GRID - recensione

Codemasters torna alle origini mettendo al centro l'accessibilità.

Era il 2008 quando Codemasters, software house specializzata in giochi racing, lanciava Race Driver: GRID (chiamato poi per comodità semplicemente GRID), un titolo innovativo che faceva dei suoi punti di forza l'accessibilità, un approccio di guida misto tra arcade e simulazione, grafica realistica ed incidenti spettacolari. E non sorprende che un titolo che faceva perno su queste caratteristiche sia entrato subito nel cuore degli appassionati, vendendo tanto da dare vita a ben due sequel (GRID 2 e GRID: Autosport).

Con i sequel la serie ha un po' aggiustato il tiro, perdendo molta della sua appetibilità e parte dell'audience, complice anche l'ascesa di altre serie come Forza Horizon e Need for Speed. E allora Codemasters ha deciso di tornare alle origini lanciando un nuovo capitolo della serie che è un reboot. Il GRID del 2019 è il nuovo racing game che cerca di prendere il meglio del capostipite, aggiungendo elementi di gameplay moderni da proporre su PC, PS4 e Xbox One (e presto anche Stadia). Per lo sviluppo è stato coinvolto Fernando Alonso come race assistant, presente nel gioco stesso insieme alla sua scuderia.

Avevamo già provato in più occasioni GRID, l'ultima delle quali alla Milan Games Week, e ci eravamo già fatti un'idea sul tipo di gameplay proposto. Adesso abbiamo avuto modo di testare la build finale per più di una settimana e possiamo dire che innanzitutto la sensazione che si ha già dal primo avvio è che l'utente venga messo al centro della scena. La Carriera è infatti la modalità principale: niente scuole guida, tediosi tutorial o confusionari menu, si parte con una gara lanciati su pista e poi ci viene proposto l'acquisto di un'auto coi crediti che abbiamo a disposizione, scegliendo tra tre della categoria Touring.

La carriera si suddivide sostanzialmente di una serie di eventi singoli divisi per classe dell'auto e affrontabili con un certo grado di libertà. Ad esempio si possono affrontare senza problemi due o tre eventi Touring e altri due Muscle. Per sbloccare quelli più avanzati è necessario completare i precedenti, anche senza arrivare sul podio. Per ogni classe di gare abbiamo nella maggior parte dei casi già in garage una vettura adatta per scendere in pista. Tuttavia, per lanciarci nelle competizioni più avanzate ci verrà chiesto di acquistare vetture più potenti coi crediti guadagnati in gara.

E qui entra in gioco il gameplay della carriera di GRID: affrontare tutte le diverse categorie di gare con le più svariate classi di auto senza un ordine preciso (ad esempio GT, Stock, Tuner, Open-Wheel, Invitational, etc). Per via del sistema di crediti e di acquisto delle auto sarà infatti praticamente impossibile completare tutta la trafila degli eventi di una singola classe, anche se si vince ogni gara. I crediti semplicemente non bastano, e questo sistema un po' forzato ci obbliga a provare le esperienze di guida senza farci abituare troppo a ciascuna di esse.

Dopo aver completato dieci eventi di una classe (ognuno dei quali è generalmente composto da due o più gare) si potrà accedere all'evento showdown della categoria, una sorta di corsa élite in cui si affrontano meno vetture delle (mediamente quattro), mentre normalmente abbiamo 16 auto in pista contemporaneamente. Solo dopo aver vinto quattro eventi showdown si potrà accedere al GRID World Series, la competizione definitiva.

La carriera è quindi l'elemento centrale di GRID e benché ci siano altre modalità di gioco come le gare libere e la modalità multiplayer online (non c'è lo split-screen in locale), queste sono le uniche disponibili in fase pre-lancio. Ma dopo il lancio verrà avviato il sistema di eventi stagionali accessibili tramite Season Pass, che Codemasters ha preannunciato durerà per anni.

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La guida sul bagnato è ben strutturata e avvincente.

Passiamo ora però all'aspetto cardine del gameplay, ovvero la guida e il concept delle gare. Innanzitutto si corre sempre e solo su tracciati. Niente strade aperte e lunghe traversate come in Need for Speed o Forza Horizon. I circuiti sono misti tra reali come Brands Hatch, Indianapolis, Sepang o Laguna Seca, e cittadini come Barcellona e San Francisco, per un totale di 13 tracciati che danno vita a 80 diverse variazioni, un numero niente male.

Su pista corrono fino a un massimo di 16 vetture contemporaneamente, un numero abbastanza alto se rapportato per esempio a quello di GT Sport. Con tante auto che si sfidano contemporaneamente in circuiti stretti, è facilissimo che si verifichino spettacolari incidenti, specialmente alle prime curve. GRID, proprio come il titolo di cui è il reboot, implementa un sistema di danni avanzato che coinvolge non solo l'estetica (con auto che si ammaccano e perdono pezzi) ma anche la fisica, con danni alla meccanica che possono comportare anche il ritiro dalla gara.

GRID però, come abbiamo detto, fa dell'accessibilità uno dei suoi cavalli di battaglia, e perciò ci sono diversi livelli di difficoltà che modificano profondamente lo stile di guida. Il livello medio preimpostato è tarato per i novizi, con traiettorie dinamiche, freno e accelerazione assistita, cambio automatico, assenza di danni fatali e possibilità di rewind in caso di errori grossolani. Tarato così, il risultato è molto abbordabile. In parole povere, è facile vincere le gare di un paio di giri anche partendo dall'ultima posizione e senza eseguire le qualifiche.

Diverso è il discorso se impostiamo il massimo livello di difficoltà, con tutti gli aiuti disattivati, assenza di rewind, e danni meccanici e fatali attivi. In questo caso è necessario lottare a ogni curva, facendo attenzione a non impattare su avversari e muretti. Anche un minimo contatto in curva può farci finire in testacoda, compromettendo quasi sicuramente la gara.

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Ecco come è strutturata la carriera. Per arrivare alla competizione finale GRID World Series, ci vorrà un bel po' di tempo.

In più, senza le traiettorie dinamiche che indicano anche la velocità consigliata, diventa tassativo conoscere a menadito i tracciati se si vuole sperare di arrivare sul podio. Ai livelli più alti di difficoltà, anche gli avversari diventano più aggressivi e hanno la propria personalità grazie a un'IA avanzata; in più reagiscono al nostro stile di guida fino a decidere di innescare dei veri e propri duelli, diventando così la nostra nemesi.

Giocando senza gli aiuti GRID diventa dunque più realistico, ma il suo DNA rimane sempre arcade. Il sistema di gioco prevede infatti una serie di punti assegnati in base a varie azioni compiute durante le gare, come sorpassi (in fila, interni ed esterni), guida in scia, guida aggressiva e a contatto con gli avversari. Questi punti poi vanno assegnati al nostro avatar, che aumentando di livello è in grado di sbloccare diversi elementi di gioco come skin, livree o piloti più abili (ci sono anche piloti specializzati in una singola classe di competizione).

Quindi abbiamo un sistema di danni curato, incidenti spettacolari con auto che vanno in testacoda, decollano o si ribaltano (volendo fare un confronto, in GT Sport le auto sono inchiodate a terra), tanti veicoli in pista e sorpassi al cardiopalma. Ma è tutto rose e fiori? Non proprio. Abbiamo testato il gioco sia con pad che con una racing wheel Logitech G29, e il "problema" più grosso che abbiamo riscontrato a livello di realismo è che le auto appaiono troppo leggere.

Manca la sensazione del peso, della massa che un'auto lanciata a 300Km/h dovrebbe avere. Tralasciando infatti gli incidenti fatali, le auto frenano e curvano troppo velocemente, col risultato che è facile uscire a tavoletta dalle curve mantenendo saldamente il controllo. Ma questo può starci, visto che il titolo vuole offrire un'esperienza di guida a metà tra arcade e simulazione.

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Ci sono anche le F1 e Fernando Alonso!

Passando alla tecnica, il gioco ha una grafica abbastanza curata, con tanti effetti post-processing e volumetrici, riflessi realistici e guida in notturna e con la pioggia. Si corre quindi in vari orari del giorno e col meteo selezionabile a piacimento. Abbiamo provato il gioco su PS4 standard e il livello di dettaglio sia dei modelli, sia dei tracciati, sia infine del mondo circostante, è abbastanza buono. Il frame-rate è inchiodato a 30fps e per riuscire a mantenere questo target sembra che entri in gioco uno scaling dinamico della risoluzione, coadiuvato da un TXAA che varia in intensità a seconda della situazione.

Questo appare evidente perché nelle scene più concitate con tante auto e incidenti, il LOD delle auto decresce sensibilmente, e le immagini appaiono molto più morbide e impastate. Lo specchietto retrovisore è attivabile opzionalmente, e abbiamo anche capito il perché: le immagini che offre sono di scarsa qualità e hanno una velocità di aggiornamento bassissima, inferiore ai 15fps. Lasciatelo disattivato (almeno su PS4 standard!).

La grafica migliora notevolmente su PS4 Pro, Xbox One X e soprattutto PC. Queste piattaforme migliorano la risoluzione ed anche il frame-rate, garantendo anche effetti più precisi come ombre e profondità di campo, e filtri migliorati. In ogni caso anche su console standard l'esperienza è godibile, a patto che vi accontentiate di questi cali di risoluzione e del frame-rate a 30fps. La musica è invece totalmente assente è un'assenza che pesa poco, visto che c'è un ottimo sistema di effetti sonori che tra rombo dei motori, tamponamenti, stridii di gomme, clamore della folla e speaker, dà la sensazione di trovarsi in pista.

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Il gioco include un editor di livree.

In conclusione, GRID ritorna nel 2019 con un reboot che intende riportare la serie alle origini, mettendo al centro l'utente e rendendolo libero di scegliere come e quando gareggiare, che veicolo scegliere senza troppe restrizioni, e soprattutto offrendo uno stile di guida a metà tra arcade e realismo, accessibile a tutti. Il gioco risulta divertente e godibile, con un parco di 60 auto che verrà aumentato dopo il lancio; forse non è completo come altri, ma è comunque valido. C'è pure un editor di livree, anche se non molto profondo, mentre si avvertono mancanze rilevanti come il meteo dinamico e un ciclo giorno notte. Non ci è poi stato ancora stato possibile testare il sistema di eventi stagionali, al momento riservati alla Ultimate Edition, e accessibili dopo il lancio.

Se amate gare spettacolari, danni realistici e corse su tracciato, GRID si pone come uno dei più interessanti titoli multipiattaforma in circolazione. Per il voto, però, preferiamo attendere di trovare avversari online e di testare a dovere gli eventi stagionali.

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