Wolfenstein: The New Order - prova

I nazisti sono tornati dalla Luna!

MachineGames ha presentato Wolfenstein: The New Order, il nuovo tentativo da parte di Bethesda di rivitalizzare la serie di id Software.

Londra - Rigenerare a distanza di venti anni la serie che ha definitivamente sdoganato gli sparatutto in prima persona non è un compito semplice, soprattutto considerando i tanti alti e bassi che Wolfenstein e id Software hanno visto dal 1992 ad oggi.

Va però detto che, nonostante sia ufficialmente il loro primo videogioco, i MachineGames sono uno studio sufficientemente esperto e talentuoso da poter prendere in consegna senza troppi affanni il progetto. Lo sviluppatore di Uppsala è infatti formato da veterani dell'industria che con The Darkness e The Chronicles of Riddick hanno già dimostrato di saper creare degli FPS di qualità.

Con Wolfenstein: The New Order gli sviluppatori di MachineGames vogliono provare a ripartire da quello che riesce loro meglio, ovvero creare uno sparatutto con forti elementi di avventura, questa volta però infarcito di nazisti in onore alla serie. È il 1960, i tedeschi hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale ed esportato nel mondo il loro regime e la loro folle ma futuristica tecnologia. I nazisti dominano col pugno di ferro tutto il pianeta, coadiuvati da cani robot, enormi droni da combattimento e dagli immancabili dirigibili.

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Il livello di dettaglio è davvero elevato, non rinunciando comunque ai 60 frame per secondo.

Nei panni di B.J. Blazkowicz, lo storico protagonista della serie, sarete nuovamente impegnati a rispedire a calci nel sedere i nazisti sulla Luna. Nonostante una direzione artistica piuttosto cupa e alcune scene piuttosto crude, infatti, il taglio dato da MachineGames al gioco è leggero e cinematografico, molto simile a quello di un film action anni '80 e '90. B.J. Blazkowicz è un eroe tutto di un pezzo, che non perde mai l'occasione di fare una battuta sulle macerie fumanti degli avversari, esattamente come Bruce Willis ne L'ultimo Boyscout o Kurt Russel in Grosso Guaio a Chinatown. Una sorta di Duke Nukem ante litteram, anche se con meno ironia e carisma del protagonista di 3D Realms.

"Nei panni di B.J. Blazkowicz sarete nuovamente impegnati a rispedire a calci nel sedere i nazisti sulla Luna"

Anche gli altri personaggi di contorno sono piuttosto grotteschi nella loro caratterizzazione. In una delle fasi narrative mostrate, infatti, abbiamo fatto la conoscenza di un'attempata matrona nazista e del suo boytoy Bubi, un bellimbusto con poco cervello e una risata davvero ebete. Questo incontro ravvicinato del peggiore tipo stava per far saltare la missione in incognito di Blazkowicz, intento nell'infiltrarsi tra le fila naziste facendo finta di essere un soldato qualunque a bordo di un treno del regime.

La prestanza fisica del protagonista è però saltata immediatamente all'occhio dell'insaziabile matrona, che ha voluto fare la sua conoscenza. Con la scusa di farsi servire un caffè ha irretito il Blazkowicz, facendolo sedere di fronte a sé sottoponendolo a tradimento ad una sorta di test psicologico. In base alle risposte date, la megera reagirà in modo violento o scoprendo nell'americano, a suo modo di vedere ovviamente, quel rigore morale e fisico tipico di un buon nazista. Superato non senza qualche attimo di tensione il test, Blazkowicz torna nel suo scompartimento dove incontra la coprotagonista femminile, che impareremo a conoscere col proseguire della storia.

La seconda parte della demo era invece incentrata sull'azione senza fronzoli che è possibile trovare in Wolfenstein: The New Order, esattamente come si aspettano i fan della serie. Come shooter, infatti, il prodotto di MachineGames è piuttosto classico e fonda il divertimento più sulla fantasia delle bocche da fuoco utilizzate e sulla velocità degli scontri, piuttosto che sulla complessità del level design o sulla varietà dei nemici. I livelli sono suddivisi nel modo tradizionale, con corridoi piuttosto lineari che si alternano ad arene più ampie, dove gli avvresari avranno maggior spazio per tentare di aggirarci e noi dovremo cambiare velocemente copertura per sfuggire alle sgradite attenzioni di qualche boss di fine livello.

"Come shooter, il prodotto di MachineGames è piuttosto classico"

Durante la nostra prova ne abbiamo incontrati tre: il primo era una sorta di gigantesco segugio meccanico che ci dava la caccia tra le rovine di un palazzo appena crollato. Per liberarci si è rivelato sufficiente trovare il giusto percorso tra le macerie in modo da avviare delle brevi sequenze filmate, durante le quali dei detriti crollavano addosso al "cucciolotto" mettendolo fuori uso.

Il secondo boss era una sorta di gigantesco robot messo a guardia dell'ingresso del planetario. Per abbatterlo è stato necessario prima fargli saltare la copertura d'acciaio che proteggeva l'unico occhio e in seguito concentrare il fuoco sulla parte esposta.

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La fanteria meccanizzata nazista andrà giù nello stesso modo di quella senza innesti cybernetici.

L'ultimo ed enorme boss era a guardia di alcuni elicotteri corazzati. Si trattava senza dubbio del fratello maggiore del precedente nemico, data la chiara somiglianza strutturale, ma condita da delle dimensioni, una resistenza e potenza di fuoco persino superiori. Abbiamo provato ad abbatterlo in due modi differenti, dapprima utilizzando le normali armi (un'impresa lunga e faticosa), poi concentrando il fuoco dalle postazioni fisse sui velivoli, avendone la meglio in pochi secondi.

"La rigenerazione della salute avviene tramite medipack ma c'è anche una sorta di rigenerazione automatica"

Durante questi scontri le ingenti proporzioni dei vari boss non consentivano loro di spostarsi agevolmente per i livelli, consentendoci di tentare diversi approcci meno dinamici ma più remunerativi. Rimanendo nascosti lontano dalla loro vista e attaccandoli alle spalle, infatti, siamo spesso riusciti ad avere le meglio di questi giganti, con un minimo dispendio di energia e munizioni. In generale l'intelligenza artificiale non è sembrata particolarmente aggressiva e scaltra, lasciando sperare in un'ulteriore perfezionamento da qui all'uscita del gioco.

La rigenerazione della salute avviene tramite medipack, da recuperare dai cadaveri dei nemici assieme a degli scudi supplementari. Un sistema molto classico, non fosse che vi è anche una sorta di rigenerazione automatica che in condizioni di normalità arrotonderà la vostra salute al quinto superiore (20%, 40%...).

Per variare un po' il ritmo di gioco gli sviluppatori hanno inserito alcune fasi maggiormente platform con un accenno di puzzle solving. Tali piccoli enigmi sono incentrati sull'utilizzo di una sorta di saldatore, grazie al quale sbloccare alcuni passaggi o aprire alcune casse disseminate per i livelli. Per esempio, in cima al planetario abbiamo dovuto far saltare la catena che sorreggeva un satellite, in modo che quest'ultimo, crollando, creasse un ponte che univa la nostra posizione con un camminamento laterale apparentemente irraggiungibile. Poco oltre, invece, abbiamo dovuto far saltare le ganasce che bloccavano un ascensore per sfruttare il suo contrappeso e venire trasportati ai piani superiori.

"Un'altra novità rispetto alla formula classica è la possibilità di sporgersi da dietro un oggetto, come in Killzone"

Un'altra novità rispetto alla formula classica di Wolfenstein è la possibilità di sporgersi da dietro un oggetto, una meccanica simile a quella vista in Killzone. Questo consente di sfruttare maggiormente le coperture, oltre che di prolungare il tempo di utilizzo delle postazioni fisse, dato che si potrà sfruttare la mitragliatrice come riparo.

Dal punto di vista grafico si può sottolineare un buon uso dell'id Tech 5. Wolfenstein: The New Order scorrerà a 60 frame per secondo non rinunciando ad un impatto estetico di tutto rispetto, sia per via di un buon design dei personaggi e delle ambientazioni, sia per lo stile caricaturale di tutto il gioco, ottenuto grazie ad uno cel shading piuttosto simile a quello utilizzato in The Darkness II. In alcuni livelli le coperture potranno essere fatte a pezzi dai vostri colpi: non sarà la distruttibilità di Red Faction: Guerrilla, ma è pur sempre un'aggiunta gradita. Ottima anche la scelta di realizzare le cut-scene in stile 24, il celebre telefilm avente come protagonista Jack Bauer, con diverse sequenze filmate che andranno a sovrapporsi in un mosaico dinamico.

Wolfenstein: The New Order parla già Italiano nel trailer di presentazione.

Per quanto riguarda la longevità possiamo dirvi che gli sviluppatori stanno concentrando le loro risorse unicamente nella modalità in singolo giocatore, dato che non hanno intenzione di sviluppare un multiplayer accessorio, tanto per fare massa.

"John Carmack ha dato una mano ai MachineGames a prendere confidenza con l'id Tech 5"

Alla fine della presentazione sono state condivise alcune curiosità: la prima è che John Carmack, storico fondatore di id Software, ha dato il suo benestare al progetto in fase di stesura dello script. Non solo, ma Carmack ha in seguito dato una mano ai MachineGames a prendere confidenza con l'id Tech 5. La seconda curiosità è che in Wolfenstein: The New Order, con ogni probabilità si utilizzeranno prima o poi anche dei mech. Pete Hines, Vice Presidente di Bethesda, ha infatti chiosato su un'esplicita domanda da parte di un collega, lasciando intendere che stanno valutando seriamente la possibilità di inserire una fase di gioco simile.

È ancora troppo presto per esprimere un giudizio su Wolfenstein: The New Order. Alla sua prima uscita, infatti, il prodotto di Bethesda ha esposto in maniera piuttosto estensiva le sue qualità di shoooter, mentre ha solo mostrato fugacemente i suoi elementi adventure. Se il portfolio di MachineGames indica qualcosa, è che nei giochi dello sviluppatore svedese quest'ultima parte sarà centrale per il successo di tutta l'opera. L'appuntamento per scoprire nuovi segreti del gioco è dunque fissato all'E3, dove probabilmente gli sviluppatori mostreranno alcune novità, anche perché Wolfenstein: The New Order uscirà entro la fine dell'anno su PC, PS3, PS4, Xbox One e Xbox 360.

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