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MotoGP 10/11

Un ibrido bizzarro.

Come promesso nell'hands-on di qualche settimana fa, è finalmente arrivato il momento di valutare il lavoro svolto dal team Monumental Games con l'ultima incarnazione di MotoGP. La scelta di abbandonare l'impostazione arcade in favore di un'esperienza più versatile avrà dato buoni frutti?

L'unico modo per scoprirlo è andare ad analizzare in modo approfondito ogni elemento del gioco, cercando di capire se e quanto le nuove caratteristiche abbiano giovato all'esperienza offerta da Moto GP.

Come si può intuire già dal titolo del gioco, MotoGP 10/11 si basa sia sulla passata stagione che su quella del 2011, offrendo inizialmente la possibilità di concorrere unicamente con i piloti e le scuderie dell'anno passato, con la possibilità di scaricare un DLC gratuito contenente tutti gli aggiornamenti legati alla nuova stagione, poco dopo il lancio del gioco.

Cos'è cambiato rispetto allo scorso anno? L'esperienza offerta da MotoGP 09/10 era basata su un'impostazione chiaramente arcade e offriva ai giocatori un modello di guida senza alcuna pretesa di realismo. Una volta caricato il gioco si poteva semplicemente scendere in pista e correre senza freni a caccia di titoli e successi.

Dopo un inizio pieno di elementi interessanti, la modalità Carriera procede in modo piuttosto lineare.

Per la prima volta nella storia della serie, MotoGP 10/11 offre la possibilità di personalizzare le impostazioni di guida, in modo da creare il modello di simulazione più adatto alle proprie esigenze. Accontentare ogni possibile fascia di utenza, però, non è certo così facile, e questo titolo ne è un chiaro esempio.

Là dove la qualità dell'esperienza arcade è rimasta la stessa dello scorso anno (al di là dei miglioramenti sotto il profilo puramente grafico che analizzeremo successivamente), la nuova variante simulativa presta il fianco ad alcune critiche, soprattutto dal punto di vista del peso dei bolidi e delle collisioni fra le moto.

Gli appassionati di SBK non faticheranno a notare le differenze qualitative tra quanto offerto dalla simulazione di MotoGP e quanto provato con l'ultimo capitolo della serie Milestone, chiaramente superiore in termini di realismo. Le pecche principali sul fronte della simulazione sono quelle legate all'assenza dei danni meccanici alle moto (è presente unicamente l'usura dei pneumatici) e delle penalità del regolamento ufficiale (sostituite dagli elementi dal ranking system, di cui parleremo più avanti).

Il gioco prevede la possibilità di riavviare l'azione per rimediare agli incidenti e alle uscite di pista più disastrose.

Nonostante questo, però, il prodotto realizzato dai ragazzi di Monumental Games riesce ad essere decisamente godibile, proprio grazie alla versatilità del sistema di guida e alla sua capacità di adattarsi alle esigenze di un gran numero di giocatori.

Se è vero che gli amanti della simulazione pura non rimarranno pienamente soddisfatti dall'offerta di MotoGP 10/11 (nonostante alcuni elementi siano comunque ben studiati, come la gestione separata dei freni e lo spostamento del peso del pilota), le altre fasce di utenza troveranno un gioco di corse capace di adattarsi in modo adeguato alle loro capacità.

Attivando o disattivando i numerosi aiuti previsti dal titolo Capcom e smanettando con le impostazioni strettamente legate all'assetto della moto, infatti, è possibile creare esperienze effettivamente molto diverse fra loro che, pur non essendo perfette, si rivelano adatte a garantire diverse ore di divertimento agli appassionati di motociclismo.

Il modello di guida di MotoGP 10/11 può essere apprezzato attraverso una buona varietà di modalità, il cui fiore all'occhiello è sicuramente rappresentato dalla Carriera, caratterizzata da un'impostazione generale basata su ciò che avevamo già apprezzato nel capitolo precedente.

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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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