Google Stadia: la migliore piattaforma di streaming videoludico è ancora lontana dall'essere pronta - analisi tecnica

Riuscirà a offrire una vera esperienza in 4K con una latenza accettabile?

Lo streaming videoludico ad alta qualità con un gameplay a bassa latenza è davvero una valida alternativa alle console domestiche? Google crede di sì e, facendo affidamento sulla sua rete capillare di datacentre e sulla sua imponente presenza su internet, ha creato Stadia, un sistema per videogiochi con specifiche next-gen che permette di giocare in streaming su smartphone, tablet, TV e computer. In prospettiva, ciò potrebbe rappresentare una radicale rivoluzione del nostro modo di fruire i videogiochi e della velocità con cui possiamo accedervi. Fondamentalmente, però, Stadia dovrà superare sfide piuttosto impegnative per poter rimpiazzare l'esperienza in locale e oggi, per la prima volta, abbiamo potuto vedere come si comporta il sogno di Google, all'atto pratico, nelle nostre case.

Per scrivere questo articolo abbiamo analizzato il bundle di Stadia che, a un prezzo di circa 129€, offre l'innovativo controller progettato da Google e un Chromecast Ultra da connettere alla TV oltre che un abbonamento da 3 mesi al servizio Stadia Pro. Quest'ultimo garantisce l'accesso a una limitata selezione di giochi gratuiti e, cosa più interessante, allo streaming in 4K HDR. Impostare il salotto di casa per godere al meglio di Stadia, però, si è dimostrato un processo lievemente complesso poiché ha richiesto l'utilizzo di due app separate.

Per prima cosa, Chromecast Ultra deve essere collegato alla porta HDMI del vostro televisore e alla corrente elettrica. L'alimentatore, inoltre, è dotato di una porta LAN che, nonostante non sia essenziale per il funzionamento del sistema, permette di utilizzare Stadia al massimo delle sue potenzialità. A questo punto sarà necessario operare sull'app Google Home per settare Chromecast e, successivamente, su quella di Stadia per regolare le impostazioni del controller collegandolo alla rete WiFi. Infine, quando il Chromecast e il controller sono entrambi attivi, basterà premere il pulsante Stadia per entrare nel nuovo servizio di Google.

La cosa più interessante di questo set-up è che il Chromecast e il controller sono gestiti separatamente dal network di Stadia e non comunicano direttamente tra loro. Google asserisce che, saltando il passaggio intermedio, sia possibile raggiungere dei tempi di latenza decisamente minori. Si tratta di un approccio che dovremo testare più approfonditamente nei prossimi giorni ma i risultati registrati durante le nostre prove preliminari sono già assolutamente impressionanti.

Ovviamente ci sono alcune alternative alla configurazione Stadia Premiere Edition. La soluzione più semplice è quella di collegare un controller USB al computer, accedere al sito https://stadia.google.com, effettuare il login con l'account Google e iniziare a giocare. Questo tipo di configurazione supporta moltissimi controller differenti (incluso quello ufficiale di Stadia che funziona anche tramite il collegamento con cavo USB-C). Un'altra alternativa è quella di connettere il controller ad uno smartphone e giocare sul piccolo schermo ma, almeno per quanto riguarda l'ecosistema Android, Google Pixel 3 e Pixel 3a sono gli unici telefoni supportati, al momento.

Ci stiamo concentrando prevalentemente sul grande schermo perché, allo stato attuale, è l'unico modo per accedere al miglior output video offerto da Stadia: l'Ultra HD a 60 frame al secondo con tanto di supporto all'HDR. Ad ogni modo, per usufruire del massimo livello di fedeltà visiva, sarà necessaria una connessione di altissimo profilo. Con una fibra a 30mbps, semplicemente, non è possibile raggiungere risultati simili, per quanto questo tipo di connessione sia valutata come 'buona' da Google (per evitare qualunque problema, comunque, è consigliata una valutazione 'ottima' o 'eccellente').

Una volta entrati in Stadia, la sensazione generale è che la piattaforma sia ben lontana dall'essere completa. L'Assistente Google integrato non è ancora attivo (al netto di qualche funzione basilare), l'interfaccia utente è alquanto basilare e si fa affidamento in modo eccessivo sull'applicazione mobile di Stadia per svolgere le azioni principali come acquistare i giochi o regolare la qualità dello streaming. Oltre a questo, alcune delle feature promesse in fase di annuncio come, ad esempio, quella relativa alla condivisione familiare non sono attive al momento del lancio. Google stessa, tuttavia, ha sempre parlato di Stadia come una piattaforma in continua evoluzione e ha affermato più volte che la Premiere Edition è dedicata agli utenti più hardcore che cercano l'esperienza migliore possibile. Non si può evitare di pensare che, al contrario di xCloud che incarna l'intero ambiente Xbox nel palmo della mano, quella offerta da Google sia solo una versione embrionale del servizio.

Il fattore maggiormente discriminante che potrebbe sancire la riuscita o il fallimento di Stadia, però, è sicuramente l'effettiva efficienze del sistema di cloud gaming di Google. Quando abbiamo dato la nostra prima occhiata alla piattaforma durante una visita al Google Campus, infatti, la qualità dell'immagine era davvero impressionante e anche la latenza mostrava dati incoraggianti. Bisogna tenere in considerazione, tuttavia, che il sistema girava su una connessione di Google che supponiamo sia di eccellente qualità. All'esterno delle condizioni ottimali sopracitate, come si comporta Stadia?

La fedeltà visiva è importante ma è la latenza che definisce l'esperienza. Abbiamo condotto una serie di test su diversi giochi e, in quelli in cui abbiamo registrato una qualità simile a quella di Xbox One X, abbiamo confrontato la latenza di input della piattaforma di Google con la concorrenza in locale. Per farlo, abbiamo puntato una telecamera ad alta velocità a 180fps sul display e sul controller. A questo punto, dunque, abbiamo contato i singoli frame che intercorrono tra la pressione del pulsante e l'inizio dell'animazione in-game per avere un'idea precisa della latenza effettiva. Il lag del nostro schermo è fissato a 39ms ma questo dato è stato sottratto dai risultati finali.

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Una tabella esplicativa fornita da Google che mostra il quantitativo di banda richiesto da ciascun livello di fedeltà visiva.
Test sulla latenza Xbox One X Stadia Differenza
Destiny 2 100ms (30fps) 144ms (60fps) +44ms
Mortal Kombat 11 78ms 122ms +44ms
Shadow of the Tomb Raider 60fps 83ms 139ms +56ms
Shadow of the Tomb Raider 30fps 167ms 217ms +50ms
Gylt N/A (Esclusiva Stadia) 139ms -

Prima di continuare, bisogna fare alcune precisazioni. Prima di tutto bisogna sottolineare che l'uso di una telecamera ad alta velocità per i test sulla latenza, ovviamente, prevede una certa percentuale di errore (bisogna valutare il momento esatto in cui il pulsante torna alla posizione iniziale e bisogna condurre una serie di test per fare la media delle misurazioni). In secondo luogo, si deve tenere in conto che azioni differenti all'interno dello stesso gioco possono far registrare diversi livelli di latenza. Destiny 2 e Shadow of the Tomb Raider sono stati testati sulla base dell'azione del salto, MK11 sui colpi veloci e Gylt sull'animazione del rannicchiamento. Fondamentalmente, paragonando le stesse azioni sui diversi sistemi, abbiamo potuto farci un'idea della differenza tra l'esperienza in locale e quella in cloud, in termini di latenza di input.

Shadow of the Tomb Raider è stato il confronto più fruttuoso, probabilmente. Il titolo di Square Enix, infatti, include una modalità ad alta risoluzione a 30fps ed una che predilige le performance che gira a 60fps, sia su Stadia che su Xbox One X. I risultati, su questo titolo, indicano un delta di circa 50/56ms tra l'esperienza in locale e quella in cloud ma la vera sorpresa è la presenza delle modalità a 30 e 60fps su entrambi i sistemi. Destiny 2, dal canto suo, è perfettamente giocabile su Stadia e offre un gameplay a 60fps che nemmeno Xbox One X può vantare. Nonostante ciò, però, il gioco appare considerevolmente più responsivo su console grazie alla latenza inferiore. I migliori dati registrati durante le nostre prove di Stadia, ad ogni modo, riguardano Mortal Kombat 11 e il suo differenziale di soli 44ms tra Xbox One X e la nuova piattaforma di Google.

In definitiva, la domanda che dobbiamo porci è: come appaiono i giochi pad alla mano? Nessuno dei titoli che abbiamo testato può essere considerato 'ingiocabile' o troppo scattoso tranne, probabilmente, Shadow of the Tomb Raider in quality mode ma, anche in questo caso, niente che pregiudichi completamente la godibilità del titolo: ci si abitua in fretta. Ricordate, comunque, che diverse azioni all'interno degli stessi giochi possono tradursi in latenze differenti e, di conseguenza, la tabella riportata qui in alto è ben lontana dai dati definitivi. Ulteriori prove su diversi titoli potrebbero aiutarci a mettere Stadia nella giusta prospettiva ma, allo stato attuale, possiamo dire che il sistema cloud di Google mostra un lag di circa 45/55ms su tutti i titoli: un dato assolutamente accettabile anche per gli FPS ad alto ritmo come Destiny 2. Naturalmente, se giocate sullo schermo del salotto tramite Chromecast, assicuratevi di abilitare la modalità gaming sul display e di utilizzare una connessione cablata per i risultati migliori.

Passiamo ora ad analizzare un altro elemento cruciale: la qualità dell'immagine. Google ha ripetutamente affermato che la Stadia Premiere Edition può offrire un'esperienza 4K HDR grazie al Chromecast Ultra incluso nella confezione. In effetti, il dispositivo è capace di trasmettere quel tipo di output e l'HDR funziona bene anche alle risoluzioni più basse (può essere regolato, lo ripetiamo, solo tramite l'app per smartphone di Stadia). Per mostrare le massime potenzialità di Stadia, abbiamo catturato le immagini tramite l'output HDMI 2.0 di Chromecast Ultra giocando su una connessione a 200mbps per assicurarci la migliore stabilità possibile. Qui di seguito potrete trovare una serie di gallerie comparative, iniziando dalla conversione più impressionante tra quelle testate sulla nuova piattaforma di Google: il porting di Shadow of the Tomb Raider.

StadiaXbox One X
Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
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Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
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Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
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Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
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Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
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Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Shadow of the Tomb Raider: Stadia vs Xbox One X.

Stadia utilizza una CPU Intel a 2.7GHz Intel (non confermata ma sospettiamo a 8 core e 16 thread) in combinazione con una GPU AMD da 10.7 teraflop che somiglia da vicino alla configurazione di una RX Vega 56 con la larghezza di banda della memoria HBM2 tipica della RX Vega 64. Tutto questo, sommato a uno storage a stato solido di livello server, può garantire un sorpasso su Xbox One X su tutta la linea. Nei prossimi giorni potremo offrirvi un'analisi più dettagliata su alcuni dei titoli principali presenti su Stadia ma Shadow of the Tomb Raider è un ottimo punto di partenza.

Google ci ha promesso un'esperienza in 4K e Shadow of the Tomb Raider in quality mode riesce a fornirla. Ovviamente, bisogna fare i conti con il feed compresso necessario per lo streaming dei dati ma si tratta esattamente del tipo di qualità visiva che troveremo nel gioco di Square Enix. La modalità performance, comunque, si conferma come il miglior modo di godersi il titolo grazie al frame-rate a 60fps abbastanza stabile in tutte le situazioni.

Le immagini di Tomb Raider catturate per la nostra prova sono importanti per validare le promesse fatte da Google in merito al 4K: le ambientazioni piuttosto scure del gioco aiutano l'encoder a mantenere ottimi livelli qualitativi. In generale, è chiaro come il gioco perda leggermente di definizione rispetto all'esperienza in locale ma l'immagine risulta comunque piuttosto pulita e nitida anche in movimento. Si tratta dell'output in 4K di un gioco renderizzato in 4K ma alcuni piccoli dettagli vanno inevitabilmente persi. Ci occuperemo di analizzare le differenze in termini di impatto visivo in un'altra sede ma possiamo dirvi fin da ora che il compromesso maggiore riguarda la riduzione della qualità del filtro anisotropico.

I nostri amici di Nixxes sembrano i responsabili di questa conversione per Stadia che appare ben eseguita sotto ogni punto di vista: non vediamo l'ora di esaminare anche gli altri capitoli di Tomb Raider inclusi nella lineup del nuovo servizio in cloud di Google. Ad ogni modo, passiamo ora ad un altro porting, quello di Destiny 2 di Bungie che mostra una strategia completamente differente da parte dello sviluppatore.

StadiaXbox One X
Destiny 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Destiny 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Destiny 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Destiny 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Destiny 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Destiny 2: Stadia vs Xbox One X.

Fin dal primo momento in cui avvierete Destiny 2 su Stadia, vi renderete conto di avere di fronte un'esperienza parecchio differente. Tanto per cominciare, i tempi di caricamento estenuanti visti sulle console di attuale generazione sono stati enormemente ridotti ma c'è anche un cambiamento nelle priorità di rendering. Il titolo di Bungie, su console, è limitato a 30 frame al secondo mentre su Stadia gira a 60fps. Potrà non essere veloce come Xbox One X in termini di responsività del controller a causa della natura basata sullo streaming dell'esperienza ma appare sicuramente più gradevole da guardare in movimento. Il frame-rate superiore, infatti, rimane stabile anche nelle scene di combattimento più concitate e può garantire un plus non indifferente per la fruizione di un FPS come Destiny 2.

Il costo di un tale livello di performance può essere dedotto dalle immagini comparative qui sopra: la riduzione della risoluzione. Il nostro tempo in compagnia del gioco di Bungie su Stadia (giocato nelle stesse condizioni e nello stesso ambiente di Shadow of the Tomb Raider), è risultato in un gameplay a 1080p upscalato fino a 4K per adattarsi all'output di Chromecast Ultra. L'HDR è supportato, il frame-rate più elevato è un'aggiunta gradita e l'esperienza generale è eccezionalmente divertente ma non è ciò che ci aspettavamo da un sistema dotato di una tale potenza grafica.

La comparazione tra le immagini, inoltre, indica alcuni compromessi anche negli effetti visivi del gioco ma, fondamentalmente, l'idea che Bungie abbia deciso di imporre una limitazione a 1080p per un titolo ad alto profilo come questo solleva una serie di domande. Siamo nelle fasi preliminari dello sviluppo di Stadia, ovviamente, e non abbiamo idea delle sfide che le software house debbano affrontare per realizzare questi porting. Ad ogni modo, però, non è quello che ci aspettavamo di trovare su una simile configurazione hardware.

Infine, l'ultimo gioco che abbiamo analizzato è anche il più grande di tutti: Red Dead Redemption 2. Stadia è basato su un sistema operativo Linux con librerie grafiche Vulkan e, da quel che abbiamo visto durante il test della versione PC del gioco, Rockstar supporta sia queste API che quelle di DirectX 12 nell'ultima iterazione del Rage Engine. Sappiamo, inoltre, che raggiungere i livelli qualitativi visti su PC comporterebbe dei costi in qualche aspetto del gioco e, perciò, eravamo davvero curiosi di vedere il risultato finale su Stadia.

StadiaXbox One X
Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
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Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
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Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
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Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.
StadiaXbox One X
Red Dead Redemption 2: Stadia vs Xbox One X.

Il compromesso più lampante riguarda il fatto che, nonostante l'output di Chromecast Ultra sia effettivamente in 4K, il gioco stesso renderizza ad una risoluzione inferiore. C'è voluto un po' per capire la strategia adottata dallo sviluppatore ma gli indizi indicano che Red Dead Redemption 2 giri a 1440p sulla nuova piattaforma di Google. Le prime impressioni, tuttavia, suggeriscono un buon livello di somiglianza con la versione Xbox One X del gioco ed anche il frame-rate fisso a 30fps ricalca quello visto sulla console Microsoft. Si tratta dell'esperienza originale di Red Dead Redemption 2 nella sua interezza: si gioca alla grande e, nonostante nel titolo sia presente una latenza davvero marcata, si riesce a progredire tranquillamente attraverso tutta l'avventura sulla piattaforma di streaming.

Nei tre porting che abbiamo testato, abbiamo notato alcuni elementi comuni. In primo luogo, al livello di qualità maggiore, l'impatto visivo è davvero impressionante. Lo streaming compresso di Stadia sembra aggiungere un leggero effetto blur che può essere aggravato dall'anti-aliasing e dall'upscaling della risoluzione ma, tenendo in mente quanto può essere complicato lo streaming dei giochi, è comunque un risultato notevole.

La domanda è se il marketing di Stadia come un sistema per il gaming in 4K (con la necessità di sottoscrivere un abbonamento) sia la scelta giusta per la piattaforma di Google poiché è abbastanza chiaro che l'esperienza in ultra HD non sia paragonabile con quelle viste sui sistemi in locale già presenti sul mercato. La cosa ancora più preoccupante, però, è che per essere una piattaforma progettata per lo scontro diretto con le console di prossima generazione, le tre conversioni che abbiamo testato non hanno mostrato un aumento di performance paragonabile a quanto ci aspetteremmo da Project Scarlett o PS5. La CPU più potente garantisce un gameplay a 60fps per Destiny 2, qualcosa che avremmo voluto vedere anche su console, ma la risoluzione 4K nativa di Xbox One X è di tutt'altro livello. I 10.7 teraflop della GPU di Stadia parlano di una scheda grafica più potente e moderna di quella in dotazione a Xbox One X e, di conseguenza, ci saremmo aspettati di trovare una qualità superiore sul sistema di Google. Stranamente, invece, si tratta di un'esperienza abbastanza simile a quella vista sulle console attualmente presenti sul mercato.

D'altra parte, bisogna considerare che siamo nei primi giorni di Stadia e c'è già molto di buono in questo nuovo sistema. Il controller, ad esempio, è eccellente ed innovativo al punto da connettersi al cloud come dispositivo separato. La qualità delle immagini, dal canto suo, non può competere con l'esperienza in locale sullo schermo del salotto ma riesce a raggiungere risultati ugualmente impressionanti, soprattutto sugli schermi più piccoli. Sì, il lag è presente ed è percettibile ma ricordate che la stragrande maggioranza degli utenti gioca su pannelli con game mode disattivata: ci si può tranquillamente abituare.

Ciò che si perde in termini di dettagli e latenza, inoltre, si guadagna in comodità. I tempi di caricamento di Red Dead Redemption 2 o Destiny 2, confrontati direttamente con le controparti console, mostrano una riduzione incredibile. In aggiunta a questo, Stadia garantisce accesso istantaneo ai giochi, senza dover scaricare file di svariate centinaia di giga per iniziare a giocare. Per dirlo in maniera semplice, poter giocare immediatamente a tutti i giochi nella libreria può rappresentare un valore non indifferente per la nuova piattaforma di Google.

Google Stadia è un impressionante passo avanti per la tecnologia videoludica grazie alla migliore qualità visiva e alla minore latenza che abbiamo mai visto in una piattaforma di streaming dedicata ai videogiochi. C'è ancora moltissima strada da fare per migliorare alcuni aspetti come la stabilità generale e bisogna ancora capire quali problemi potrebbero sorgere nel momento in cui qualcun altro iniziasse a usare la stessa linea internet su cui opera Stadia. Dalle nostre prove abbiamo riscontrato un lieve stuttering dell'audio e una risoluzione altalenante, anche con la nostra connessione a 200mbps.

I giochi, infatti, al contrario di film e Serie TV, non possono sopperire a queste problematiche con il buffering. La sensazione generale è che molti degli ostacoli che hanno decretato il fallimento di OnLive siano stati superati brillantemente ma la larghezza della banda risulta ancora di vitale importanza. Segnaliamo, infine, che per giocare con dati mobili saranno necessari circa 20GB per un'ora di gioco a livello di qualità massimo.

Probabilmente, comunque, è il modello di business il vero punto debole di Stadia. Netflix funziona alla grande perché la sua proposta è semplice da capire: si paga una tariffa aggiuntiva per l'Ultra HD e per usufruirne su schermi aggiuntivi. Stadia, invece, oltre a richiedere un abbonamento extra per l'UHD (nonostante molti dei titoli non renderizzino nemmeno in 4K), chiede anche di acquistare singolarmente tutti i giochi che vengono venduti allo stesso prezzo visto su console. Se sommiamo questo alla sensazione che l'ecosistema sia ancora in una fase embrionale, possiamo dire che Stadia abbia ancora molta strada da fare per affermarsi nel mercato videoludico, specialmente visto il parco titoli ristretto e le esclusive che si contano sulle dita di una mano.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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