Devil May Cry 5 Special Edition - recensione

Capcom balza nella next-gen.

Un assaggio di next-gen e un acquisto imprescindibile per ogni amante del genere hack 'n slash.

Immediatamente dopo l'uscita di Devil May Cry 5, i fan si sono uniti sotto un'unica bandiera, accomunati da una singola, assoluta certezza: la necessità che Vergil divenisse un personaggio giocabile nel prossimo futuro. Non è un caso, infatti, che la mod fanmade che lo sostituiva ai protagonisti, pur se con un moveset incompleto, sia stata sempre una delle più apprezzate e scaricate.

Devil May Cry 5 si è rivelato essere un eccezionale ritorno del franchise, forte di un impatto grafico impressionante, reso possibile dall'ottimo RE Engine di Capcom, come anche di una profondità del sistema di combattimento in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

L'acuto revamp del tecnicissimo Dante, la grande versatilità di Nero e l'approccio al combattimento del tutto originale di V hanno incontrato, come unico ostacolo, un level design poco ispirato e tendenzialmente ripetitivo a partire dalla seconda metà della loro avventura, che porta ad affrontare le ultime missioni più come un antipasto della modalità Palazzo di Sangue, che a un effettivo arricchimento dell'esperienza narrativa.

Se attendete Devil May Cry 5 Special Edition come una chance per affrontare livelli originali e una trama del tutto nuova rispetto alla route dei tre protagonisti, probabilmente rimarrete molto delusi: come prevedibile, Vergil avrà dalla sua giusto un paio di filmati esclusivi e nulla più.

Le missioni disponibili sono rimaste identiche per numero e level design, tranne per l'assenza di dialoghi e cutscene intermedie, che renderebbero insensata la situazione se a parlare fosse il fratello di Dante; in compenso, però, possiamo anticiparvi che in un determinato punto della storia, il caro, vecchio Red Vergil (conosciuto anche come "Dergil") di Devil May Cry 3 non farà la sua apparizione come boss da affrontare, lasciando il palco a un avversario ben più interessante.

Va da sé, ovviamente, che l'introduzione di Vergil come personaggio giocabile sia stata pensata con a mente i videogiocatori che hanno già vissuto l'avventura dal punto di vista degli altri protagonisti: nel caso in cui non conosciate la storia di Devil May Cry 5, utilizzarlo come primo personaggio rovinerebbe numerose sorprese e impedirebbe la comprensione degli eventi, vista la già citata assenza dei filmati dei livelli, tra cui le presentazioni dei boss.

Il suo sistema di unlockable funziona esattamente come quello degli altri protagonisti, ragion per cui verrà reso disponibile il Palazzo di Sangue non appena terminata la campagna a qualunque livello di difficoltà. Design a parte, il moveset di Vergil ricorda tantissimo quello del precedente Devil May Cry 4: il non più giovanissimo figlio di Sparda avrà a disposizione il classico Beowulf per gli attacchi corpo a corpo, la Mirage Edge (una forma spettrale della spada Force Edge, che replica molte delle mosse del fratello) e la ritrovata Yamato.

Dal reboot DmC è stata ripresa l'idea di un Devil Trigger che non lo trasforma in demone, ma fa apparire il suo Doppelganger che ne mima gli attacchi (raddoppiando quindi i colpi inferti), mentre faranno il loro ritorno le Spade Evocate, le Mosse Trick (adesso tutte disponibili anche senza Devil Trigger attivo) e la barra di Concentrazione: questa s'incrementa schivando i colpi e usando le Mosse Trick e, di livello in livello, aumenterà la potenza dei colpi messi a segno da Vergil.

Inoltre, la Concentrazione può essere consumata insieme al Devil Trigger per eseguire attacchi particolarmente distruttivi (che vanno però sbloccati con le gemme rosse, proprio come le combo avanzate delle varie armi), per parare i colpi nemici o attivare il World of V: questa stance difensiva corrisponde a una trasformazione temporanea in V, che attaccherà quindi con i suoi famigli, ripristinando la salute e aumentando la probabilità che i demoni sconfitti rilascino gemme verdi.

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Le mappe urbane sono quelle che hanno maggiormente giovato dell'introduzione del ray tracing.

Infine, ovviamente, sarà possibile convertire l'energia Devil Trigger per attivare la forma Sin Devil Trigger, dal funzionamento molto simile a quello della controparte dantesca, ma applicata allo stile di combattimento di Vergil. Ultime, ma non meno importanti, le sue provocazioni: senza dubbio le più caustiche del quartetto e con una bella, ma dolorosa chicca nel caso sblocchiate la taunt di livello EX.

Anche per i possessori dell'edizione PlayStation 4 del titolo, sarà possibile in futuro acquistare Vergil in forma di DLC, per utilizzarlo nelle missioni della storia e, ovviamente, il Palazzo di Sangue; purtroppo, però, tutte le altre feature di Devil May Cry 5 Special Edition rimarranno prerogativa dell'edizione next-gen per ragioni di potenza hardware.

La prima è la Modalità Turbo, che aumenta del 20% la velocità di gioco, rendendo l'esperienza ancor più frenetica; la seconda è la difficoltà Il Mitico Cavaliere Oscuro, che saturerà lo schermo con orde e orde di nemici da massacrare nelle maniere più stilose - letteralmente - mettendo alla prova anche i giocatori più abili grazie a un approccio al combattimento da reinventare del tutto.

Arriviamo quindi alle novità più succose: ci riferiamo, ovviamente, al ray tracing e ai vari setting grafici disponibili. Devil May Cry 5 Special Edition permette di attivare il ray tracing con una risoluzione 4K, a patto però di sacrificare la fluidità per un framerate dimezzato a 30fps; in alternativa, sarà possibile accontentarsi di un full HD e godersi il gioco a 60fps.

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La campagna di Vergil offre alcune cutscene inedite, anche se molto brevi.

Nel caso in cui la priorità fosse la responsibilità assoluta [cosa a cui ogni saggio giocatore di hack 'n slash dovrebbe puntare, N.d.R.] il ray tracing potrà essere del tutto disattivato, portando il software a ben 120fps e risoluzione di 1080p.

Chiaramente, il 4K e i 120fps richiedono uno schermo compatibile, mentre la modalità al massimo framerate verrà disattivata nel caso in cui si attivassero Modalità Turbo o Mitico Cavaliere Oscuro. La versione PlayStation 5 godrà anche dell'audio 3D e delle caratteristiche proprietarie del controller DualSense, con quindi grilletti aptici (perfetti per l'Exceed di Nero) e un particolare feeling dei colpi impossibile da replicare con l'originale vibrazione del DualShock 4. Dovendo muovere qualche critica va detto che la Modalità Foto del titolo è assai deludente, in quanto del tutto priva di feature basilari come anche il più semplice dei filtri, che in un titolo teatrale come Devil May Cry avrebbe permesso di creare veri e propri quadri.

Per quanto riguarda il ray tracing, il suo valore aggiunto si percepisce principalmente nelle missioni iniziali, la cui struttura urbana e piena di dettagli risulta assai arricchita in ogni aspetto della sua estetica, mentre perde buona parte del proprio valore nelle ben più vuote e spoglie mappe della seconda metà di gioco.

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Vergil è il giusto compromesso fra la tecnicità di Dante e l'approccio più istintivo di Nero.

Il ray tracing può arrivare a essere addirittura controproducente durante alcune boss fight, come quelle di Urizen, dove l'occhio, più che avere la sua parte, ne risulta accecato... fino a degenerare in latore di pura entropia nella modalità Mitico Cavaliere Oscuro, dove in alcune situazioni sarà semplicemente impossibile capire dove si trovi il proprio personaggio e cosa stia facendo.

Volendo esprimere un capriccio puramente personale, sarebbe stato fantastico vedere qualcosa di più dal punto di vista di Vergil, anche solo uno o due livelli esclusivi, magari le stesse zone del gioco base, ma attraversate in un momento antecedente o successivo a quello della campagna classica.

A parte questo, Devil May Cry 5 Special Edition è un acquisto consigliatissimo a chi conosce a menadito il titolo originale, nonché un'occasione semplicemente imperdibile per chi non ha ancora avuto possibilità di provare il gioco: con il suo comparto visivo eccezionale, accompagnato da un framerate granitico, è un ottimo apripista per l'imminente nona generazione videoludica.

Devil May Cry 5 Special Edition sarà disponibile al lancio delle console next-gen, ovvero il 10 novembre per Xbox Series X e S e il 12 novembre (19 novembre in Europa) per PlayStation 5. Il prezzo sarà di 39,99 Euro e inizialmente sarà disponibile solo in formato digitale, con un'edizione fisica prevista nei mesi successivi, mentre il solo DLC di Vergil verrà reso acquistabile in un futuro prossimo anche per i possessori di copie del gioco base della precedente generazione.

8 /10

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Riguardo l'autore

Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla Ŕ darle da mangiare, ma l'effetto Ŕ solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltÓ eternauta.

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