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Disgaea 6 Complete Recensione, join me in death

Zed e compagni sono pronti a lanciare, ancora una volta, la sfida al God of Destruction.

Fare di necessità virtù è un mantra che si può applicare, senza timore di essere smentiti, alle produzioni sviluppate da Nippon Ichi Software. Lo studio giapponese, difatti, pur non potendo mai contare su budget stellari, ha da sempre radicata nel proprio DNA la capacità di sopperire al vil denaro con l’ingegno. Lontano dai fasti di altri competitor dai portafogli ben più gonfi, lo sviluppatore ha infatti dimostrato di saper letteralmente cavare il sangue dalle rape, sacrificando per cause di forza maggiore effetti speciali mirabolanti, in favore di meccaniche sempre originali e ben oliate.

Basti pensare all’horror minimale ma comunque efficace della serie Yomawari, oppure, tanto per affondare in profondità nella storia della casa nipponica, ai numerosi titoli di stampo ruolistico che ne impreziosiscono il pedigree, capaci di sorprendere i player grazie alla loro spiccata originalità. E proprio a quest’ultima categoria appartiene la fortunata saga di Disgaea, sicuramente il brand più noto in forza a Nippon Ichi, che dopo aver visto esordire (almeno in terra nostrana) giusto un anno fa il sesto episodio su Nintendo Switch, si appresta oggi a proporre Disgaea 6 Complete anche su PS4, PS5 e PC.

Se c’è un aspetto per cui la serie in questione non ha mai brillato, è sicuramente quello relativo alla narrazione di contorno che, pur presentando personaggi ed intrecci ben costruiti, ha sempre preferito puntare più sulla comicità, piuttosto che su intrecci particolarmente complessi ed avvincenti. E l’avventura che ha per protagonista lo zombie Zed non fa certo eccezione, anzi, per certi aspetti si presenta anche più smussata e semplificata che in passato.

Morire per poi resuscitare sarà l’asso nella manica di Zed nella sua lotta conto il God of Destruction.

Il canovaccio narrativo in questione vedrà il nostro non morto intento a fronteggiare il letale God of Destruction, una spietata divinità dedita alla distruzione delle varie realtà che compongono il Netherworld, l’universo che funge da eterna cornice ai vari capitoli. Un episodio sicuramente minore in termini di scrittura e sviluppi, che non rinnegherà in ogni caso il suo volersi aprire a quell’umorismo tipico delle produzioni nipponiche e che, pur abusando forse un po’ troppo di alcuni cliché, non mancherà di divertire gli aficionados del brand.

Nato come ideale punto zero della serie, volto sia a riaccendere l’interesse dei veterani, sia a rappresentare un vero e proprio punto di ingresso per le nuove leve, Disgaea 6 Complete propone un set di meccaniche sicuramente più snelle che in passato, pur non rinunciando a mettere sul piatto tutti gli elementi che, in due decadi di storia, hanno contribuito al successo del brand sviluppato da Nippon Ichi. Trattandosi di un JRPG di stampo tattico, il cuore pulsante dell’esperienza sarà rappresentato dai vari scontri, che (come vuole la tradizione) avverranno all’interno di mappe isometriche suddivise in quadrati.

Qui i nostri personaggi se le daranno di santa ragione, potendo contare su di una pletora di opzioni belliche, capaci di spaziare dai classici attacchi singoli a vere e proprie catene di combo, in grado di infliggere quantitativi spropositati di danni: sarà sufficiente disporre le varie unità vicine tra di loro per massimizzare il danno inflitto, sia che si parli di comandi base che di skill speciali. Meccaniche tutto sommato comuni alla quasi totalità di produzioni analoghe, ma che vengono ulteriormente stratificate grazie alla presenza dei Geo Panel, peculiari blocchi in grado di applicare modificatori a nemici ed alleati, oltre alla possibilità di sollevare e scagliare lontano i membri del party e gli avversari. Un meccanismo, questo, utile sia per colpire dalla distanza che per sfruttare la verticalità delle varie arene, da sempre uno degli elementi cardine del level design della serie.

Dalla nostra base nel Netherworld potremo accedere a tutte le varie funzioni di gioco.

Se è vero che, pur al netto di simili intuizioni, l’esperienza di lotta si presenta in forma tutto sommato canonica, è nel processo di avvicinamento alla stessa che Disgaea 6 Complete mette sul piatto le sue carte migliori, grazie ad un insieme assai corposo di strumenti. Tra le presenze capaci di attraversare indenni i due decenni di storia del brand, troviamo la Dark Assembly, un vero e proprio senato demoniaco tramite il quale è possibile provare ad attivare numerose opzioni di gioco.

Il verbo provare non è stato utilizzato a caso, dato che ogni nostra richiesta sarà oggetto di votazione da parte dei vari senatori, e l’esito non è detto che possa andare sempre a nostro vantaggio. Poco male, comunque, dato che nulla ci vieterà di provare a corrompere i membri del consiglio, oppure di usare la forza bruta per cercare di ricondurli a più miti consigli.

Essendo da sempre una serie legata a doppio filo al grinding estremo, anche Disgaea 6 Complete metterà a disposizione del giocatore un gran numero di strumenti utili a far potenziare a dismisura i membri del proprio party. Il primo strumento con cui entreremo in contatto, anche per motivi puramente narrativi, è la meccanica denominata Super Reincarnation: tramite questo espediente potremo resettare a piacimento il livello di qualsiasi personaggio, causando però anche un aumento permanente delle varie statistiche, oltre a garantirci lo sblocco di nuove Evilities (skill passive).

Si tratta di una trovata molto interessante, oltre che indispensabile per raggiungere il fatidico level cap, che adesso ha abbandonato il pur ragguardevole valore di 9999 in favore dell’esorbitante 99.999.999 (!). Il piacere del level up estremo si applica anche ai vari equipaggiamenti e consumabili, grazie alle consuete meccaniche dell’Item World: parliamo di una feature che ci permetterà di entrare letteralmente all’interno di ogni oggetto presente nel gioco e, attraverso dei dungeon generati in maniera procedurale, di aumentarne la potenza. Una funzione presente sin dagli inizi, datati 2003, capace di ampliare a dismisura la già ragguardevole longevità generale garantita da una main quest corposa, a cui si accompagna un end game altrettanto (se non più) impegnativo.

L’unione fa la forza, oltre ad un numero spropositato di danni aggiuntivi…

Per venire incontro a questi carichi di lavoro decisamente importanti, Disgaea 6 Complete si porta in dote una serie di novità per quanto riguarda l’ottimizzazione del grindig, grazie alla possibilità di impostare e gestire l’auto battle. Questa funzione potrà essere utilizzata per far affrontare in maniera autonoma all’IA i combattimenti, in quella che è una vera e propria modalità AFK. Il tutto sarà gestito tramite un sistema che ricorda i gambit visti in Final Fantasy XII, che ci permetterà di impostare le routine comportamentali che riterremo più opportune.

Il combattimento autonomo, comunque, potrà essere sfruttato anche per inviare squadre di personaggi all’avventura all’interno dell’Item World, così da lasciarci spazio per altre attività da svolgere in prima persona, mentre i prescelti si ritroveranno ad accumulare esperienza in piena libertà. Si tratta di espedienti utili a venire incontro ai giocatori meno smaliziati, e che sposano alla perfezione la volontà che questo sesto capitolo ufficiale ha di rappresentare un vero e proprio entry point per la serie. In tale ottica può essere visto anche il classico Cheat Shop, una costante del brand, che ci permetterà di intervenire in modo diretto su numerosi aspetti del gioco, sia che si parli di ricompense che di setting relativi all’esperienza giocatore.

Tra le novità introdotte da questo sesto episodio, sempre per quanto concerne il voler tendere una mano ai giocatori, abbiamo anche l’inedito Juice Bar, una funzione che ci consentirà di investire l’esperienza ed il mana accumulato, per poter sbloccare skill aggiuntive per i vari personaggi che non hanno preso attivamente parte agli scontri (e di conseguenza non hanno potuto livellare), oltre a permetterci di aumentarne le statistiche.

Fin qui abbiamo parlato delle caratteristiche che avevano già avuto modo di riscontrare in occasione della release del titolo su Nintendo Switch, avvenuta giusto un anno fa, ma Disgaea 6 Complete non ha subito un cambio di nome soltanto per motivi puramente anagrafici. La release per PS4, PS5 e PC della produzione, difatti, si porta in dote tutti i DLC rilasciati sino ad oggi per l’avventura di Zed e compagni, i quali metteranno a disposizione personaggi provenienti dagli altri capitoli della saga e svariati oggetti cosmetici.

Riusciremo a convincere i senatori della Dark Assembly ad assecondare le nostre richieste?

Il passaggio di consegne tra piattaforme, inoltre, si è portato appresso anche un miglioramento delle prestazioni tecniche del titolo. Dite addio, pertanto, alle problematiche che avevano afflitto la versione per l’ibrida di casa Nintendo, dato che adesso il tutto riesce a muoversi in maniera molto fluida su schermo, sia che si scelga la modalità prestazioni, sia che si opti per la risoluzione. Si tratta di una miglioria in grado di rendere, finalmente, giustizia al rinnovato comparto grafico che Disgaea 6 Complete scelse di proporre un anno fa, sostituendo i classici sprite bidimensionali con personaggi interamente in 3D, realizzati per mezzo di un gradevolissimo cel-shading.

Un anno è passato dal debutto nostrano di Zed e compagnia ma lo spirito dell’ultima fatica tattica di Nippon Ichi è rimasto inalterato anche in questo Disgaea 6 Complete. L’edizione in questione, difatti, ripropone in tutto e per tutto le meccaniche che hanno caratterizzato questo ideale anno zero della serie, risolvendo anche buona parte dei problemi tecnici che avevano afflitto la release per Nintendo Switch, e condendo il tutto con la totalità dei DLC rilasciati lungo questi 12 mesi.

Gargantuesco come sempre, grazie ad una main quest corposa (anche se dalla trama non irresistibile) e ad un endgame capace di moltiplicare a dismisura il monte ore complessivo, il titolo sarà in grado di intrattenere e divertire tanto i neofiti quanto i veterani più incalliti.

8 / 10

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