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Sheltered - recensione

The Sims in versione olocausto nucleare.

Paragonare Shletered al recente spin-off di Fallout è utile per inquadrare il genere d'appartenenza dell'intrigante produzione di Unicube, ma depista alla grande circa stile, ambizioni e tipo d'esperienza veicolato in ogni partita. Chiunque abbia avuto la fortuna di godere e piangere alla visione del film The Road, tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy, si calerà facilmente nella deprimente atmosfera che si respira nel minuscolo e claustrofobico bunker in cui, nella speranza di farla sopravvivere il più a lungo possibile, gestirete una famiglia sopravvissuta alla fine del mondo e composta da due adulti, altrettanti infanti e un animale.

L'art design, rigorosamente in pixel art bidimensionale, proietta sullo schermo un mondo monocromo, spento, ingrigito, facilmente accostabile alla fotografia utilizzata nel lungometraggio diretto da John Hillcoat. Il legame familiare che accomuna i protagonisti dell'avventura, soprattutto nelle eventualità più drammatiche, ricordano i tantissimi momenti tragici e commoventi vissuti dall'Uomo (interpretato nel film da un bravissimo Viggo Mortensen) e dal Bambino.

C'è in particolare una scena, l'unica in cui la tensione si distende momentaneamente, dove i due si imbattono fortuitamente in un vecchio rifugio antiatomico abbandonato, zeppo di scorte alimentari, prodotti per la cura del corpo, perfino alcool e qualche sigaro. Un piccolo angolo di paradiso in un mondo irrimediabilmente distrutto e largamente disabitato. Un piccolo angolo di paradiso che in Sheltered vi sarà negato, visto che il bunker è salvezza e insieme fonte di tanti affanni per il quartetto di sopravvissuti a un non meglio specificato olocausto nucleare che ha spazzato via civilizzazione e i confort a cui l'uomo comune è abituato.

Incappando in altri sopravvissuti dovrete sempre decidere se mostrarvi aggressivi sin dall'inizio o tentare un approccio più amichevole.

L'editor non serve unicamente per personalizzare blandamente i membri della famiglia. I parametri che indicano resistenza, ingegno, forza e via dicendo, sono influenzati e determinati dal tipo di carattere prescelto per ognuno di loro. Un tipo energetico potrà avere vita facile nei combattimenti che dovrete affrontare contro i malintenzionati, ma potrebbe necessitare di quantità di cibo extra per tenersi in salute. Un ragazzo sveglio, a suo agio tra componenti da riparare e oggetti da costruire, avrà certamente bisogno di dormire più del normale. Non c'è bonus senza malus e sarà vitale imparare sin da subito a farci i conti, tenendo in considerazione potenzialità e debolezze di ciascun familiare.

L'interfaccia, su PC più che su console, è di facile comprensione e basta lasciar vagare il puntatore sullo schermo per evidenziare i vari elementi del bunker con cui si può interagire. Il generatore va riparato a cadenza regolare. Il depuratore dell'acqua tiene i livelli di radioattività bassi nei liquidi ingurgitati dagli inquilini. Il bagno sarà tra le prime strutture da costruire se si vuole evitare la spiacevole evenienza di ritrovarsi escrementi e altri fluidi corporei in ogni angolo del rifugio.

Non c'è molto tempo per impratichirsi con le faccende di casa, visto che le scorte iniziali si consumeranno completamente molto presto, costringendo i sopravvissuti a setacciare i dintorni in cerca di cibo e risorse. Sebbene la telecamera non abbandoni praticamente mai la visuale del bunker, potrete organizzare alcune spedizioni esplorative, al fine di rinvenire materiali utili. Scelti i membri della missione e la destinazione, tramite la mappa che mostra unicamente i punti d'interesse, toccherà ai personaggi che resteranno in contatto via radio scegliere di volta in volta se affrontare o meno agli eventuali pericoli che il compito comporta.

Soprattutto all'inizio sarete sommersi dalle cose da fare. Senza una buona organizzazione si incappa piuttosto velocemente nel game over.

La casualità, soprattutto in questi frangenti, assume un ruolo tutt'altro che secondario. Se siete fortunati vi imbatterete in un ricco loot, ma potrete anche incappare in qualche malintenzionato voglioso di trasformarvi in cibo in scatola. Quando non ci saranno alternative, tramite un sistema di combattimento a turni, vi toccherà dunque venire alle mani, sperando che statistiche offensive e armi equipaggiate siano sufficienti per avere la meglio.

Non è finita qui, naturalmente. Tra piogge acide, cibi tossici ed eventuali visitatori che potrebbero unirsi a voi o tentare di saccheggiare il rifugio, di minacce e scelte da intraprendere, ogni maledetto giorno, ce n'è per tutti i gusti. Tocca imparare a gestire le risorse e le forze del quartetto. Bisogna potenziare ogni elettrodomestico appena possibile, ampliando opportunamente le dimensioni della struttura e craftando gli oggetti necessari al compito.

Proprio in questo Sheltered vince e convince: nel proporre all'utente sfide e ostacoli a flusso continuo, con la consapevolezza che ogni giorno potrebbe rivelarsi l'ultimo per un membro della famiglia. La morte dell'intero nucleo, difatti, è inevitabile, l'unico epilogo di un'epopea tragicamente segnata sin dall'inizio. Ad ogni decesso la situazione diventa sempre più disperata, visto che vengono meno talenti, eventuali esploratori, elementi produttivi a cui affidare compiti specifici.

La grande forza della produzione, tuttavia, rappresenta anche il suo più grande limite, visto che l'assenza di un vero e proprio fine, uno scopo verso cui proiettare ogni sforzo compiuto, può scoraggiare gran parte dell'audience, tanto più considerando il livello di difficoltà assolutamente spietato. Durante le prime partite si giunge al game over in una decina di giorni al massimo e solo i più esperti nel genere dei gestionali possono ambire a sopravvivere per molto tempo. Inoltre, alla lunga, gli imprevisti tendono a ripetersi, tradendo una struttura certamente coerente, ma per nulla ravvivata da eventuali twist narrativi, colpi di scena o cambi di scenario.

Sheltered è un'ottima simulazione, un fine gestionale che spingerà i più sentimentali ad affezionarsi e piangere per le sfortunate sorti dei quattro personaggi di cui vestiranno i panni. La creatura di Unicube offre un'esperienza ben più toccante, ragionata e profonda di Fallout Shelter che, piuttosto che sui personaggi, si concentra sullo sviluppo e progressivo potenziamento del Vault.

Complesso e non alla portata di tutti, Sheltered è consigliato agli amanti del genere oltre che a tutti coloro che sono soliti crogiolarsi nel consumo di fumetti, serie TV e film che trattano di sparuti gruppetti di sopravvissuti alla fine del mondo.

7 / 10

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A proposito dell'autore

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Lorenzo Fazio

Contributor

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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