Dead Space 2

Un seguito da pelle d'oca!

Quando il primo Dead Space arrivò nei negozi, le poche persone che decisero di dargli fiducia si ritrovarono fra le mani il miglior survival horror da diversi anni a questa parte. Sfortunatamente, però, nonostante l'impegno di Electronic Arts volto a spingere il nuovo marchio, le vendite iniziali furono a dir poco deludenti, tanto che il prezzo di vendita del gioco crollò drasticamente dopo poche settimane (assieme a quello di Mirror's Edge).

La qualità, però, è in grado di generare intensi fenomeni di passaparola, capaci di trasformare in pochi mesi un titolo ignorato dai più in un cult imperdibile. Per quanto ci riguarda, in effetti, il primo Dead Space è un gioco che ogni appassionato del genere dovrebbe avere nella propria collezione, anche solo per il merito di aver offerto un'esperienza intensa, emozionante e caratterizzata da un'identità ben definita pur pescando a piene mani da altri esponenti del genere.

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La corsa in metropolitana finisce con una delle tante sequenze emozionanti e spettacolari presenti nel gioco.

Con Dead Space 2 i ragazzi di Visceral Games hanno avuto la possibilità di raffinare e perfezionare quanto di buono avevano fatto vedere con l'episodio precedente, ampliandolo là dove necessario e, soprattutto, andando a intervenire nelle poche zone d'ombra individuate da critica e pubblico nella prima avventura di Isaac Clarke.

Il cambiamento più evidente riguarda il protagonista, che da un semplice avatar privo di parola e di carattere è diventato un personaggio a tutto tondo, capace di provare e manifestare emozioni intense e di assumersi le responsabilità di decisioni importanti.

La volontaria mancanza di caratterizzazione dell'ingegnere del primo Dead Space era uno degli elementi più discussi dai giocatori, soprattutto vista l'impostazione romantica ed emotiva della trama principale. In Dead Space Isaac affrontava pericoli mortali per cercare di salvare la propria amata, un comportamento che strideva non poco con l'assenza di personalità pensata per favorire l'immedesimazione del giocatore.

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Come nel capitolo precedente, anche in questo caso la strategia principale è una sola: mirare agli arti.

In Dead Space 2 non solo il volto di Isaac viene mostrato regolarmente, in particolar modo durante le numerose sequenze narrative e durante i dialoghi con i personaggi con cui l'ingegnere incrocia la propria strada, ma la voce del protagonista accompagna il giocatore per tutta la durata dell'avventura, perfino con qualche battuta umoristica da film d'azione americano.

La cosa funziona a meraviglia, anche grazie alla trama psicologica, profonda e ben scritta che trascina il giocatore in un mondo di follia, tradimenti, sensi di colpa e insicurezza interiore. Dopo le vicende del primo Dead Space (riassunte attraverso un utile filmato visionabile dal menu principale del gioco), Isaac è rimasto profondamente segnato, e l'inquietante situazione in cui si risveglia all'inizio di Dead Space 2 non lo aiuta certo a riprendersi serenamente.

Come vi avevamo anticipato nel nostro ultimo hands-on, l'inizio del nuovo survival horror di EA è una forza della natura, un'esperienza di un'intensità travolgente che costringe il giocatore a correre a testa bassa pensando unicamente a sopravvivere.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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