Riders Republic Recensione: Neve, vento e adrenalina

Neve, vento, adrenalina e non solo: il meglio degli sport estremi si fa videogioco.

Lo sport estremo, così come lo conosciamo, esiste a malapena da 50 anni. Certo, l'uomo ha sempre cercato di superare i propri limiti fisici e alcune delle invenzioni più brillanti della nostra storia derivano proprio dalla volontà dell'inventore di trascendere la propria condizione, ma se tornassimo indietro agli inizi del ventesimo secolo per proiettare in un cinema in bianco e nero un'esibizione di snowboard o un volo in tuta alare, siamo sicuri che i nostri progenitori ci guarderebbero con molta perplessità.

E a dirla tutta non avrebbero nemmeno tutti i torti. Ragionevolmente, cosa potrebbe spingere qualcuno a lanciarsi nel vuoto da una vetta alpina, oppure a dribblare in downhill un abete dopo l'altro in sella a una BMX? Cosa motiva alcuni sportivi a correre tali rischi? La gloria? La ricerca dell'adrenalina? Ogni atleta ha una personale risposta a questa domanda ma non c'è dubbio sul fatto che gli sport estremi, in pochissimo tempo, siano ormai entrati nell'immaginario popolare come poche altre discipline al mondo.

Nell'ambito dei videogiochi questo genere di sport ha trovato spazio in diverse forme, con tante produzioni dedicate provenienti dai maggiori publisher del momento. In tempi più recenti, tralasciando i titoli su licenza, l'interesse verso le discipline sopra le righe sembrava essersi assopito, complice l'assenza di un gioco capace di attirare l'attenzione degli utenti.

A risvegliare tale desiderio ci ha pensato Ubisoft con Riders Republic, un caotico game as a service che raggruppa le discipline più folli esistenti sul pianeta per metterle a disposizione della creatività dei giocatori.

In questi mesi, dopo un rinvio avvenuto lo scorso anno, ci siamo messi alla prova più volte sulla nuova IP del publisher transalpino, esplorando in lungo e largo lo scenario ispirato ai parchi naturalistici a stelle e strisce che sono la scenografia perfetta per le intense e veloci corse al centro di Riders Republic.

Dopo diverse sessioni di prova e una beta aperta che ha permesso a tutti di farsi un'idea sul gioco, è arrivato il momento di tirare le somme e dare un parere esaustivo e definitivo su questo nuovo prodotto che ha catturato la nostra attenzione fin dal suo esordio, presentandosi come un qualcosa di finalmente diverso e fresco.

Riders Republic è chiaramente un gioco che non vuole prendersi sul serio sul lato del gameplay, dando modo al giocatore di esprimersi in acrobazie che infrangono ogni regola della fisica e con cadute e collisioni decisamente permissive. Allo stesso modo, offre una resa grafica inaspettatamente curata (parliamo in ogni caso di un vasto open world), che al momento pochi altri titoli dello stesso genere possono vantare.

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Allacciate bene il caschetto e state pronti ai folli tracciati che Riders Republic ha in serbo per voi.

Malgrado sia un titolo fortemente orientato a dinamiche sandbox, le prime battute di Riders Republic sono caratterizzate da una componente narrativa piuttosto lineare, che coinvolge alcuni NPC a cui è affidata l'introduzione della storia alla base del gioco. L'obiettivo del nostro personaggio, neanche a farlo apposta, sarà diventare il massimo campione degli sport estremi, e per farlo sarà necessario vincere una lunga serie di competizioni, ciascuna intervallata da un piccolo frammento di trama. Non che un filone narrativo fosse strettamente necessario ma è piacevole avere comunque qualcuno che faccia il tifo per noi, incoraggiandoci a proseguire gara dopo gara.

Questo si collega direttamente al Riders Ridge, l'HUB principale dove potremo dare il via a tutte le attività che Riders Republic offre, oltre a poter comprare costumi e vestiti per farci notare sulle piste. La casa degli avventurieri riesce a dare l'idea perfetta di quanto ci sia da fare nel gioco Ubisoft, con così tante cose da far credere che cambiando categoria o modalità il titolo possa non annoiare velocemente. Alla prova dei fatti, però, questo ventaglio di eventi e gare non è accessibile immediatamente, e anzi dovremo compiere una lunga serie di competizioni prima di sbloccare tutto.

L'elemento peculiare di Riders Republic è però dettato dal fatto che il titolo ha tutta l'intenzione di diventare un'enciclopedia degli sport estremi: le discipline ci sono praticamente tutte, dallo snowboard alle bici, dalle tute alari agli sci, e le competizioni variano di volta in volta chiedendo ai partecipanti di arrivare per primi, oppure di ottenere il punteggio più alto coi trick.

L'esperienza in Riders Republic è dettata dalle stelle, ottenibili alla fine di ogni gara, e dal completamento di tre sfide facoltative per ognuna di esse: più difficile è la sfida proposta, più alto sarà il numero di stelle che intascheremo. Questo sistema scandisce la progressione nello sblocco di ricompense, delle varie discipline ma soprattutto dei contratti con gli sponsor che garantiscono sfide giornaliere per poter guadagnare qualche soldo in più.

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Il vastissimo mondo di gioco di Riders Republic ci permette di esplorare biomi diversi e mozzafiato, scenari naturalistici ispirati ai parchi a stelle e strisce.

Seppur ben congegnato, non tutte le discipline risultano facilmente accessibili fin da subito o nelle prime ore di gioco. Ad esempio, per le classiche gare su sci o snowboard dovremo attendere 90esimo livello, passando per tante, forse troppe competizioni delle stesse discipline, come quelle sulle due ruote.

E dopo tante fatiche, come possiamo spendere il nostro sudato e meritato denaro? Allo stand dello shop di Riders Ridge, ovviamente! Trattandosi di un titolo improntato principalmente al comparto multigiocatore, una volta completate le gare necessarie a sbloccare tutte le specializzazioni ed i contratti più remunerativi, diventa necessario fare sfoggio dei propri traguardi con un bel costume in grado di attirare l'attenzione. Oltre ad uno shop che accetta valuta reale come i crediti o moneta di gioco ottenibile completando le gare, vi è il Season Pass che garantisce ricompense uniche ai possessori.

La completa libertà di esplorazione dell'enorme mappa di gioco e di personalizzazione del nostro alter ego si scontra con una ferrea e successione di numerosi eventi a cui si è chiamati a partecipare, in alcuni casi davvero troppi. Uno dei problemi che si riscontra anche nelle prime ore è il dover necessariamente portare a termine molte gare identiche, la cui varietà è dettata solo dal cambio di scenario, ed inevitabilmente questo porta ad una sensazione di ripetitività poco divertente per un titolo che fa dell'adrenalina il proprio mantra. Per fortuna, però, non saremo i soli a cercare la gloria tra i canyon americani.

A spezzare il susseguirsi di competizioni vi sono gli eventi multigiocatore a cui partecipare in qualsiasi momento con gare a squadre, tutti contro tutti e in arene 4v4. Le tre le modalità sono ben confezionate, spaziando in ogni disciplina con eventi ad hoc pensati per intrattenere quei giocatori che cercano un po' di sana competizione. Il grande evento, proclamato come il cavallo di battaglia del titolo, è la Mass Race, una gara fino a 50 giocatori su current-gen (circa 30 su old-gen), dove il tracciato di gara sarà suddiviso per discipline.

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Vincere le gare non è l'unica cosa che conta: farlo con stile è sicuramente più appagante.

Durante questa gara particolare, suddivisa in più round e che comparirà sulla mappa casualmente come evento a tempo, saremo chiamati a dimostrare la nostra bravura in sci, bici o tuta alare. Nella prova preliminare a cui abbiamo partecipato avevamo riscontrato delle criticità che purtroppo non sembrano essere state risolte nella versione finale, e che hanno continuato a darci non pochi problemi.

Nello specifico, quando arriverà il momento di cambiare specializzazione durante la gara siamo stati vittima di una micro lag durante la relativa animazione, un problema tecnico che si è rivelato molto spesso fatale, facendoci perdere posizioni o atterrare incolpevolmente fuori pista. Inoltre, si aggiunge il complicato sistema delle collisioni con gli avversari, non certo sublime, dove in alcune occasioni i giocatori si compenetrano, in altre invece basta che ci sfiorino per buttarci fuori della pista.

È davvero un peccato che la modalità che doveva essere uno dei più grandi vanti di questo gioco sia afflitta da tante problematiche che vanno a minare l'esperienza più divertente all'interno di Riders Republic. Confidiamo comunque nelle immancabili patch che introdurranno migliorie anche in vista di nuove modalità aggiuntive in arrivo sul titolo grazie al Season Pass, che prevede novità per tenere incollati più possibile i giocatori allo spettacolare scenario americano.

Una menzione di merito va proprio all'ambientazione e alla realizzazione artistica dell'ultima fatica di Ubisoft, che è riuscita a impressionarci. Nonostante tutto ciò che vediamo a schermo sia preso in larga parte da contesti realmente esistenti, la loro implementazione è senza dubbio ottima. In Riders Republic, con la scusa di collezionare tutti gli oggetti e cimeli disseminati per la mappa di gioco, potrete godervi una riproposizione di alcune delle riserve a stelle e strisce più iconiche e stupefacenti.

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Le due discipline di volo inizialmente, lo ammettiamo, ci hanno dato del filo da torcere e prenderci la mano ha richiesto più sforzi del dovuto.

Ad ampliare la sensazione di avere tra le mani un enorme mondo da esplorare vi è uno spettacolare orizzonte visivo di vaste porzioni di mappa, una particolarità che è possibile apprezzare solo grazie alle ultime arrivate in casa Sony e Microsoft o ad una scheda grafica di tutto rispetto.

Riders Republic è senza dubbio un gioco ricco di cose da fare, un marchio di fabbrica che Ubisoft ormai conserva in ogni sua produzione. Le attività per giocatore singolo, a tratti, sembrano non avere fine, riempiendo la mappa di nuove gare ed eventi ad ogni nostro completamento. Tale quantità però non è spesso equiparabile alla qualità, costringendoci spesso a prendere parte a competizioni che non si discostano molto l'una dall'altra.

A tenere botta ad una carriera ripetitiva vi è un comparto multiplayer di tutto rispetto, con tante modalità diverse in grado di accontentare i gusti dei giocatori amanti della competizione e utenti in cerca di solo sano divertimento.

Il problema più grande che affligge questa nuova IP riguarda una realizzazione poco precisa dei comandi e delle collisioni, un difetto che si palesa prepotentemente online contro gli altri giocatori e che più volte ha finito per compromettere le nostre gare. Ad amplificare questo problema vi è un sistema dei comandi molto particolare: uno pensato per i neofiti e l'altro creato per chi ha dimestichezza nelle acrobazie.

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Se siete stanchi delle stesse gare da punto A a punto B mettetevi alla prova nei Trick Battle in arene colorate colme di rampe e salti.

Pad alla mano, scegliere le impostazioni avanzate che prevedono l'uso degli analogici inibisce la possibilità di ruotare la telecamera dando vita ad un controllo generale dei trick sicuramente più confusionario. La mappatura per i principianti invece cerca di dare più fluidità alle animazioni grazie all'uso dei tasti ma anche in questo caso non riesce a ottenere quella soddisfazione e manovrabilità che ci si aspetterebbe.

Riders Republic è un titolo tanto coraggioso quanto le persone che realmente intraprendono gli sport da cui si ispira, e che cerca di posizionarsi sul mercato ammiccando a quei giocatori orfani di Steep. La nuova IP del publisher transalpino riesce nel suo intento di essere un gioco sopra le righe, dimostrandosi in larga parte divertente e ricco di adrenalina, ma per tenerci incollati allo schermo in futuro servirà qualcosa in più.

Tutto ciò non intacca il grande lavoro svolto nel proporre una quantità quasi disarmante di eventi che donano a Riders Republic una durata pressoché infinita tra una longeva campagna single player e le tante modalità multiplayer presenti al lancio.

Al di là di alcune sbavuture tecniche ci sentiamo di raccomandare l'ultima fatica di Ubisoft Annency che riesce a portare freschezza, originalità e divertimento, qualità che si sposano perfettamente con le attività elettrizzanti che compongono il nuovo titolo di riferimento per gli sport estremi.

7 /10

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