Necromunda: Underhive Wars - recensione

Mordheim riveduto e corretto. O quasi.

Nel lontano 2015 il developer Rogue Factor, insieme con il publisher Focus Home Interactive, portava sul mercato Mordheim, un interessantissimo tattico a turni che utilizzava l'omonima licenza di Games Workshop offrendo una formula di gameplay decisamente originale. Si trattava di muovere e combattere in una prospettiva in terza persona ma con camera posizionata dietro ai personaggi; il tutto mantenendo la struttura a turni ed eliminando griglia e movimenti discreti.

Questo mix dava vita a una sorta di tattico che somigliava a un FPS ma che, invece, aveva alla base statistiche, tiri di dado, skill e progressione dei personaggi. Il risultato finale fu solo discreto perché il gioco si portava dietro diversi problemi tecnici, una IA non all'altezza e una generale impressione di prodotto non finito; rimase un titolo giocato da pochi, pur vendendo più di 300,000 copie.

Ora lo stesso sviluppatore e lo stesso publisher, ci riprovano con Necromunda: Underhive Wars. Ancora una volta si tratta di una celebre licenza Warhammer e, ancora una volta, si tratta di un tattico con visuale in terza persona, a turni, ma senza griglia né movimenti discreti.

Le premesse sono ottime perché la licenza è ricca di contenuti e atmosfera e la formula di gameplay profonda e giocabile in diverse modalità. C'è una Storia con quindici missioni che funge da tutorial, una sorta di modalità "Carriera" in cui si crea la propria gang e si procede affrontando missioni generate in maniera casuale in mini campagne (chiamate "Operation") e c'è la modalità multiplayer che farà la gioia di molti (e verrà ignorata da altri).

Gli sviluppatori suggeriscono in diverse istanze di giocare prima la campagna perché attraverso di essa si apprendono le meccaniche di gioco. Vero, Necromunda: Underhive Wars (d'ora in poi NUW) è un gioco tutt'altro che semplice e serve un certo impegno per giocarlo con cognizione di causa.

Innanzitutto le mappe. Si tratta di ambienti ricchi di ostacoli, elementi con cui interagire e diversi livelli di altitudine. La visuale strategica aiuta il giocatore a elaborare un piano ma è sempre un po' complicato capire come muoversi in maniera sicura tra mine, trappole e overwatch nemici non segnalati. Il cover è fondamentale per limitare le chance di essere colpiti da lontano ma anche l'utilizzo di barricate per impedire i movimenti, il sabotaggio di ascensori e teleferiche e il posizionamento di trappole rendono l'ambiente una variabile strategica di estrema importanza.

In secondo luogo le abilità e le classi dei personaggi costituiscono un secondo, profondissimo, livello di complessità, uno dei più elevati nel genere. Ogni personaggio ha una classe, statistiche che ne dettano le prestazioni, abilità attive e passive, perk speciali, tratti della personalità e, potenzialmente, malus persistenti in caso di morte durante una missione. Le abilità in particolare buffano e debuffano e costano punti-azione, gli stessi che vengono utilizzati per sparare e sferrare colpi in mischia (mentre per muoversi si usa il pool di punti-movimento). In ultimo l'utilizzo di "infamy point" può dare alla squadra bonus particolari durante le missioni specifiche.

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Una foto di gruppo della gang Escher, una delle più apprezzate dalla comunità di giocatori.

Il terzo livello di complessità è quello costituito dall'inventario, ovvero dall'uso di armi diverse, armature e oggetti come droghe, medikit, granate e simili. Anche qui la profondità è alta con armi e armature di livello (tier) diverso con una reperibilità direttamente legata a costi, rarità e livello dei nemici da cui "lootarle".

In ultimo citiamo i diversi obiettivi delle missioni e le gang avversarie. Le missioni della modalità "storia" hanno obiettivi scriptati specifici, mentre quelli delle operazioni possono vertere sull'eliminazione totale degli avversari o sul recupero di risorse sparse nel livello. Le missioni possono poi mettervi contro fino a tre altre gang rivali, due contro due o tutti contro tutti.

Ecco, questa ricetta che abbiamo descritto rapidamente ha una potenzialità di divertimento altissima perché da un lato ci fa affezionare alla nostra squadra e alla sua progressione, dall'altro offre partite in cui la strategia e le decisioni interessanti la fanno letteralmente da padroni in un continuo e sempre sorprendente susseguirsi di eventi. Ogni missione che abbiamo affrontato ha raccontato una storia che ci ha divertito e intrigato e che ci siamo ricordati anche giorni dopo.

Il mix di abilità diverse, iniziativa (ovvero quando nel turno ogni personaggio agisce) e dettagli tattici della mappa, danno vita a una sorta di paradiso strategico per chi abbia una certa pazienza, magari venendo dal mondo dei 'miniature tabletop'. Bisogna infatti specificare che NUW, nonostante il movimento libero e senza griglia, rimane un gioco a turni in cui si DEVE osservare il movimento di ogni singolo nemico (non esiste il concetto di fog of war); questo vuol dire che una grande quantità di tempo viene spesa a guardare i movimenti dei nemici, magari pensando a come controbattere.

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Le armi come i lanciafiamme hanno una gittata limitata ma possono colpire più nemici e infliggere pesanti modificatori negativi.

Il fatto poi che anche i movimenti degli avversari siano liberi senza griglia vuol dire che fra movimento, uso di buff, debuff e attacchi si parla di parecchi secondi per ogni nemico. Fortunatamente NUW ha un sistema di iniziativa per cui in ogni turno ogni gang, compresa la vostra, seleziona un personaggio e questi poi procedono in ordine di iniziativa, ma rimane comunque il fatto che il ritmo di gioco è lento e molto del gameplay avviene nel vostro cervello, osservando cosa avviene e facendo piani.

NUW è quindi un'esperienza molto cerebrale, ma anche visiva visto che il comparto tecnico estetico è di prima qualità. Parliamo infatti di un livello qualitativo che non sfigurerebbe in uno sparatutto in terza persona con modelli dettagliati, texture di prima qualità, una fluidità perfetta e effetti speciali all'altezza della situazione. L'interfaccia è un paio di tacche sotto questo livello qualitativo.

È funzionale ma presenta le informazioni in maniera un po' confusa e senza particolari accorgimenti per rendere più facile la vita del giocatore. L'assenza di un log e di un elenco dettagliato dei modificatori in azione per un particolare attacco mina sia la comprensione delle dinamiche che la pianificazione, costringendoci a consultare diversi menù o a prendere decisioni un po' spannometriche.

Ottima invece la colonna sonora molto in linea con l'atmosfera del franchise, discreti gli effetti sonori e nota di merito sul parlato eseguito da professionisti e calcato in maniera giustamente aggressiva sul lato della caratterizzazione.

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Le animazioni dei combattimenti in mischia sono ottime e molto soddisfacenti.

Dobbiamo però ora tornare sul lato dei difetti perché i problemi di NUW, purtroppo, non si fermano alle imperfezioni dell'interfaccia. Dopo avervi mostrato le cose che ci hanno entusiasmato dobbiamo menzionare anche una lista, non breve, di gravi problemi che minano alla base il divertimento che NUW sembra in grado di offrire agli appassionati di giochi tattici.

Il problema più drammatico è l'intelligenza artificiale. Ci sono problemi di IA che spesso inficiano il livello di sfida in una missione. Si va da personaggi che non sfruttano palesi occasioni di vantaggio ad altri che semplicemente decidono di nemmeno partecipare allo scontro, esiliandosi in angoli remoti della mappa o addirittura uscendo dal livello. Ci pare fondamentale specificare che questi problemi si sono materializzati all'incirca durante metà delle missioni che abbiamo affrontato ed esclusivamente nella modalità Operations (ovvero la 'carriera'), non durante la storia.

Scendendo nella scala di gravità dei problemi abbiamo incontrato anche glitch grafici con telecamera impazzita per qualche secondo e personaggi comandati dalla IA incastrati in elementi dello scenario; entrambi questi problemi si traducono in secondi di inutile attesa. In ultimo la modalità multiplayer è al momento poco affidabile con connessioni instabili e, conseguentemente, anche pochi avversari disponibili.

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Il vantaggio della posizione sopraelevata è determinante, soprattutto se buffato da skill appositi.

Raramente abbiamo incontrato un gioco con così tante ottime premesse mescolate a problemi così gravi; solitamente il livello qualitativo è più omogeneo (in alto o in basso), mentre Necromunda: Underhive Wars è letteralmente un mix di grandi gioie per gli appassionati del genere e dolori tremendi per come il tutto può crollare da un momento all'altro di fronte a bug di vario tipo che vi abbiamo descritto.

Siamo di fronte a un gioco dalle potenzialità enormi che può aspirare a due o anche tre punti sopra quelli del voto attuale ma che, in questo stato, non è in grado di arrivare alla sufficienza.

5 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le prioritÓ, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiositÓ e divertimento.

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