibile per ragioni di precisione e comfort. Non sarà sicuramente il mouse più desiderato per chi vuole avere a portata di pollice tante opzioni, ma per tutti gli altri è indubbiamente un prodotto di altissimo livello che con il giusto periodo di apprendistato può diventare un compagno di giochi per molto tempo a venire.

Il prezzo? Sempre piuttosto elevato ma parlando di Razer è ormai chiara la sua natura di prodotto premium che non porta a scomporsi più di tanto quando il cartellino del prezzo è di 150 euro. Sempre piuttosto alto, ma è ormai chiaro che i prodotti del serpente si pagano non solo per la qualità costruttiva e l’ingegnerizzazione del software, ma anche per il brand che portano.

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Matteo Lorenzetti

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Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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