Se c'è un tratto di Marco Saletta che emerge dopo pochi istanti, è la sua schiettezza. Sia chiaro, qualche risposta di maniera la dà anche lui, ma in un mondo dove non è raro intervistare manager che s'atteggiano a capitani d'industria, fa piacere intervistare una persona che risponde senza pensare troppo a quello che dicono i playbook.

Il che, giornalisticamente parlando, è un'ottima premessa quando in un'intervista si vuole uscire dal seminato delle domande di rito. E la prima riguarda proprio le spese fisse che ormai, all'inizio di ogni mese, si fanno sempre più sensibili.

Con Netflix (€10,99 mensili per il piano standard) e Spotify (€9,99 mensili) che appaiono irrinunciabili per un giovane d'oggi, a questi costi per un utente Sony s'aggiungono PlayStation Plus (€59,99 annui) e ora anche PlayStation Now (99,99 euro all'anno). Non cominciano a essere troppi soldi, pensando anche agli altri servizi che devono arrivare l'anno prossimo?

"Stiamo offrendo al consumatore una nuova scelta, qualcosa che prima non c'era sul mercato", risponde Marco Saletta. "Parliamo di un catalogo di titoli di grande successo, che gli utenti non vedranno mai su PS4 in versione pacchettizzata, e di una retrocompatibilità virtuale col nostro vecchio catalogo. Senz'altro qualcuno dovrà valutare se sia meglio investire i propri risparmi nella musica, nel cinema o nei videogiochi, ma sarà una scelta del consumatore".

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Un'immagine di Marco Saletta, General Manager di Sony Interactive Entertainment Italia.

Sono per caso previsti sconti che vengano incontro a chi sottoscrivesse sia PlayStation Plus che PlayStation Now? "Al momento non sono previste iniziative di questo tipo. Si potrebbe senz'altro trovare un compromesso per chi sia abbonato a entrambi i servizi ma la strada è tutta da scrivere".

Oggi viviamo in un'età intermedia in cui una parte del mercato ha bisogno ancora del supporto fisico, mentre un'altra, forte delle nuove connessioni a banda larga, lo può abbandonare in favore del digitale e dello streaming. A tendere PlayStation diverrà un servizio o resterà una console?

"A Natale abbiamo venduto 50 milioni di pezzi di software. A lungo termine andremo probabilmente in quella direzione ma nei prossimi due o tre anni nessuno vorrà rinunciare a simili volumi di vendita. È comunque faticoso ragionare unicamente in termini di digitale: le console offrono stabilità nelle prestazioni e interazioni molto veloci per quanto riguarda il sistema di controllo. Oggi certi discorsi presentano sfide tecnologiche che li rendono ancora un po' complicati".

PlayStation Now sarà disponibile per PS4 e PC: perché non renderlo disponibile anche come app per smart TV e dispositivi mobile? In fin dei conti quello che conta è una buona connettività per ricevere il segnale in streaming e uno schermo. Qualunque esso sia...

"Accadrà il giorno che su questi dispositivi saremo in grado di garantire ai consumatori le stesse prestazioni che offriamo oggi su console. Per noi "for the players" non è un mantra che usiamo per per tagliare le curve: l'esperienza che vogliamo offrire ai consumatori dev'essere sempre di prima qualità".

Così facendo, però, non rischiate di non perdere in competitività con servizi come quello Google, il cui Project Stream pare girerà anche su smart TV? (e Microsoft ha appena mostrato Forza Horizon 4 giocato su uno smartphone) "Più player ci sono, più si espande il mercato e più l'offerta cresce. Detto questo, sarà da valutare con attenzione l'offerta della nostra concorrenza, che non necessariamente potrebbe ragionare nell'ottica "for the players" che ho appena citato.

Nel momento in cui in futuro i giochi si smaterializzeranno svincolandosi dalle console, possiamo immaginarci un'accelerazione di Sony verso il cross-play? O vista da un'altra prospettiva: stiamo arrivando alla famosa "console unica" che noi giornalisti teorizzavamo già anni fa, seppure molto diversa da quella si preannuncia oggi all'orizzonte? E in tal caso, cosa vi differenzierà dalla concorrenza?

"La capacità di generare esclusive. Con caratteristiche delle macchine simili e strategie di comunicazioni analoghe, alla fine vincerà chi saprà generare contenuti migliori. Cinema e musica lo confermano".

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In un futuro in cui altre piattaforme offriranno giochi in streaming, quello che distinguerà PlayStation Now dalla concorrenza sarà ancora una volta la bontà delle esclusive di Sony.

Le connessioni a banda larga nostrane hanno finalmente soddisfatto, con cinque anni di ritardo, i requisiti minimi necessari a far arrivare PlayStation Now in Italia. Viene però da domandarsi quali aspettative abbiate: sarà un semplice fiore all'occhiello tecnologico o vi aspettate una buona penetrazione nel mercato?

"Nei prossimi sei mesi, un anno al massimo, valuteremo la reazione dei consumatori, i titoli che verranno giocati maggiormente e le prestazioni dei nostri server. Dopodiché, capito cosa vuole il consumatore italiano e aggiornato il nostro catalogo, faremo il punto della situazione. Al momento non ci aspettiamo risultati capaci di riscrivere le regole dei videogame. E torno ai dati che ti ho appena comunicato relativi allo scorso Natale: il pacchettizzato è ancora molto importante per i giocatori d'oggi".

Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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