Mesi e mesi di rumor, pagine e pagine di indiscrezioni e smentite (senza poi nemmeno troppa convinzione...) per un segreto di Pulcinella inevitabilmente destinato ad essere svelato. Los Angeles, 1 giugno 2009: il tanto discusso motion controller firmato Microsoft diventa concreta realtà.

Attenzione però: il cosiddetto X-mote non è la prevedibile (e francamente pure un po' triste) scopiazzata del telecomando Wii che tutto il pianeta si aspettava, ma qualcosa di decisamente diverso e soprattutto unico.

"Non è questione di reinventare la ruota, è questione di non avere del tutto la ruota stessa", ha affermato nientemeno che il signor Steven Spielberg direttamente dal palco della conferenza Microsoft. Già, perché grazie al cosiddetto "Project Natal" l'intrattenimento del futuro sarà senza controller. O per meglio dire, in futuro saremo noiil controller.

Una rivoluzione che parte dalla volontà di semplificare le regole ed abbattere anacronistiche barriere già espressa con la filosofia alla base del Wiimote,che trova tuttavia in questo progetto una realizzazione ancora più ardita e spaventosamente avveniristica.

Project Natal è un dispositivo (rigorosamente compatibile con tutti i modelli di Xbox 360 lanciati sul mercato) che incorpora al suo interno una telecamera RGB, un sensore di profondità, un microfono a matrice multipla e un processore appositamente studiato, con la coordinazione di un software proprietario. Il risultato? Un'esperienza di gioco potenzialmente immersiva come non mai, per una sorta di ibridazione tra il motion capture e la realtà virtuale di quelle da far cambiare 6-7 paia di mutande al miglior Jules Verne.

Secondo quanto affermato da Microsoft Natal sarà in grado di rispondere agli input vocali, permetterà feature da pura fantascienza quali riconoscimento facciale e scansione di oggetti reali e soprattutto rileverà i movimenti del giocatore nelle tre dimensioni. Le potenziali applicazioni ludiche sono devastanti: in un picchiaduro sarete voi a combattere, in un action voi a saltare e così via.

Inutile descrivere le ipotetiche soluzioni di gameplay a cui (si spera!) arriveranno i game designer di domani: nelle giuste mani Project Natal potrebbe trasformarsi in una sorta di punto di non ritorno dell'intrattenimento, in una rivoluzione copernicana del medium videoludico.

A dispetto degli iniziali e giustificatissimi entusiasmi non mancano comunque alcune sostanziali perplessità. Per prima cosa quello che mi crea più di qualche dubbio è l'affidabilità pratica di una tecnologia tanto "oltre": dopotutto fino a qualche ora fa mi sarei aspettato di leggere di Project Natal in qualche romanzo cyberpunk, non di vedere qualcosa di simile mostrato nel 2009 davanti ai miei increduli occhi.

In questo senso il pur sbalorditivo showcase di Microsoft è apparso per i miei gusti leggermente fumoso e un po' troppo approssimativamente "sospeso": senza reali indicazioni di prezzo e di tempo, e soprattutto non privo di qualche imprecisione nel rilevamento dei movimenti (elemento che a lungo andare potrebbe rivelarsi non propriamente trascurabile...).

Di pari passo con il discorso relativo alla bontà della tecnologia va poi la faccenda delle applicazioni della tecnologia stessa: per quanto mostrato (soprattutto nella prima parte della presentazione) Project Natal è sembrato una via di mezzo tra il divertimento spensierato di un Eyetoy 2.0 e certe trovate simpatiche ma dannatamente inconsistenti alla Wii Play.

Sia chiaro, la gestione della dashboard della console in modalità Minority Report è una specie di fottutissimo sogno ad occhi aperti, ma al di là di quello l'esperimento Milo di Molyneux e le altre demo presentate non mi sono sembrate le massicce killer application che potrebbero far inequivocabilmente trionfare un'idea come Project Natal.

Mi ritengo un videogiocatore genuinamente aperto alle novità e più che curioso di sperimentare soluzioni ludiche mai viste prima d'ora: in quest'ottica non posso che accogliere in maniera entusiastica Project Natal. Prima di crederci davvero (e di piangere lacrime di gioia dinnanzi a nuovi ed incredibili orizzonti...) aspetto però di saperne di più e soprattutto di provare con mano (anzi con corpo) questa promettente magia firmata Microsoft.

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Marco Mottura

Marco Mottura

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