Dell XPS 13 2-in-1 7390: un ultrabook può far girare la Crysis Trilogy a 60fps? - recensione

Il processore Intel Ice Lake con grafica Iris Plus alla prova in un test leggendario.

Dal punto di vista di qualità costruttiva, materiali, rifiniture, ergonomia e qualità degli schermi, il recente 2-in-1 convertibile DELL XPS 13 è uno dei migliori laptop sul mercato. Non è un semplice laptop però: il suo design permette di trasformarlo in una veloce mossa in un tablet con schermo tattile, oppure può essere posizionato su una superficie in posizione a V, per le presentazioni o per fruire di contenuti multimediali. Parlando invece di prestazioni, è spinto da Core i7 1065G7, l'ultimo processore a 10nm Ice Lake di Intel, una CPU in configurazione quad-core/octa-thread a cui è abbinata una soluzione grafica Iris Plus. Quest'ultima è la GPU integrata più potente che Intel abbia mai costruito, e ci siamo quindi chiesti se fosse in grado di superare il test dei test grafici, quello che ha rappresentato per lungo tempo la chimera di ogni PC gaming, e che ha dato vita un meme-tormentone che ha generato per oltre un decennio l'ilarità in rete: “CI gira Crysis?” E più nello specifico, può reggere l'intera trilogia? A 60fps, o meno?

Volevamo anche testare l'architettura CPU Ice Lake, separandola e isolandola dalla componente Iris Plus. Dopo tutto, questa è la prima architettura CPU mainstream realmente nuova che abbiamo avuto sin dal debutto della generazione Core di sesta generazione (nome in codice Skylake) che risale al 2015. Per riuscire in questa impresa, abbiamo pensato di collegare l'XPS a una GPU esterna tramite connessione Thunderbolt 3. Ma prima di addentrarci in un test prestazionale così avanzato come questo, bisogna lodare la precisione ingegneristica con cui è realizzato questo DELL.

Sì, è un convertibile che offre un formato ultra sottile, e la serie XPS è seconda a nessuno in questo mercato. Lo schermo è effettivamente ottimo e non rimangono le impronte, mentre per quanto riguarda lo spessore, siamo attorno a mezzo indice (1,5cm). Come peso, siamo attorno a 1,3 Kg. Ci sono due compromessi legati a questo form-factor. Prima di tutto il numero di porte disponibili è ridotto. Abbiamo infatti due sole porte USB-C (una da ogni lato) che almeno offrono il supporto a Thundebolt 3, quindi possono gestire una unità esterna o un display. C'è anche uno slot microSD nell'XPS, ma all'atto pratico vi servirà necessariamente un hub per gestire le periferiche di routine.

Una video analisi del DELL XPS 13 2-in-1 e della sua impresa nel far girare a 60fps la trilogia di Crysis!

Il DELL XPS è decisamente bello, così come il suo schermo. Sono disponibili modelli con schermo HD e 4K, entrambi touch, e noi abbiamo optato per il secondo. Lo schermo ha un rapporto 16:10, che personalmente preferiamo in ambito produttività, per navigare sul web e per altri scopi. Ciò implica che la risoluzione nativa dello schermo è diversa dal 4K standard, perché pari a 3840x2400, e supporta anche l'HDR. La luminosità di picco è di 400 nits, e questo implica che l'SDR può sembrare un po' debole con l'high dynamic range attivato, ma si ottiene un effetto decisamente convincente con i contenuti nativi in HDR.

Il DELL XPS 7390 mette a segno un fuoricampo sia per quanto riguarda il design che per le sensazioni d'uso, ma noi vogliamo concentrarci sulle prestazioni del processore Ice Lake. Avere un quad-core in un dispositivo così piccolo è decisamente allettante e se gli date un pasto un benchmark vi renderete presto conto delle sue incredibili potenzialità, i risultati sono impressionanti. Nel test single-tread di Cinebench R15, il Core i7 1065G7 ottiene un punteggio migliore del processore desktop Core i7 4790K a frequenze stock, mentre cede il passo nel test multi-thread ottenendo l'86% rispetto al punteggio dell'Haswell desktop. Un risultato comunque notevole per un notebook sottile e leggero.

Comunque, entrare in questo livello di performance non è così semplice come pensavamo. A default, il punteggio di Cinebench è stato un misero 330 (solo il 46% dei 773 punti che ci avevano inizialmente impressionato). Il turbo su tutti i core era limitato a 1,6GHz, e questo ha causato alcuni problemi. Il macBook Pro Retina 2015 che avevamo in studio prima totalizzava un punteggio appena inferiore di quello dell'XPS, quindi le performance nell'upgrade non erano così diverse come ci saremmo aspettati. Per scatenare tutta la potenza dell'Ice Lake bisogna smanettare nella gestione energetica del software DELL, passando dal profilo ottimizzato a quello “ultra performance”. Il boost alla potenza della CPU è stato quindi immediato e palpabile, ma ha avuto un prezzo da pagare.

Cinebench R15 1T Cinebench R15 MT
Core i7 1065G7 185 773
Core i7 4790K 181 894

Ma torniamo al nostro quesito principale: ci gira Crysis? La nuova GPU integrata Intel Iris Plus offre 64 unità di calcolo in abbinamento a memorie da 3733MHz LPDDR4X, che garantiscono alla iGPU la più ampia banda di memoria possibile dalla tecnologia di laptop odierna. L'unico ostacolo sulla nostra strada è che questo hardware è installato su un convertibile sottile, fattore che inevitabilmente riduce il design termico che frena il potenziale di questo chip. Ma il fatto è che Crysis Trilogy gira a frame-rate ragionevoli. Ma riesce a tenere i 60fps? I primi due giochi non girano affatto male.

Partendo dall'ultimo, Crysis 3 riesce ancora a mettere in difficoltà l'hardware da gaming odierno, ma se impostato ai preset più bassi è un gioco sorprendentemente scalabile. A 1440x900 con un v-sync adattivo di 30fps ottenuto tramite Riva Tuner Stastistics Server, siamo riusciti a farlo girare fluidamente con le texture impostate ad alta qualità e tutti gli altri valori impostati su preset medium. All'atto pratico, molte impostazioni grafiche avanzate possono anche essere impostate su high senza perdere molto in prestazioni. Ma i 60fps? Bisogna lavorare di impostazioni ma è possibile raggiungerli. Lo schermo del DELL XPS tollera bene le risoluzioni inferiori a quella nativa e impostando la risoluzione del gioco a 1024x640 si raggiungono i tanto agognati 60fps.

Ma non basta abbassare la risoluzione. I compromessi a cui bisogna scendere sono troppo severi. Girando in modalità ultra performance, il processore Ice Lake scalda più di quanto il sistema di raffreddamento del notebook possa gestire, operando a temperature che oscillano tra 80 e 90 °C, con il primo core che raggiunge addirittura 100°C, certamente una situazione non sicura. In stanze più calde questo genera il famigerato throttling. Ma il problema può essere mitigato attivato la modalità a 48Hz supportata dal display (presumibilmente inclusa per il playback dei film a 24fps). A questo punto, abilitando il v-sync il frame-rate target passa da 60fps a 48fps, decisamente più alla portata del DELL XPS, e sicuramente un'esperienza più appagante rispetto a quella a 30fps bloccati.

Con questi risultati in mano, ci aspettavamo una vita più semplice con Crysis 2. Si tratta di un gioco che era già ben ottimizzato quando è uscito e dovrebbe girare senza troppo problemi in un laptop del 2019. Del resto all'epoca girava a 720p60 su una Nvidia 8800GT, e per iniziare abbiamo riscontrato che 1900x1200 a 30fps era un traguardo abbastanza abbordabile, ma 14400x1900 è nuovamente la nostra sfera di comfort. Ma anche in questo caso, quando la temperatura ambiente è fresca il sistema riesce a mantenere i 60fps, ma in ambienti più caldi abbiamo iniziato a perdere prestazioni. In modalità ultra performance c'è la sensazione di camminare sui carboni ardenti, quindi pensiamo che un cap di 30fps o 48fps sia più sensato per i giochi più pesanti: il silicio riesce a dissipare meglio il calore e non viene sollecitato troppo.

doom
Non si tratta solo di Crysis. Gestite bene risoluzione e impostazioni grafiche e praticamente tutti i giochi moderni saranno giocabili ad alti frame-rate su Ice Lake. Tuttavia, la consistenza oltre i 30fps potrebbe essere problematica.

Entusiasti dei risultati ottenuti con Crysis 2 e 3, ci siamo fiondati sul capostipite della serie con molta trepidazione. Il gioco utilizza solo quattro core e quattro thread, poiché proviene da un'epoca in cui gli sviluppatori contavano più sulla frequenza della CPU piuttosto che sulla suddivisione dei workload sui vari core (come invece facevano ottimamente i due sequel). Ma sospettavamo che fosse la dipendenza di Crysis dal primo core a rendere così difficile ottenere un'esperienza di gioco decentemente fluida. Abbiamo testato inizialmente il gioco a 1920x1200 a dettagli medi ed un frame-rate di 30fps bloccato era alla nostra portata: gli incontri coi nemici causavano dei cali di prestazioni, e le cose peggioravano sensibilmente passando a 1280x800 a 60fps bloccati. Questo gioco è così bello graficamente che pare quasi miracoloso vederlo girare su un laptop a basso consumo, ma i nostri sforzi per ottenere prestazioni decenti sul primo Crysis non hanno pagato ed abbiamo trovato l'esperienza frustrante.

Ma se guardiamo per intero i risultati con la trilogia, questo è indubbiamente un gran traguardo per un ultrabook con grafica integrata. Oltre al pallino che avevamo con Crysis, ci siamo cimentati in altri giochi. Ad esempio Destiny 2, che abbiamo lanciato a 1440x900 e dettagli medi con 30fps bloccati, o The Witcher 3 a 720p/medium e 30fps. Questo non è certo gaming high-end, ma la macchina si è comportata egregiamente, e questo indubbiamente aggiunge valore a un ultrabook disegnato per gestire compiti completamente differenti. Ed è proprio l'utilizzo che ne intende fare l'utente a fare la differenza. Gli ultrabook non sono per niente pensati per operazioni che usino in modo continuato tutte le risorse del processore. C'è un tetto termico che consente di avere frequenze di clock alte, ma solo per un periodo di tempo relativamente breve. Andando oltre, il processore inizia a ridurre la frequenza ed il voltaggio per ridurre le temperature.

Operazioni complesse come il video encoding possono essere trasferite ad altre porzioni del SoC che gestisce compiti simili a una frazione della potenza. Tutto ciò potrebbe spiegare perché il nostro XPS girasse a 1,6GHz su tutti i core con le impostazioni energetica di fabbrica. In modalità ultra performance abbiamo goduto di ottime prestazioni alla impressionante frequenza di 3,3GHz, solo che poi la CPU è andata in throttling prima a 3,0GHz e poi a 2,4GHz. Infine, abbiamo realizzato che questa macchina non faceva per noi e l'abbiamo restituita.

Ashes of the Singularity CPU Test - RTX 2080 Ti eGPU

  • Core i7 4790K
  • Core i7 3770K
  • Core i7 1065G7

Crysis 3: Very High, SMAA T2X - RTX 2080 Ti eGPU

  • Core i7 4790K
  • Core i7 3770K
  • Core i7 1065G7

I test gaming per la CPU con una GPU esterna collegata tramite Thunderbolt 3 hanno confermato il problema. Abbiamo collegato la CPU Ice Lake del laptop a una RTX 2080 Ti, configurazione che ha permesso alla nuova architettura quad-core di sgranchire le sue gambe. Abbiamo ottenuto dei risultati, che trovate qui sotto, che vanno analizzati con attenzione per quanto riguarda frame-rate e frame-time. Iniziando con il test CPU di Ashes of the Singularity, il benchmark multi-core ha visto il Core i7 1065G7 ottenere un risultato simile a quello del Core i7 3770K e non troppo distante da quello del Core i7 4790K, entrambi a frequenze stock. Ma il test di Ashes of the Singularity dura tre minuti e col passare del tempo il processore Ice Lake perde prestazioni e si allontana dalle performance delle due CPU desktop.

Ma Ashes è un bencmark CPU che fa pesante uso del multi-threading, quindi abbiamo anche provato qualcos'altro: il nostro classico benchmark CPU con Crysis 3, che però è stato lanciato subito dopo quello di Ashes, quindi presumiamo che il chip abbia avuto poco tempo per raffreddarsi. Abbiamo ottenuto buoni risultati, rispettivamente l'88% del 3370K ed il 78% del 4790K. L'utilizzo dei vari core è meno intenso rispetto al precedente benchmark, e questo spiega i risultati più simili a quelli dei processori desktop. Scommettiamo però che con una soluzione di dissipazione più efficiente, il processore Ice Lake potrebbe ottenere risultati migliori. E nell'analizzare questi risultati, dovremmo anche ricordarci che parliamo di un notebook ultrasottile contro due processori desktop ad alto wattaggio e raffreddati da dissipatori mostruosi.

Riassumendo, il gaming del mondo reale non è proprio il terreno ideale per gli ultrabook: carichi di lavoro intensi ma brevi verranno gestiti con alte frequenze di clock garantendo esperienze rapide, mentre compiti che impegnano tutti i core per molto tempo causeranno il throttling.

Abilitare la modalità ultra performance sblocca tutto il potenziale del processore, ma abbiamo riscontrato che l'eterna battaglia tra prestazioni e gestione termica causano stuttering in Windows 10, ed il rumore della ventola diventa a tratti intollerabile. Abbiamo spinto il DELL XPS 13 2-in-1 in un territorio poco confortevole, dandogli in pasto carichi di lavoro per cui un ultrabook non è pensato, e comprensibilmente non abbiamo avuto risultati soddisfacenti. Ma non è finita qui con la storia sull'Ice Lake.

Intel ha delle novità in cantiere per i suoi nuovi chip a 10nm. I notebook Ice Lake con TDP da 25W stanno arrivando: si tratta di notebook con soluzioni di raffreddamento migliori che accoppiano Ice Lake a GPU discrete. Queste sono ottime notizie, visto che la CPU non dovrà più competere con la GPU per la banda di memoria e questo implicherà prestazioni migliori.

Stiamo tenendo d'occhio il Razer Blade Stealth che combina un Ice Lake da 25W con una Nvidia GTX 1650 in un più tradizionale chassis da uktrabook. Con questo non vogliamo concludere dicendo che il DELL XPS 13 sia bocciato, tutt'altro. Con un po' di twaking delle opzioni grafiche questo ultrabook può offrire risultati decenti con una gran varietà di giochi che solitamente le soluzioni integrate non riescono completamente a digerire.

Se considerato come un surplus, il gaming sull'XPS 13 può essere allettante, ma se avete bisogno di una macchina gaming portatile che non scenda a compromessi con le opzioni grafiche è meglio orientarsi verso altri prodotti.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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