The Turing Test - recensione

Vedete una tartaruga girata sul dorso…

In una delle scene più interessanti di Blade Runner (l'uber celeberrimo film cyberpunk di Ridley Scott del 1982) il protagonista, Deckard (Harrison Ford) pone alcune domande di un test a quella che sarà la protagonista femminile del film. Le domande sono parte di un test ben preciso il cui scopo è di scoprire se la persona analizzata sia un umano oppure un robot e si basano su reazioni emotive a situazioni in grado di mettere in difficoltà la natura robotica del soggetto. La scena è splendida (come molte del film) e il test è un ottimo modo per introdurre l'intero tema della pellicola, ovvero quello della natura umana e dei suoi limiti.

The Turing Test, titolo prodotto dai semisconosciuti Bulkhead Interactive, è un puzzle game che tratta lo stesso tema e lo fa offrendo al giocatore enigmi creati per riconoscere la natura umana rispetto a quella robotica e immergendo il tutto in una narrativa che viene scoperta man mano che si avanza da un enigma all'altro.

L'avventura inizia all'arrivo del protagonista in una stazione su Europa, uno dei satelliti di Giove, e la scoperta che tale stazione è ora un dedalo di stanze creato appositamente per testare il visitatore al fine di identificarne la natura. Così, stanza dopo stanza, al giocatore spetta la risoluzione degli enigmi e la scoperta della storia. Tutto non troppo originale, va detto.

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Una base misteriosa sul satellite ghiacciato Europa: l'atmosfera è sicuramente affascinante e accattivante…

Gli enigmi sono basati sull'utilizzo di una pistola in grado di catturare globi di energia e di spararli a una distanza pressoché illimitata. Tali globi di energia servono per attivare interruttori che aprono porte o attivano altri meccanismi più o meno complicati. Ciò vuol dire che in ogni stanza bisognerà utilizzare la logica per ottenere l'accesso alla successiva, proprio raccogliendo e spostando globi di energia per attivare i meccanismi nell'ordine corretto.

L'impressione iniziale è quella di trovarsi di fronte a un clone di Portal che pesca un poco anche da The Talos Principle ma che, comunque, in generale, cerca di seguire una strada già molto battuta, e quindi piuttosto sicura, per divertire il giocatore. E in effetti l'esperienza è molto familiare fin da subito e i primi momenti di gioco non sono certo esaltanti, sia per la semplicità degli enigmi, sia per il tipo di gameplay che ci troviamo di fronte.

Poi però gli interventi della voce narrante, una sorta di IA che ci accompagna analizzando la situazione (chiarissima l'ispirazione all'intelligenza artificiale presente in 2001 Odissea nello spazio, AL), si fanno sempre più frequenti e sostanziosi e la storia inizia a infittirsi e a diventare interessante. Senza rischiare di inserire spoiler diciamo solo che tutta la potenza drammatica del tema viene presto a galla e il giocatore si trova con una forte ragione in più per risolvere enigmi che, francamente, hanno tutto il bisogno di essere 'conditi' con maggiori ricompense o comunque motivazioni.

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Esplorare la base vi aiuterà a dare un senso all'intera esperienza di gioco…

Uno dei problemi di The Turing Test sta infatti nella sua natura decisamente arida e poco originale. Al di là della narrativa infatti, gli enigmi sono troppo simili a quanto già visto e non ci sono novità in grado di dare all'intera esperienza la freschezza e la potenza ludica che, ad esempio, Portal poteva vantare (grazie alla brillante invenzione della sua pistola gravitazionale). Quindi ben venga il focus sulla narrativa e su un tema forte e drammaticamente caricato come quello della natura umano/robot.

Un piccolo aiuto proviene dall'esplorazione della base che offre qualche spunto per l'investigazione con oggetti manipolabili e indizi sparsi qua e là, soprattutto sotto forma di log audio registrati da abitanti della base e dall'intelligenza artificiale.

Tecnicamente The Turing Test è funzionale al suo gameplay: la grafica è moderna senza essere spettacolare e quel poco di effetti speciali che troviamo non fanno certo gridare al miracolo né offrono una ragione in più per spendere i 20 euro del biglietto di ingresso (scontati a 18 in prevendita). La musica, quando c'è, è invece un buon accompagnamento e complemento dell'atmosfera cupa e misteriosa della base; ottima la voce narrante dell'intelligenza artificiale.

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Alcuni enigmi sono decisamente complessi, altri di una banalità sorprendente. Il mix è comunque abbastanza bilanciato.

La difficoltà che abbiamo di parlare di un titolo che nasconde metà del suo gameplay dietro al rischio degli spoiler è indicativa dell'aridità dell'esperienza generale: da una parte enigmi poco originali (e anche un filo ripetitivi), dall'altra una trama interessante e avvincente (e a tratti anche sorprendente). Sono questi due elementi sufficienti per garantire ore di gioco in un puzzle/adventure game?

La risposta è probabilmente basata fortemente sui gusti del giocatore e su quanto si è entusiasmato sui molti titoli dello stesso genere che sono usciti negli ultimi anni. In definitiva The Turing Test è un titolo che offre un mix di elementi preciso ma che potrebbe non essere sufficiente per giocatori alla ricerca di esperienze originali e ricche di elementi di gameplay. Qui l'offerta è limitata, e pur essendoci valori indiscutibili, noia e senso di vuoto potrebbero farvi rimpiangere i soldi spesi.

7 /10

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Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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