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Hunt: Showdown - anteprima

Ragni giganti e cacciatori di mostri per risollevare le sorti di Crytek.

Crytek è sempre stata una compagnia emblematica e lo è stata in ogni sua incarnazione e in ogni particolare periodo che ha attraversato nel corso di ben diciotto anni all'interno di questo settore. Un emblema per gli FPS con la creazione di due serie come Crysis e Far Cry che, seppur tra alti e bassi, hanno rappresentato un punto fermo all'interno del genere, ma anche e soprattutto un simbolo della potenza grafica, della PC master race e delle capacità del CryEngine.

Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, Crytek è diventata sinonimo di crisi, di chiusura di studi, di bancarotta e di licenziamenti. In questo scenario lo sviluppo travagliato e la tiepida accoglienza riservata a Ryse: Son of Rome parevano i colpi di grazia definitivi per le ambizioni dei fratelli Yerli e soci. Gli ultimi giochi pubblicati, (Robinson: The Journey e The Climb) sembravano indicare chiaramente il futuro di questo team: progetti più contenuti sia a livello di budget che di ambizioni e un occhio di riguardo nei confronti della realtà virtuale. Anche per questo motivo l'annuncio di Hunt: Showdown si è rivelato un autentico fulmine a ciel sereno.

Hunt: Showdown rappresenta il ritorno di un progetto presentato nel corso del 2014 e sparito dai radar da ormai una manciata di anni. L'allora Hunt: Horror of the Gilded Age sarebbe dovuto uscire nel 2015 grazie all'impegno di Crytek USA ma la chiusura dello studio e la precaria situazione finanziaria sembravano aver definitivamente chiuso la porta in faccia a un gioco che puntava a unire elementi di Resident Evil e Left 4 Dead in un ibrido TPS/survival fortemente incentrato sulla co-op. Considerando il potenziale di questa IP, sarebbe stato un vero peccato.

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La demo era ambientata completamente in notturna e sarà interessante capire come varierà il gameplay quando non potremo sfruttare il favore delle tenebre.

La nuova incarnazione del progetto si è rivelata una novità davvero molto gradita, anche perché la nuova impostazione scelta per il gioco è indubbiamente intrigante. Etichettato da parecchie testate come la vera sorpresa dell'E3 2017, Hunt: Showdown ci trasporta nelle zone paludose della Louisiana di fine '800, un luogo che, come se non fosse già sufficientemente malsano e oscuro, si è lentamente trasformato nel rifugio prediletto di mostruose creature che hanno invaso il nostro mondo seminando il panico. Per reagire a una situazione così disperata c'è ovviamente bisogno di qualche professionista del mestiere ed è qui che entriamo in campo noi. Se la narrazione, a meno di sorprese, non dovrebbe essere uno dei focus di Hunt, il setting e le atmosfere sanno già essere piuttosto convincenti.

Come mostrato dalla demo presentata dagli sviluppatori, il titolo abbandona la terza persona in favore della prima e ci chiederà di vestire i panni di un cacciatore del soprannaturale che, in solitaria o in coppia con un alleato, dovrà tuffarsi nelle mappe di gioco per scovare ed esiliare definitivamente la mostruosità di turno. La co-op è ancora un elemento chiave del gameplay ma oltre alla struttura più contenuta delle squadre dovremo anche tener conto della presenza di team di cacciatori rivali pronti a farci la pelle. Ogni partita durerà tra i 20 e i 40 minuti e si fonda su una struttura piuttosto semplice.

L'obiettivo del video gameplay mostrato all'E3 e successivamente condiviso su YouTube è un mostruoso ragno gigante nascosto all'interno di una mappa delle dimensioni di circa un chilometro quadrato. Le fasi iniziali sono improntate all'esplorazione e alla ricerca di indizi che ci rivelino la posizione della nostra preda. Il filmato mostra in questo caso una sorta di visione che ci permette di scoprire che il ragno si nasconde all'interno di un fienile, in una zona che ricorda a tutti gli effetti una fattoria. Il solo arrivare a scovare la posizione del bersaglio non è, tuttavia, assolutamente scontato.

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Tecnicamente si intravede già da ora il talento di Crytek.

L'esplorazione della mappa è un un susseguirsi di pericoli per due motivi. Il primo consiste nella presenza di non pochi nemici soprannaturali "minori" pronti a farci la pelle alla minima disattenzione. Prese singolarmente queste creature non saranno un particolare problema ma il rischio di essere sopraffatti da dei gruppi di media grandezza è particolarmente elevato, anche perché l'equipaggiamento che potremo sfruttare non è di certo all'avanguardia. Tra fucili automatici, balestre, fucili a pompa, revolver a ripetizione, armi da mischia e granate di vario tipo, gli strumenti di morte non mancano ma la resistenza dei nostri cacciatori non ci è parsa di certo sovrumana. È possibile curare le proprie ferite e venire rianimati una volta a terra ma il nostro alter ego non è assolutamente una macchina da guerra.

Prima dello scontro con il "boss" della situazione, quindi, dovremo farci strada tra schiere di zombie di varia natura, cani demoniaci, sanguisughe giganti e potenzialmente molto altro. È interessante notare come l'obiettivo principale della taglia venga introdotto sfruttando un sistema randomico che seleziona la tipologia di mostro da un roster e che successivamente ne sceglie la disposizione in una delle quindici zone principali che caratterizzano la mappa dello scontro. Il vecchio Hunt avrebbe proposto anche delle mappe create proceduralmente ma in questo caso si è scelto di utilizzare questa tecnica solo per i nemici e di privilegiare delle mappe create a mano dagli sviluppatori.

Se la prima minaccia è costituita dai mostri e dalla IA, la seconda è in tutti i sensi decisamente più umana. Altri cacciatori controllati da giocatori in carne ed ossa hanno il nostro stesso obiettivo e sono disposti a tutto pur di collezionare la tanto agognata taglia. È proprio qui che viene introdotta la novità che differenzia con decisione il nuovo corso dell'IP, ossia la sua anima PvP e un ritmo necessariamente più compassato e ragionato rispetto a buona parte degli FPS multiplayer di oggi.

La morte dei tripla A single-player è alle porte? Vivere di single-player può essere impossibile per publisher e sviluppatori? La morte dei tripla A single-player è alle porte?

La demo condivisa è parecchio esplicativa in questo senso e sottolinea come lo scontro con altri cacciatori non sia necessario nelle prime fasi e come spesso sia molto più utile agire di soppiatto e aggirare gli altri giocatori, almeno fino a quando il faccia a faccia non diventa pressoché inevitabile. La situazione, infatti, cambia radicalmente una volta che il ragno gigante viene eliminato e per raccogliere la taglia e sbloccare il punto di estrazione che decreta la vittoria si rende necessario esiliare questa entità immonda.

Questo processo dura almeno un minuto e ha la particolarità di evidenziare la posizione della creatura appena sconfitta sulla mappa di tutti i giocatori. Tutti i cacciatori che non ci hanno già lasciato le penne si troveranno, quindi, a convergere verso la stessa posizione scatenando una lotta all'ultimo sangue per il controllo della taglia e per raggiungere il punto di estrazione. A corredo delle meccaniche da action-shooter, troviamo anche una spruzzata di elementi tipicamente roguelite.

La dimostrazione non lo mostrava direttamente ma la morte di un cacciatore è permanente e provoca la perdita di abilità, armi ed equipaggiamenti utilizzati fino a quel momento. Al fine di non creare una struttura troppo frustrante, Hunt sfrutta il sistema denominato "Bloodline", una feature che garantisce una crescita costante al profilo del giocatore permettendogli di reclutare e utilizzare cacciatori sempre più potenti e per questo in grado di sopperire anche alla perdita del personaggio plasmato con cura nel corso di diverse partite.

A un comparto grafico già convincente e a un sonoro che insieme all'illuminazione dà vita a delle atmosfere di pregevole fattura, si accompagnano non pochi dubbi e non poche domande attualmente senza risposta. Si parte dal modello economico che sarà alla base del gioco (sarà free-to-play come il vecchio Hunt?), passando per il modo in cui verranno gestiti gli elementi roguelite fino alla quantità dei contenuti disponibili (mostri, mappe, armi, modalità di gioco). I prossimi mesi saranno cruciali per soppesare le effettive ambizioni di Crytek e per capire se Hunt: Showdown potrà lasciare il segno in un genere multiplayer sempre più affollato e agguerrito.

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La decisione di proporre squadre così contenute ha risvolti molto interessanti dal punto di vista tattico.

L'etichetta di gradita sorpresa dell'E3 calza a pennello alla seconda giovinezza di una IP che sembrava ormai persa nei meandri della crisi economica dei propri creatori. Le incognite non mancano e le incertezze sono più che legittime, ma Hunt: Showdown si poggia su delle basi decisamente solide che potrebbero attirare l'interesse di una discreta varietà di giocatori grazie a un setting ispirato e a un multiplayer ibrido dai ritmi e dalle meccaniche atipiche e sufficientemente uniche. Finalmente s'intravede la luce in fondo al tunnel.

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