Dark Souls 2: Scholar of the First Sin - analisi comparativa

L'edizione definitiva? Ecco la versione DirectX 11 per PC confrontata con quelle console.  

La versione PC di Dark Souls 2: Scholar of the First Sin è un curioso upgrade il cui prezzo va su Steam dai 24,99€ per l'aggiornamento ai 39,99€ se acquistato standalone. Dopo aver visto PlayStation 4 e Xbox One prodursi in due versioni identiche del gioco, pur con un vantaggio della piattaforma di Sony nelle prestazioni, questa edizione DirectX 11 per PC vanta alcuni punti di forza unici. È però un miglioramento sufficiente rispetto all'edizione originale DirectX 9 per giustificare la spesa?

Come le versioni current-gen, Scholar of the First Sin fa uso di un'illuminazione a più alto contrasto, e sorprendentemente non ci sono opzioni nel menu grafico per tornare al vecchio sistema DirectX 9. Fortunatamente l'estetica più vivida fa sembrare il Dark Souls 2 originale molto più blando in confronto. Ciò si estende agli effetti, con nebbia volumetrica e trasparenze che ora producono della luce che influenza l'area circostante.

I cambiamenti alle opzioni grafiche PC sono minimi, ma ci sono tre impostazioni per l'occlusione ambientale. Il metodo della versione PC originale è ora quello meno elaborato e produce lo stesso effetto di dithering delle console last-gen. L'opzione nel mezzo aumenta spessore e diffusione dell'effetto, un miglioramento facile da cogliere a prima vista. La soluzione più elaborata produce un cambiamento meno vistoso, ma a un attento esame l'ombreggiatura dietro agli oggetti viene ulteriormente espansa. Visto che secondo noi l'originale su PC difettava da questo punto di vista, è bello poter usufruire di opzioni migliori.

In confronto al metodo usato nella versione DirectX 9, è un chiaro miglioramento che elimina lo sfarfallio sotto l'erba e migliora la percezione della profondità attorno ai personaggi. Le ombre su PS4 e Xbox One non corrispondono a nessuna di queste tre opzioni: entrambe le edizioni console utilizzano una forma più intensa dell'effetto, comunque più vicina, tra i tre, all'impostazione più alta disponibile su PC.

Dark Souls 2: Scholar of the First Sin a confronto in tempo reale su PlayStation 4 e PC, fatto girare su quest'ultimo a 3840x2160 con downscaling. Usate la risoluzione full HD e la visualizzazione a schermo intero per la migliore esperienza.

A parte questo, il resto di Drangleic resta uguale in termini di tecnologia di base. Le distanze di visualizzazione sono identiche tra DirectX 9 e 11, anche se dal video di confronto più in basso è evidente che le console utilizzano dei parametri LOD più restrittivi. Ciò produce un po' di pop-in extra su muri di mattoni e dettagli rocciosi nella Via di Passaggio. È comunque un piccolo difetto, molto sottile su tutte le piattaforme.

In linea con PS4 e Xbox One, vediamo delle migliorie anche nel motion blur per oggetto, con un numero di campioni essenzialmente doppio preso da un oggetto in movimento per produrre una sequenza più fluida durante gli intermezzi. Negli altri casi, con le versioni PC a impostazioni massime, abbiamo rilevato valori identici in fatto di risoluzione delle ombre, complessità dei modelli, texture, e anche qualità degli shader dell'acqua. La versione DirectX 11 è quindi migliore, ma quasi solo per l'illuminazione superiore. Detto ciò, il GeDoSaTo mod, un programma specializzato nell'aggiungere effetti post-process ai titoli PC (in particolare Dark Souls 2) offre interessanti possibilità con la versione originale del gioco. Come esperimento abbiamo incluso i risultati nella galleria di immagini comparativa più in basso, e il livello di personalizzazione è impressionante.

La funzione principale di GeDoSaTo è la capacità di renderizzare i giochi DirectX 9 a qualsiasi risoluzione ed effettuare il downscaling per migliorare la qualità dell'immagine. Ad esempio, con il miglior metodo di downscaling Lancsoz, il nostro i7-3770K con 16GB RAM e GTX 780 Ti riesce a downscalare facilmente da una risoluzione di 3840x2160 (4K) a 1920x1080. A differenza di quanto accade con l'FXAA utilizzato dal gioco, lo sfarfallio temporale sull'erba e il leggero aliasing sui ponti vengono eliminati completamente con questo metodo. Il risultato è pulito e nitido, e la macchina descritta riesce a mantenere i 60fps.

Purtroppo, far girare gli altri mod di GeDoSaTo in contemporanea è troppo anche per una macchina di fascia alta come questa. La profondità di campo gaussiana funziona bene in combinazione con i 4K, ma passare all'effetto bokeh fa calare il frame-rate a 50fps. Aggiungendo l'occlusione ambientale migliore tra quelle disponibili, HDR e bloom, si arriva a 40fps. In compenso, è possibile passare a 2560x1440 come risoluzione interna e ottenere un'ottima qualità dell'immagine, mantenendo anche i 60fps con tutti gli effetti accessori.

PlayStation 4PCPC (DirectX 9)PC (DirectX 9 with GeDoSaTo)
Scholar of the First Sin su PC vanta distanze di visualizzazione migliori di quelle offerte da PS4, come si può vedere dai mattoni dell'edificio sullo sfondo. Tutte le immagini PC di questi confronti sono acquisite dopo un downscaling da 3840x2160, che elimina i difetti meglio del filtro FXAA utilizzato su PS4.
PlayStation 4PCPC (DirectX 9)PC (DirectX 9 with GeDoSaTo)
L'occlusione ambientale screen-space (SSAO) è migliore nell'edizione PC DirectX 11. Qui vediamo all'opera il miglior effetto disponibile tra i tre, che produce un forte effetto di vignettatura attorno ai bordi delle rocce rispetto all'originale DirectX 9.
PlayStation 4PCPC (DirectX 9)PC (DirectX 9 with GeDoSaTo)
La qualità delle texture è la stessa su PC e PS4. La migliore illuminazione di Scholar of the First Sin ne aumenta il contrasto rispetto alla versione originale del gioco.
PlayStation 4PCPC (DirectX 9)PC (DirectX 9 with GeDoSaTo)
L'illuminazione è molto migliore in Scholar of the First Sin su PC, che propone le proprietà aggiuntive della luce a effetti alpha e nebbia come su PS4. La versione DirectX 9 in confronto è più piatta, anche se il GeDoSaTo aggiunge degli effetti post-process come l'HDR.
PlayStation 4PCPC (DirectX 9)PC (DirectX 9 with GeDoSaTo)
La qualità delle ombre è identica in tutte e tre le versioni, mentre i raggi crepuscolari sono più marcati in Scholar of the First Sin.
PlayStation 4PCPC (DirectX 9)PC (DirectX 9 with GeDoSaTo)
Il mod GeDoSaTo aggiunge un effetto di radianza agli elementi illuminati come falò e riflessi delle armature, un buon extra che manca nel prodotto ufficiale. Ottima anche l'opzione SweetFX per l'HDR, che però necessita di calibrazione manuale per evitare che l'immagine risulti troppo scurita.

È un'eccitante variante della versione DirectX 9, ma c'è da dire che modificare Dark Souls 2 in questo modo richiede una macchina di buon livello. Purtroppo questo mod non supporta al momento le DirectX 11, le cui funzioni post-process non sono quindi utilizzabili in Scholar of the First Sin. Fortunatamente, la modalità DSR (dynamic super resolution) di Nvidia offre un'opzione di downscaling simile che ci permette di fruire di un'immagine downscalata dai 4K sulla nostra GTX 780 Ti. Proprio come il mod, questa funzione permette di usare risoluzioni maggiori su qualsiasi titolo, ma stavolta a prescindere dalla versione Direct X utilizzata. E Dark Souls 2 nella sua versione DirectX 11 lascia libera una potenza di calcolo sufficiente su questa GPU per supportare i 4K a 60fps.

Ma le GPU più economiche? Effettuare il downscaling da 4K su una scheda come la R7 260X di AMD è fuori questione, visto che le prestazioni scendono sotto i 30fps. Utilizzare le impostazioni massime a 1080p è però possibile. Gli unici cali corrispondono a 45fps quando si riposa a un falò, e 35fps durante l'attraversamento dei portali di nebbia. Per quanto riguarda il gameplay, durante tutti i combattimenti il frame-rate resta a 60fps, anche quando si è circondati da 13 o più cavalieri nella Foresta dei Giganti Caduti.

La 260X rende sorprendentemente bene, anche se soffre di cali meno marcati nella versione DirectX 9. Il valore più basso è di 40fps quando si attraversano le porte di nebbia nella Via di Passaggio. Viste le proprietà aggiuntive di illuminazione degli effetti nell'edizione DirectX 11, è chiaro che la loro renderizzazione su GPU di fascia inferiore sia più problematica, ma mai abbastanza da distrarre. Un'eccezione è l'introduzione del boss Ultimo Gigante, che vede la 260X oscillare su 40-60fps in entrambe le versioni, ma in maniera più accentuata sulla più recente. Su un totale di 2.140 fotogrammi renderizzati con sincronia verticale e limite a 60fps, la versione originale ne perde solo il 10,4%, contro i 17,4% di Scholar of the First Sin. Fortunatamente, entrambe le edizioni girano a 60fps dopo la ripresa del gameplay.

Scholar_Comp1
Le GPU di fascia bassa come la AMD R7 260X possono mantenere 60fps durante il gameplay con impostazioni massime e risoluzione 1920x1080. Quest'intermezzo con l'Ultimo Gigante mette però sotto sforzo la GPU più del solito in entrambe le edizioni, con quella DirectX 9 avvantaggiata dal punto di vista del frame-rate.

Anche le offerte più economiche di Nvidia reggono bene. La GTX 750 Ti soffre di cali simili a quelli della scheda AMD in corrispondenza dei passaggi di nebbia, ma riesce a mantenere generalmente bene i 60fps nei pressi dei falò. Tutto ciò indica una versione DirectX 11 ben scalabile e ottimizzata per una serie di GPU come l'originale, nonostante gli effetti aggiuntivi causino inconvenienti maggiori nelle prestazioni. È piacevole vedere che il maggior numero di nemici non mette troppo in difficoltà neanche le schede meno costose, e che solo gli intermezzi che precedono i boss rappresentino l'unica differenza nei cali di frame-rate.

Dark Souls 2: Scholar of the First Sin - il verdetto del Digital Foundry

In generale, Scholar of the First Sin s PC segna un passo in avanti dal punto di vista tecnico, ma il prezzo resta una nota dolente. Visto che chi possiede l'originale in DirectX 9 può già godere di risoluzioni 1080p e superiori, mod e gameplay a 60fps, l'aggiornamento è meno significativo di quanto offra il passaggio da PS3 a PS4. Il prezzo dell'aggiornamento per chi possiede l'originale e i DLC mitiga l'esborso, ma è comunque alto per ciò che offre.

Illuminazione, effetti, e occlusione ambientale migliori sono inoltre già presenti su PS4 e Xbox One. Gli utenti PC che sperano in opzioni radicalmente migliori resteranno delusi della mancanza di funzioni più avanzate, come il supporto per il refresh oltre i 60Hz o opzioni di anti-aliasing alternative all'FXAA. In generale è comunque difficile tornare al blando modello di illuminazione originale, anche con i buoni effetti aggiunti da GeDoSaTo. Scholar of the First Sin su PC è visivamente ottimo, ma è un aggiornamento che ha più senso a un prezzo scontato.

Anche così, la versione definitiva della rimasterizzazione di Dark Souls 2 è quella PC, mentre PS4 si piazza al secondo posto a causa del vantaggio di frame-rate nei confronti di Xbox One. Quale edizione del gioco sia la più bilanciata è da vedere, ma i benefici tecnici sono facili da misurare. L'aumento del numero di nemici, l'incremento a sei giocatori online e il nuovo modello di illuminazione giocano in favore di PS4 e Xbox One. La versione PC aggiunge un perfetto frame-rate a 60fps non raggiunto dalle console, e questa frequenza di aggiornamento è ottenibile sulla maggior parte delle configurazioni moderne. Il supporto ai 4K tramite la modalità DSR di Nvidia è un ulteriore bonus, ma solo se si possiede una GPU abbastanza potente da supportarla.

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Riguardo l'autore

Thomas Morgan

Thomas Morgan

Senior Staff Writer, Digital Foundry

32-bit era nostalgic and gadget enthusiast Tom has been writing for Eurogamer and Digital Foundry since 2011. His favourite games include Gitaroo Man, F-Zero GX and StarCraft 2.

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