Ci siamo quasi. L'inverno è alle porte e una bianca coltre di neve sta per fare il suo emozionante ingresso nella più fredda stagione dell'anno.

Per molti di noi significherà al massimo più tempo in casa, sessioni di gioco più lunghe e dolciumi ipercalorici da consumare al suono di campanelle, in attesa che il rosso Babbo ci porti i doni che abbiamo sperato. Niente male!

Per altri invece male lo è: quelli per cui la neve non è altro che una pista su cui sfrecciare alla massima velocità sciando su tavole affilate, o la scusa per scalare le montagne per poi buttarsi giù salvati da un parapendio o da una tuta alare. E in Steep, titolo di Ubisoft Annecy, la neve non si scioglie mai, neanche d'estate. Anzi, aumenta mese dopo mese, DLC dopo DLC.

Ne abbiamo recensiti diversi e ormai dovreste conoscere impostazione e caratura del titolo, ma val bene fare un piccolo recap. Troppo tecnico per essere il nuovo SSX, troppo arcade per essere l'equivalente montano di Skate (entrambi titoli EA, curioso), il "primo" Steep non ci aveva fatto gridare al miracolo.

Nel tempo però Ubisoft ha sfruttato la sua ormai sapiente gestione dei titoli sul lungo termine, aggiungendo sempre più contenuti e sommergendo alcuni difetti di design sotto una valanga di cose da fare. Di sicuro oggi Steep garantisce un'offerta più completa e questa nuova espansione dedicata agli X Games, le celebri competizioni di sport estremi in formato festival, porta la seggiovia ancora più in alto.

Li abbiamo visti apparire in versione videoludica diverse volte negli anni scorsi, ricordiamo anche in Dirt di Codemasters, con Ken Block a fare da mattatore. Misti alla neve, gli X Games hanno tutt'altro approccio rispetto alle gymkhane e ai polverosi sterrati, ma l'atmosfera spettacolare è sempre la stessa: luci, musica e sballo sono ovunque, anche in Steep, che riesce a replicarla molto bene.

Sicuramente in questa veste il titolo dà spazio alla sua anima più folle ed estrema, che contrasta nettamente con quella più seria protagonista del DLC precedente, dedicato alle Olimpiadi invernali di PyeongChang.

Riflettendoci oggi, sembra che solo adesso Steep sia sbocciato e abbia assunto la sua forma finale e completa. Il design del gameplay che appariva poco coraggioso nel prendere la direzione simulativa o arcade, dopo due anni ne ha per tutti, accontentando sia i gusti di chi vuole roteare in aria di migliaia di gradi, sia di chi vuole esprimere tecnica sopraffina nell'attraversare bandierine rosse e blu.

1
Il gameplay non troppo profondo limita anche questa espansione, ma il divertimento c'è.

Sia chiaro però che non arriva fino in fondo in entrambi i casi, e strizza sempre un po' di più l'occhio alla controparte più irrealistica, fatta di evoluzioni e salti quasi impossibili e continui incidenti mortali che poi tanto male non fanno.

Con gli X Games è il momento giusto per dare sfogo alla voglia di chiudere trick volando da un half pipe all'altro. Nuove competizioni infatti aprono le porte e includono anche nuovi elementi di gameplay. Nello Slopestyle, per esempio, è il momento di grindare sui muretti sparsi per tutta la discesa, inanellando combo e moltiplicando i punti, mentre nell'half pipe, che non ha certo bisogno di presentazioni anche se qui viene chiamato Super pipe, ci si può sbizzarrire con più creatività ed impressionare il pubblico. Il Big Air, infine, ricorda quello già visto nell'espansione firmata dai cinque cerchi olimpionici, ed è una sfida one shot per chiudere l'acrobazia migliore di tutte.

Negli altri episodi sono state aggiunte nuove discipline e modi di affrontare la montagna, ma non è questo il caso, stavolta. Questo DLC si concentra su sfide su Snowboard e Sci, in modo simile a Road to the Olympics. Terminata la competizione si sbloccano le sfide per competere in multiplayer online e il divertimento continua, dimostrando che Ubisoft Annecy, almeno per quanto riguarda la creatività nel proporre nuove modalità, può dire la sua senza timore.

2
Lo Slopestyle fa il suo ritorno dopo le Olimpiadi, ed è subito grinding. Nel Superpipe invece potete sbizzarrirvi.

Nella versione inviataci per la review erano inclusi anche i contenuti in esclusiva temporale dell'X Game Pass, ovvero la disciplina Rocket Wings e il filtro dedicato agli anni 90'. Il primo è una variante della vecchia tuta alare: sì, ci hanno letteralmente attaccato dei razzi e la velocità diventa supersonica. Il filtro anni 90' modifica visuale ed effetti grafici per ottenere un risultato da vecchia televisione, che ben si addice ai costumi più matti di Steep.

Il fulcro però sono gli X Games, che non sono certo lunghi quanto tutto il resto dell'avventura, ma sapranno tenerci impegnati per qualche ora in single player, per poi darci libertà assoluta nella scelta delle sfide da soli o in compagnia.

È infatti nelle sfide contro CPU e amici che le cose diventano più interessanti. Battere i punteggi avversari non è roba facile e finalmente si raggiunge quel livello di sfida che mancava nelle scorse espansioni. Per tutte le discipline ci sono varianti che portano la difficoltà un gradino più alto, adatto a chi ha già passato tanto tempo sulle montagne alpine e quelle dell'Alaska, smaliziati con i comandi ed esperti nei trick. È qui che va evidenziata però la mancanza di coraggio di Ubisoft Annecy di cambiare le carte in tavola, ancora una volta dopo gli scorsi contenuti aggiuntivi.

3
Ogni sfida è confezionata ad arte, come Ubisoft Annecy ha dimostrato di saper fare già in passato. La direzione artistica è di alto livello.

Neanche in questo caso si è spinto fino in fondo per dare al gameplay un'impronta netta: come le Olimpiadi erano sfavorite da una profondità limitata, gli X Games non sono così divertenti come avrebbero potuto essere con un sistema di trick più esplosivo e veloce. Questo non lo rende perfetto, ma tutto sommato resta un'estensione di Steep che chiude il cerchio dell'offerta.

Prepariamoci dunque ad affrontare di nuovo la neve, il freddo e le discese, e stavolta anche i riflettori degli X Games. Con un'ottima mossa, Ubisoft Annecy prepara Steep alla sua stagione con un contenuto fresco (è il caso di dirlo) e divertente, che pur evidenziando i limiti della struttura originale, saprà convincervi a staccare il biglietto per questo grande evento.

8 /10

Riguardo l'autore

Michele Sollazzo

Michele Sollazzo

Redattore

Provenendo dalla leggendaria regione del Molise, non poteva fare a meno di vivere avventure in mondi virtuali. Dopo un'infanzia vissuta tra gli arcade dei bar diventa adulto firmando petizioni per far uscire Shenmue 3. Ora è passato a Outcast 2.