Tales of Monkey Island

La rinascita di una leggenda.

Si chiama Guybrush Ulysses Threepwood, ed è stato compagno di infinite avventure nei meravigliosi pomeriggi della nostra adolescenza. Ha un nome impronunciabile, una comicità irresistibile, ed è un pirata. Anzi, parlando di videogiochi, è IL pirata. Se amate i videogiochi e avete qualche anno sulle spalle, avrete sicuramente già fatto la sua conoscenza. Il fatto è che Monkey Island, molto semplicemente, è uno dei più grandi capolavori di tutti i tempi. Ron Gilbert, Tim Schafer e Dave Grossman riuscirono, con la benedizione di LucasArts, a consolidare un genere videoludico capace di racchiudere magia, divertimento, avventura e mistero, condendo il tutto con un'ironia micidiale, capace da sola di sfidare il trascorrere del tempo.

Quando Telltale rivelò di avere un nuovo brand da annunciare all'E3 2009, in pochi si sarebbero aspettati un nuovo episodio della serie e di certo nessuno avrebbe scommesso su una release tanto vicina: Tales of Monkey Island uscirà infatti il prossimo 7 luglio (domani) e sarà composto da ben 5 episodi. Il nostro amato Guybrush si trova al momento dietro le quinte, in attesa che il sipario si apra per uno sfolgorante ritorno sulla scena. Per ingannare la pur breve attesa, abbiamo seguito i colleghi d'oltremanica per andare a fare quattro chiacchiere con David Grossman, che ci spiegherà per bene da cosa nasce questo inedito progetto e quali sono gli obiettivi che intendono raggiungere.

Eurogamer: Perché proprio Monkey Island, Dave? Come membro originario del vecchio team di LucasArts, hai avuto qualcosa a che fare con tale scelta?

Dave Grossman: Stranamente no, non ho fatto nulla. Ho avuto la possibilità di farmi i dentini con Monkey Island tanto tempo fa, ma per molti della compagnia non è stato così. Alcuni sentivano di non avere ancora finito e che avremmo potuto fare di più.

È qualcosa che abbiamo discusso parecchio in LucasArts, solo che adesso abbiamo fatto sul serio: le persone giuste si sono interessate al momento giusto da entrambe le parti.

Eurogamer: LucasArts è rimasta scaltramente seduta in attesa che vi deste da fare da soli per poi dare il via definitivo?

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Colori sgargianti e atmosfere da cartone animato: questo è Monkey Island!

Dave Grossman: Credo che ciò sia vero, ma devo anche dare il giusto merito a Darrell Rodriguez, il nuovo presidente di LucasArts. Penso sia stato stato personalmente un grande sostenitore di queste licenze. Non lo stanno facendo solo con Monkey Island, lo hanno fatto anche con Indiana Jones, introducendolo come contenuto sbloccabile nel nuovo episodio per Wii.

Eurogamer: Ci sono persone che non hanno giocato Monkey Island. Puoi spiegarci la sua magia?

Dave Grossman: Beh, Monkey Island è un'incantevole e divertente serie di giochi sui pirati. In poche parole, questo è tutto. Cos'altro vi serve?

L'inspirazione venne da un giro su I Pirati dei Caraibi a Disneyland [attrazione da cui fu poi ricavato il film con Johnny Deep NdEldacar]. Ron Gilbert si domandò: "Come sarebbe se si potesse fermare la corsa e incontrare questi personaggi?" E così iniziò tutto.

Sono moltissimi i momenti divertenti, ma l'arco narrativo dei capitoli è generalmente basato su elementi abbastanza seri. The Secret of Monkey Island racconta la storia di un giovane che sta provando a realizzare il sogno della sua vita e incontra l'amore lungo il cammino. Non c'è nulla di intrinsecamente divertente al riguardo. E io credo che la comunione di queste due cose, le storie serie e l'umorismo frequente, abbiano dato vita a qualcosa di veramente speciale.

Eurogamer: Hai menzionato Ron Gilbert che, assieme a Tim Schafer, ebbe un ruolo chiave nella serie di Monkey Island. Cosa pensano di questo nuovo gioco? Stanno contribuendo in qualche modo?

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Non metterti nelle mani di quella dannata scimmia Guybrush!

Dave Grossman: Ron lo ha fatto. Non appena mi è stato possibile dirlo a tutti gli ho telefonato, perchè so bene quanto significhi la serie per lui e perché era stato alla guida dei primi giochi. Lui chiese: "Posso venire li a discuterne con te?" E io risposi qualcosa come: "Grande! È la cosa migliore che tu possa fare!"

Così venne da noi e passo alcuni giorni sciorinando le sue idee. Affidammo a lui la storia, e lui fece svariati commenti sul modo in cui avevamo tratteggiato Elaine nella prima bozza, così facemmo le dovute modifiche e la sua impronta è rimasta. Poi dovette tornare al suo lavoro di diretore creativo in Hothead, dove sta sviluppando il suo gioco, Deathspank, che sembra anche parecchio fico. Ma ha comunque messo sul piatto i suoi due centesimi.

Non chiamai anche Tim perché, avendo coinvolto Ron ci sarebbero stati dei problemi, ci sono un sacco di problematiche legali in queste cose. Dovendo scegliere uno di loro, ho deciso di chiamare Ron.

Eurogamer: Che genere di problemi legali?

Dave Grossman: Beh, è impiegato a tempo pieno presso un altro studio, e ci sono sempre dei casini nel prendere in prestito altri cervelli.

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