The Falconeer - recensione

Il falco va, senza catene... e spara pure!

Ammiriamo con tutto il cuore quei volenterosi e talentuosi sviluppatori che si imbarcano in avventure solitarie riuscendo a completare e pubblicare i loro sogni grazie all'aiuto di qualche publisher. Tale sinergia ha dato vita in passato ad uscite di eccellente livello e di successo, da Axiom Verge ad Undertale, passando ovviamente per Minecraft, Stardew Valley e, nel lontano passato, all'immortale Tetris.

The Falconeer porta la firma di Tomas Sala, olandese appassionato consumatore di videogiochi, creatore di numerose "esperienze interattive", co-fondatore della Little Chicken Game Company e ora autore a tutto tondo di un videogioco su cui Microsoft ha puntato con decisione, al punto da renderlo co-protagonista di eventi importanti e titolo di lancio esclusivo per le sue nuove console.

Sala si è occupato di tutto: scrittura, programmazione, direzione artistica, creazione dei livelli, animazioni e ha persino portato i cestini del pranzo... a sé stesso. L'unico elemento affidato "in esterna" è stata la colonna sonora e il sound design.

Quando ci giocherete (perché vi invitiamo fin da ora a farlo), non commettete l'errore di mettere The Falconeer a fianco di produzioni tripla A più recenti, è il modo giusto per ucciderlo ancora prima di averlo provato a fondo. Aprite bene gli occhi, ascoltate il battito del vostro cuore e buttatevi in picchiata proprio come farete spesso e volentieri quando sarete alla guida del falco da guerra protagonista del gameplay.

Siamo in presenza di uno shooter 3D incentrato su combattimenti aerei in stile dog-fight, nei quali controllerete un potente falco da guerra. L'ambientazione è affascinante: un regno chiamato Ursee contraddistinto da una miriade di isole che fluttuano su un enorme oceano. La sua storia vi verrà raccontata a piccole dosi, attraverso stralci di conversazione con una serie di personaggi secondari che senza pensarci due volte vi getteranno nella mischia di una violenta guerra a sfondo politico. Se ad un certo punto faticherete a mettere insieme i pezzi della trama non vi preoccupate, la lore di The Falconeer non era evidentemente in cima alle priorità del buon Tomas quando si è imbarcato nello sviluppo del gioco.

Molto più a fuoco sono le meccaniche di gameplay, che come detto poche righe fa ruotano intorno al controllo di un enorme falco da guerra, il cui controllo è incredibilmente intuitivo soprattutto per chi in passato abbia avuto a che fare con titoli come Star Fox o Crimson Skies (del quale vorremmo tanto un remake o un seguito... please!). I primi minuti sono ovviamente dedicati al tutorial, che vi aiuterà più che altro a capire come agganciare e colpire i bersagli, visto che per quasi tutta la durata del gioco avrete a che fare con target in continuo movimento e spesso di dimensioni piuttosto piccole.

Siamo comunque in presenza di un gioco di stampo arcade, quindi potete stare tranquilli: per gestire al meglio il vostro falco non avrete bisogno di manuali di avionica con mille parametri da tenere sotto controllo. L'unica cosa che dovrete sempre guardare è la barra blu in basso sullo schermo, che rappresenta la stamina del falco. Dovrete usarla per aumentare la sua velocità o per effettuare le manovre diversive (ma niente volo rovesciato "alla Maverick", ci dispiace), ma si scaricherà presto e per ricaricarla dovrete gettarvi in picchiata.

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Su PC il gioco mantiene una fluidità invidiabile, ancorata a 60 fps senza alcun tentennamento anche durante le battaglie.

Forse l'elemento più ostico da imparare è l'anticipo dei colpi. Difficilmente nel gioco vi troverete a seguire un bersaglio che rimanga fisso di fronte a voi, quindi dovrete fare fuoco mirando qualche metro più avanti. Inizialmente non è per niente facile e perdere l'orientamento tra una rotazione e una cabrata è assai facile.

Con un po' di pratica i risultati arriveranno e con loro la soddisfazione di aver abbattuto nugoli di nemici con un piccione troppo cresciuto e armato fino ai denti. Di tanto in tanto, nei frangenti più concitati delle battaglie si sente la mancanza di qualche effetto visivo di maggiore qualità e generosità. Tuttavia ricordiamo ancora una volta che stiamo parlando di un gioco sviluppato "in solitaria" dal quale pretendere troppo sarebbe davvero ingeneroso.

La campagna ha una struttura aperta, così come i livelli in cui è ambientata, e lascia al giocatore la possibilità di scegliere l'ordine con cui affrontare le prime missioni. Queste non brillano per originalità ma vengono rese un po' più avvincenti da una serie di obiettivi facoltativi che vi consigliamo di portare a termine per dare all'esperienza una ricchezza maggiore. Andandovene in giro scoprirete una serie di punti d'interesse delle mappe e molti di questi potranno essere usati come punto d'arrivo per i Fast Travel, particolarmente utili quando alla fine di una missione è spesso necessario tornare al punto di partenza.

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Volare al centro di una tempesta di fulmini o, più lentamente, incontro ad un tramonto: The Falconeer è anche questo.

Il livello di difficoltà sale con una curva abbastanza dolce ma, nella seconda metà del gioco, raggiunge livelli a volte piuttosto alti. A quel punto avrete quasi sicuramente assimilato al meglio tutte le meccaniche, ciononostante dovrete mantenere sempre alta la soglia di allerta perché il numero di nemici e la loro pericolosità aumenteranno non di poco e in più di un'occasione vi costringeranno a ripetere alcune missioni.

In vostro aiuto arriveranno i mercanti dislocati sulle mappe, dai quali potrete acquistare potenziamenti in grado di aumentare le difese e le potenzialità di attacco del vostro rapace. Per riuscire a scovarli, però, dovrete esplorare ogni angolo della mappa quindi di tanto in tanto vi farà bene prendervi una pausa dalla main quest per andarvene in giro alla ricerca di punti d'interesse.

Muoversi dalle rotte dettate dalla storia può essere piacevole anche solo per gustarsi i panorami offerti da The Falconeer, o magari per scattare qualche foto con l'immancabile modalità dedicata. Il gioco offre scorci estremamente suggestivi nonostante un poli-count non altissimo. Il lato artistico di questo titolo non punta sulla forza bruta di costruzioni iper-dettagliate ed effetti speciali stratosferici, ma su una visione di insieme quasi poetica e accostabile senza pericolo di balsfemia a giochi come Ico, Journey o il sottovalutatissimo Rime.

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Commercianti e armaioli vi permetteranno di potenziare non poco il vostro falco iniziale... purtroppo non a buon mercato.

Una critica va purtroppo mossa all'interfaccia di gioco che con settaggio standard risulta poco leggibile sia per quanto riguarda i caratteri dei dialoghi, sia per gli indicatori a schermo.

Dalle opzioni è possibile variare l'ordine di grandezza di questi elementi ma ciò va ad influire anche sull'ingombro dell'HUD che viene mozzato in alcune sue parti. Problemi tutto sommato minori, che per dovere di cronaca abbiamo dovuto segnalare ma che quasi sicuramente verranno corretti con una delle patch post-lancio.

Al netto di un quest design perfettibile e di una manciata di problemi tecnici, The Falconeer offre un'esperienza di gioco comunque affascinante che riporta alla mente alcuni grandi titoli del passato, aggiungendo però un suo suggestivo tocco personale. Non dimenticate inoltre che stiamo parlando di un titolo sviluppato da una sola persona, che ha ampi margini di miglioramento e di espansione. Non possiamo non consigliarvene l'acquisto, ma fatelo con il cuore aperto per poterlo apprezzare come merita.

The Falconeer è disponibile su Xbox Series X/S con modalità Smart Delivery. Chi ha acquistato il gioco su Xbox One (fisico o digitale) può passare alla versione next-gen senza costi aggiuntivi.

7 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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