Rez Infinite - recensione

Il classico di Tetsuya Mizuguchi ritorna su PlayStation 4.

Rez Infinite è un capolavoro, inutile girarci intorno. Potremmo chiudere la recensione dopo questa manciata di parole, ma dato che probabilmente in molti non gradirebbero la scelta e, soprattutto, essendoci molti giocatori che non hanno mai giocato o sentito parlare del titolo originale, scriveremo un articolo degno del nome che porta.

Uscito quindici anni fa su PlayStation 2 e il mai troppo rimpianto SEGA Dreamcast, Rez è un sparatutto musicale 'su binari' partorito dalla mente di Tetsuya Mizuguchi, una delle figure più brillanti del panorama videoludico nipponico degli ultimi vent'anni. Passiamo subito alla questione spinosa che riguarda la qualità dell'esperienza con PlayStation VR e, confermiamo che, come avrete intuito dal voto a fondo pagina, è assolutamente incredibile. Se riuscite a chiudere un occhio (magari non quando indossate il caschetto) sul ridimensionamento del comparto tecnico, giocare a Rez Infinite nella realtà virtuale è un sogno che si avvera.

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Nonostante la qualità tecnica diminuisca se giocato con PlayStation VR, Rez Infinite regala un livello d'immersione e coinvolgimento senza precedenti con il visore Sony.

Il gioco è ambientato all'interno di Project-K, il supernetwork gestito da una IA chiamata Eden, la quale ad un certo punto, a causa dell'incredibile numero di dati a sua conoscenza, comincia a dubitare della propria esistenza e lancia una sequenza di spegnimento che scatena una catastrofe all'interno delle sue righe di codice. Nel gioco prendiamo il controllo dell'alter-ego digitale dell'hacker, che tenterà di sistemare la situazione intrufolandosi in Project-K, attraversando cinque stage pieni di nemici e i classici boss di fine livello.

Come detto in apertura, il titolo di Mizuguchi segue dei binari che impediscono di muovere il protagonista a 360°, ma nulla vieta di ruotare l'inquadratura a nostro piacimento dentro i tunnel tridimensionali di Project-K. Per eliminare le minacce del sistema abbiamo a disposizione un sistema di lock-on che aggancia automaticamente i nemici quando muoviamo il cursore sopra di essi, mentre premendo il tasto croce è possibile sganciare fino a otto proiettili che andranno a collidere contro i cattivoni.

Di tanto in tanto questi rilasceranno del nuclei azzurri che se agganciati andranno a finire nella barra d'evoluzione del protagonista, che si evolverà fisicamente creando una sorta di vita extra. Più rari invece sono i nuclei colorati di rosso, che fungono da overdrive utili da scatenare durante i momenti più affollati del gioco.

Il core dell'esperienza però lo fa la magistrale colonna sonora techno realizzata da nomi più o meno illustri del genere, inutile quindi che vi diciamo di giocare con un buon paio di cuffie o con il volume del vostro TV/impianto surround alzato a manetta. Vi assicuriamo che anche i vostri vicini di casa apprezzeranno, è una promessa.

La vera novità di questa versione però è la spettacolare Area X, un nuovo mega livello che si sblocca dopo aver completato la campagna principale. Avete presente gli effetti speciali della vista di Neo in Matrix Revolutions, dopo (spoiler!) essere diventato cieco all'inizio del film? Bene, preparatevi ad essere inondati da esplosioni particellari ed altri effetti speciali in un tripudio audio/video senza precedenti. Volendo trovare l'ago nel pagliaio, i brani che fanno da sottofondo ci sono piaciuti meno rispetto a quelli originali, vista la loro tendenza a ritmi più poppeggianti, ma alla fine l'importante è che vadano a braccetto con l'azione sullo schermo.

Ma se oggi come allora utilizzare il joypad funziona a meraviglia per farsi strada tra le minacce di Project-K, lo stesso non si può dire di PlayStation Move, periferica compatibile col gioco, ma che alla prova dei fatti si dimostra poco precisa e affidabile. Durante i nostri test abbiamo cercato in tutti i modi di migliorare il lag dal vecchio controller con la pallina gommosa, ma con scarsi risultati. Assicuratevi comunque di avere le batterie dei vostri DualShock 4 belle cariche, dato che un walkthrough completo con Rez Infinite mette a dura prova gli ioni di litio che stringete tra le mani.

Questa versione porta con se anche diverse migliorie a livello tecnico, grazie ad una grafica a 1080p che gira a sessanta fotogrammi al secondo senza alcun compromesso e se, come chi vi sta scrivendo, non avete giocato al porting HD uscito su Xbox 360 nel 2008, griderete al miracolo ricordando i poligoni seghettati della versione originale.

Possiamo quindi definire Rez Infinite una killer app per PlayStation VR? Nonostante il downgrade tecnico dovuto alla non esaltante potenza del visore Sony, lo shooter di Mizuguchi si dimostra ancora una volta un gioco in grado di meravigliare e soprattutto divertire anche con quindici anni sul groppone. Il livello d'immersione che è in grado di regalare con la realtà virtuale ha dell'incredibile, mentre se giocato sul classico televisore, l'orgia di colori ed effetti speciali vi farà rimanere a bocca aperta.

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Oltre alla campagna principale, Rez Infinite mette a disposizione altre modalità come boss-rush, punteggio e quella adatta per i principianti, senza game over.

La nuova Area X vale quasi da sola il prezzo del biglietto, fissato sui €30, ma sappiate che con qualche spicciolo in più potete prenotare la versione fisica da collezione, che lo store di iAm8bit (LINK http://store.iam8bit.co.uk/collections/rez-infinite/products/rezinfinite-ps4physicalgame) distribuirà in esclusiva e in edizione limitata.

Rez Infinite è capolavoro, inutile girarci intorno, ed è per questo che possiamo consigliarlo sia a coloro che non lo hanno mai provato prima d'ora, sia ai giocatori che quindici anni fa rimasero incantati dal gioco di un visionario con gli occhi a mandorla. Da avere.

9 /10

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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