Dead Space 2: il multiplayer

La sfida tra Umani e Necromorfi è online.

Nello spazio possono sentirvi urlare! Eccome se vi possono sentire, soprattutto se siete dotati di una connessione a Internet e avete intenzione di avventurarvi nelle profondità del mondo necromorfo di Dead Space 2.

Come i più attenti tra voi avranno notato in occasione della recensione del titolone di EA, il multiplayer non era stato volutamente approfondito. Una scelta questa dovuta ai server scarsamente popolati che quasi sempre caratterizzano i giorni immediatamente a ridosso della pubblicazione di un gioco, periodo in cui le nostre console debug invece lavorano a pieno ritmo.

Ecco quindi la decisione di approfondire la questione con un articolo a posteriori, volto a esplorare le effettive potenzialità dell'online, di cui peraltro non c'era traccia nel primo Dead Space.

Com'era lecito attendersi Visceral Games è andata nella direzione che il buonsenso le ha suggerito, prendendo gli elementi di base che caratterizzano maggiormente il gameplay di questo action horror e trasponendoli in una modalità multigiocatore ad alta tensione.

Il risultato è una modalità cooperativa a squadre che vede cinque umani affrontare altrettanti alieni in ambientazioni dedicate, cercando di portare a termine obbiettivi ispirati alle vicende vissute da Isaac Clarke.

Attivazione di capsule di salvataggio, recupero di dati, distruzione di un manufatto alieno e altri obiettivi analoghi, caratterizzano l'azione della squadra di umani che dovranno cooperare al meglio per salvare la ghirba in ogni scenario.

Le mappe a disposizione sono solo cinque ma propongono interessanti spunti di riflessione per quanto riguarda il movimento sincronizzato e i luoghi in cui nascondersi per tendere letali imboscate.

L'obbiettivo ultimo di ogni giocatore è la vittoria del doppio round che affronterà per ogni mappa: ogni squadra infatti si cimenta nella la stessa missione prima nelle vesti degli umani e quindi dei necromorfi.

Una volta terminata la carneficina, il punteggio comparato delle performance di ogni giocatore permetterà di salire di livello e di sbloccare numerosi bonus che, col passare del tempo, contribuiranno ad aumentare la sua letalità con entrambe le fazioni.

Come potete apprezzare nel filmato qui sotto, giocare nei panni degli umani è un'esperienza che richiama molto da vicino quanto sperimentato in solitario: conformazione delle mappe, scarsità di munizioni, oscurità e velocità di respawn dei nostri avversari alieni, bilanciano molto bene la potenza di fuoco di cui disporrete fin dall'inizio.

A cambiare completamente l'approccio del single player, tuttavia, pensa il ristretto tempo limite imposto ai giocatori. Una scelta di fondo di EA che obbliga la squadra di ricognizione a rischiare irruzioni e assalti verso obbiettivi sensibili anche quando il buonsenso e una fifa maledetta suggerirebbero maggiore cautela.

Ogni partita nelle vesti degli umani è quindi una corsa contro il tempo che impedisce un approccio tattico e ragionato alla ripulitura delle stanze. Un espediente questo efficace sul fronte del divertimento per via della tensione che mette addosso al giocatore, che però finisce per precludere ogni azione pianificata attraverso la chat vocale che potrebbe aggiungere innumerevoli elementi tattici al gameplay dell'una e dell'altra fazione.

A parte questo, le missioni cooperative nei panni degli umani sono abbastanza godibili e divertenti: soprattutto, una volta giunti ad alti livelli di esperienza, si dispone di un armamento estremamente letale e in grado di garantire un'effettiva superiorità di fuoco nei confronti delle orde aliene, che regalerà soddisfazioni nelle situazioni più ingarbugliate.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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