I giochi dell'anno: Animal Crossing New Horizons

Stefania ci spiega il valore della vicinanza ai tempi della pandemia.

Questo 2020 è stato particolarmente ricco dal punto di vista videoludico. Alcuni titoli sono stati colmi di enigmi, di storie emozionanti o di decisioni da prendere; altri, invece, mi hanno permesso semplicemente di rivalutare l'importanza della semplicità. Tra mondi fantasy e realtà post-apocalittiche, ho anche trascorso diverse ore su un'isola deserta dai colori cristallini.

Ebbene, in questi mesi così travagliati e provati dalla pandemia, Animal Crossing: New Horizons ha giocato un ruolo fondamentale. Credo sia tra i migliori giochi di quest'anno perché, inconsapevolmente, ha preso per mano chiunque avesse bisogno di una fuga virtuale da una realtà quasi claustrofobica.

Poco importa che possa sembrare un gioco infantile, perché è capace di far riscoprire l'importanza della semplicità, come prendersi cura della propria isola o aiutare gli abitanti a riconciliarsi dopo un litigio: i piccoli gesti ludici si sono trasformati in una simbolica boccata d'aria fresca.

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La pura semplicità sposa un comparto grafico dalle colorazioni davvero piacevoli.

Animal Crossing, come molti altri titoli, ci ha anche fatto sentire un po' più vicini, plasmando la lontananza asfissiante in un dolce incontro virtuale. In questo modo, infatti, ho potuto trascorrere dei piacevoli momenti con le persone a me care che, come tutti, sono purtroppo costrette a restare nelle loro case.

Il rapporto emotivo con la pandemia è tra le motivazioni principali di questa scelta editoriale ma, oltre ad avere un effetto calmante in generale, Animal Crossing è comunque un titolo in costante aggiornamento. Dal punto di vista tecnico il gioco gode di innumerevoli attività da svolgere, eventi da provare e decorazioni da personalizzare. È un gioco supportato egregiamente e che, senza alcuna pretesa, ha avvicinato grandi e piccini azzerando ogni tipo di distinzione sociale.

Insomma, Animal Crossing: New Horizons ha lavorato sulle mie insicurezze e le ha plasmate con estrema dolcezza, facendomi ripartire con più grinta. È una scelta personale e intima ma sono convinta di non essere l'unica a condividere queste emozioni. Chi ha letto i miei articoli, probabilmente, ha capito quanto l'aspetto psicologico nei videogiochi sia importante per me. Animal Crossing è quel tenero abbraccio virtuale che non sconfigge le fragilità altrui, bensì le accoglie con amore al momento del bisogno.

Vorrei approfittare di questo articolo per conoscere il vostro punto di vista: quanto sono importanti i videogiochi dal lato emotivo? E soprattutto, in che modo vi hanno aiutato durante la pandemia?

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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