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Final Fantasy XII: The Zodiac Age - prova

Il ritorno di un classico controverso.

Milano - La serie di Final Fantasy ha sempre abituato, sin dal suo rocambolesco inizio, a far discutere. Questo per via della forte carica innovativa che ha sempre caratterizzato ogni capitolo prodotto da SquareSoft. Una carica, inoltre, che la fusione con Enix non ha stemperato, anzi, forse ha acuito, spingendo gli sviluppatori ad aggiungere costantemente qualche nuovo elemento che, inevitabilmente, fa discutere le schiere di appassionati. Così come il quindicesimo episodio mostra orgogliosamente.

Prima di esso il capitolo più discusso è stato Final Fantasy XII, uscito in Europa da inizio 2007 su PlayStation 2. Questo perché era il gioco che avrebbe dovuto rilanciare la serie dopo 5 anni di attesa e avrebbe dovuto riportarla ai fasti dell'epoca PlayStation. Le aspettative erano dunque altissime ma il successo ha faticato ad arrivare, soprattutto per via della nuova impostazione data dagli sviluppatori, che avevano cominciato ad abbandonare definitivamente la via dei combattimenti a turni in favore di una formula più action, nella quale controllare direttamente un solo personaggio sul campo di battaglia. La via che poi li ha portati al quindicesimo capitolo.

Questo sistema ibrido, iper-moderno per l'epoca, non fu ben accolto dagli integralisti che non contribuirono a rendere uno dei giochi più ambiziosi e coraggiosi di Final Fantasy e Square Enix un successo, soprattutto commerciale. Grazie alla The Zodiac Age, ovvero la rimasterizzazione del gioco in arrivo il prossimo 11 luglio su PlayStation 4, avremo la possibilità di riassaporare questo controverso episodio e di poterlo leggere non solo senza i fanatismi legati alla vicinanza con il periodo aureo della serie, ma soprattutto nell'ottica dell'evoluzione di una serie, che qui, inevitabilmente, ha messo i primi semi.

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Il sistema di combattimento apparentemente è in tempo reale, ma è basato su una barra d'azione molto simile a quella degli episodi classici.

Coloro che hanno apprezzato il gioco per PlayStation 2 avranno la possibilità di tornare a visitare un'Ivalice (che ricordiamo è anche il mondo dei Tactics) molto più dettagliata e fluida, ma estremamente simile all'originale. Gli sviluppatori hanno deciso infatti di non modificare la storia o di aggiungere nuovi elementi ad un prodotto compiuto, ma hanno cambiato il sistema di crescita del personaggio, legato adesso ad una job board, introdotto una modalità veloce per navigare e combattere e la modalità Trial, una sfida nella quale dovremo resistere a 100 ondate di mostri differenti.

In altre parola Square Enix ha deciso di usare la International Zodiac Job System come base per questa remaster, introducendo sul mercato occidentale quelle novità che, in realtà, hanno debuttato in Giappone nel lontano 2007.

Poco male, in quanto per la stragrande maggioranza di noi questi cambiamenti sono delle assolute novità e consentiranno di dare maggiore importanza alla fase di crescita e di sviluppo dei personaggi. Se nella versione vanilla di FFXII, infatti, era possibile scegliere liberamente la professione da seguire, in Final Fantasy XII: The Zodiac Age si potrà scegliere un'unica specializzazione per il proprio guerriero, alla quale aggiungere liberamente un secondo job. Questo limiterà anche il tipo di azioni e di abilità che un singolo personaggio potrà gestire, dato che esse saranno legate a doppia mandata ai job selezionati. Di conseguenza la costruzione dei party e la specializzazione dei vari personaggi assumerà una profondità e un'importanza molto superiore rispetto al passato, modificando profondamente il vostro rapporto coi vari coprotagonisti.

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Il Gambit gestirà gli altri membri del party, ma potrete sempre forzare la loro mano.

Similmente anche il Gambit, ovvero il sistema grazie al quale regolare e gestire le routine comportamentali dei personaggi del party che non controlleremo direttamente, ha subito qualche piccola modifica. I nuovi comandi che potremo impartire, infatti, saranno incastonati all'interno della License Board e dovremo dunque sbloccarli prima di poterli sfruttare in combattimento.

Lo Speed Mode, facilmente attivabile e disattivabile attraverso un tasto dorsale, consentirà di muoversi e combattere a velocità superiore al normale, così da minimizzare i tempi di spostamento tra un punto e l'altro della mappa. L'effetto a schermo è piuttosto comico, dato che ricorderà uno degli sketch più celebri del comico Benny Hill, ma la sua efficacia per tagliare i tempi morti è innegabile.

Infine il Trial Mode è una sorta di Orda in salsa Final Fantasy nella quale il party dovrà combattere 100 gruppi di mostri di fila. Si partirà, ovviamente, da avversari di basso rango per arrivare progressivamente ad affrontare i mostri più coriacei di Ivalice, mettendo alla prova non solo la nostra abilità come guerrieri quanto la nostra resistenza. In questi frangenti si può apprezzare meglio il sistema di combattimento, vero e proprio ibrido tra quello action degli ultimi capitolo e quello a turni delle prime interazioni della serie.

Nonostante ci si possa muovere liberamente per il campo di battaglia, infatti, si potranno eseguire azioni solamente quando la barra azione sarà piena. Allo stesso modo il Gambit gestirà i nostri compagni seguendo alla lettera le istruzioni impartite, ma potremo in qualunque momento forzare la mano e costringere gli altri combattenti ad usare l'abilità o l'oggetto che riteniamo più utile durante lo scontro.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age è dunque un gioco tutto da riscoprire e l'impegno che Square Enix ha profuso in questa riedizione potrebbe essere la molla per compiere il grande salto. Lo sviluppatore, infatti, non solo ha portato in alta definizione le fasi di gioco, ma ha rimasterizzato interamente anche le scene animate, rinfrescandone in questo modo l'impatto visivo.

L'appuntamento è dunque fissato per il prossimo11 luglio, quando Final Fantasy XII: The Zodiac Age arriverà su PlayStation 4.

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