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Videogiochi quasi "perfetti": i migliori videogiochi di sempre secondo Metacritic

Un viaggio fra i titoli che hanno raggiunto i punteggi più alti nel noto aggregatore di recensioni.

Metacritic è uno strumento controverso, sovente utilizzato come metro di valutazione del successo di una produzione – specialmente da parte degli stessi publisher – ma al tempo stesso tacciato del “peccato originale” di voler ridurre alla componente numerica l'impatto e la qualità artistica di un'opera, condensando in un freddo dato statistico esperienze che nella maggior parte dei casi vanno ben oltre a quello che è un semplice voto da zero a cento.

Allo stesso modo, si è spesso discusso di come il processo di valutazione del prodotto videoludico si sia evoluto nel corso degli anni, trasformando sostanzialmente le metriche storicamente adottate per esprimere il giudizio di valore fino a portare, oggi, all'emersione di tanti generosi “perfect score” quante sono le bastonate – spesso fondate su elementi esterni all'opera stessa – che alcuni attori protagonisti del panorama critico internazionale decidono di scagliare verso gli ultimi titoli usciti.

Ma qual è, al momento, lo stato della vetta di Metacritic? Quali sono i videogiochi che secondo l'aggregatore di riferimento dell'industry siedono sul tetto del mondo? Considerate le premesse, è evidente che la selezione non rappresenti affatto una sorta di bolla di oggettiva eccellenza, ed è evidente anche che non si possa considerare una classifica cristallizzata. Per leggerla correttamente, è necessario trasferire e isolare la ricezione di determinate opere nel contesto temporale di riferimento per comprenderne l'impatto effettivo sul tessuto critico e sul mondo dei videogiochi. Ed è per questa ragione che oggi andremo a scoprire e ad analizzare le opere che, nella storia della piattaforma, hanno ottenuto le medie di valutazione più elevate.

.1 - 99 – The Legend of Zelda: Ocarina of Time – 1998

Sono 22 in totale le recensioni del 1998 che incoronarono, 24 anni fa, The Legend of Zelda: Ocarina of Time come il miglior videogioco di tutti i tempi, secondo una giovane critica internazionale allora attiva sulla piattaforma. La scelta non deve stupire, perché questo grande classico di Nintendo è stato in grado di mettere d'accordo anche gli utenti, che nella maggior parte delle selezioni amatoriali gli hanno riservato la prima posizione. La straordinaria mole di innovazioni tecniche inserite, l'enorme regno di Hyrule da esplorare liberamente, il primo sistema di combattimento action basato sul sistema di lock-on z-targeting, il ciclo giorno-notte, insomma, l'anima creativa e quella puramente legata alla programmazione fanno sì che tutt'oggi Ocarina of Time non sfiguri nell'occupare il vertice. Se non altro, si tratta di un premio ad honorem sostanzialmente meritato.

.2 - 98 – Tony Hawk's Pro Skater 2 – 2000

Pubblicato appena prima dello scollinamento nell'allora next-gen di PlayStation 2, Tony Hawk's Pro Skater 2 è oggi un titolo controverso, proprio come lo è il suo piazzamento nella classifica generata dalle medie voto di Metacritic. All'epoca l'opera incarnava il raggiungimento del limite tecnico della macchina che s'incontra solamente al termine di una generazione, e questa spinta si fondeva con uno strato di cultura pop – quello tipico degli ani '90 – che stava per raggiungere il tramonto. Forse non è obiettivamente il secondo miglior videogioco mai realizzato, certamente non lo è secondo il canone odierno, ma rappresenta un perfetto collante tra due ere dei videogiochi: una dall'anima arcade e l'altra dall'ambizione decisamente più profonda.

.3 - 98 – Grand Theft Auto IV – 2008

L'elevatissimo punteggio raggiunto dalla versione PS3 di GTA IV ha una duplice ragion d'essere. In primo luogo, il videogioco di Rockstar Games mise in campo una fortissima volontà di innovare gli strumenti espressivi, la narrativa a filo di perle e le interazioni del giocatore, catapultandolo nel cuore di un mondo "vivo e vegeto" secondo una prospettiva diversa, amata da alcuni e odiata da altri. Le vere ragioni del suo successo, tuttavia, sono da cercare altrove: uscendo nel 2008, quindi in contemporanea a titoli come Far Cry 2, Fallout 3 e Gears of War 2, Grand Theft Auto IV sembrava un gioco proiettato dieci anni nel futuro, capace di sfoggiare un comparto tecnico – e un motore fisico – che ancora oggi risultano difficili da incontrare nel tessuto del medium.

.4 - 98 – SoulCalibur – 1999

La ragione principale della presenza di SoulCalibur in vetta alla selezione di Metacritic risiede nella piattaforma di riferimento, ovvero SEGA Dreamcast, una delle migliori console mai realizzate che purtroppo conobbe un tramonto prematuro a causa di politiche quantomeno discutibili. Gli elementi che accomunano tutti i pareri ultra-positivi della critica dell'epoca ruotano infatti attorno a due sfere: la fluidità degli scontri e soprattutto la qualità dei modelli, completamente alieni agli standard di riferimento e all'esperienza tipica della sala arcade.

.5 - 97 – Super Mario Galaxy – 2007

Super Mario Galaxy trova le ragioni della sua rilevanza non nella qualità assoluta del prodotto, non nella maestria creativa di Nintendo, non nell'immagine dell'idraulico baffuto, ma nella capacità, più unica che rara, di prendere una formula rodata per stravolgerla completamente dando vita a capolavori senza tempo. E questa rappresenta la più grande forza della Grande N. Se già con Mario 64 in molti pensavano che sarebbe stato impossibile replicare la magia di Mario in un contesto fatto di tre dimensioni, figuratevi cosa si poteva pensare anche solo sfiorando l'idea che quella formula potesse essere ulteriormente evoluta.

.6 - 97 – Super Mario Galaxy 2 – 2010

C'è poco da dire riguardo la seconda installazione della deriva Galaxy: semplicemente raddoppiava su tutta la linea, ampliando oltremisura l'offerta del predecessore fino a posizionare nel piatto servito al tavolo dei critici un'esperienza che semplicemente non si poteva valutare in modo peggiorativo rispetto al primo episodio. La sintesi perfetta della frase “bigger and better” lo portò a diventare e a cristallizzarsi come il sesto titolo meglio valutato di tutti i tempi.

.7 - 97 – Red Dead Redemption 2 – 2018

Primo titolo nella selezione ad essere emerso nel corso dell'ultima decade, probabilmente Red Dead Redemption 2 rappresenta il più grande kolossal mai prodotto nei confini del medium. Si tratta semplicemente di una produzione che nessuno, al di fuori di Rockstar Studios, potrebbe anche solo permettersi di immaginare, richiedendo uno sforzo, un'expertise e una capacità di scrittura aliene alla maggior parte dei grandi publisher. Ciò è risultato evidente agli occhi di centinaia di critici – a differenza delle poche decine che premiarono le succitate opere – che decisero inconsapevolmente di inserirlo in questa top ten.

.8 - 97 – Grand Theft Auto V – 2015

Gran parte del discorso riservato a Red Dead Redemption e al quarto capitolo della serie di GTA si può riportare nei confini di Grand Theft Auto V nella prima versione per PS3 e 360, che si dimostrò senza mezzi termini un titolo che andava ben oltre la sua generazione di riferimento, tanto sul piano tecnico quanto su quello dell'ambizione creativa. Ancora oggi GTA V resta in vetta alle classifiche dei titoli più venduti, più giocati e più trasmessi, a riprova sì del fatto che la critica abbia avuto ragione, ma anche e soprattutto del fatto che Rockstar non sbaglia mai un colpo.

.9 - 97 – Disco Elysium: The Final Cut – 2021

La versione Final Cut del Disco Elysium di ZA/UM raccoglie tutta l'essenza del titolo originale, ossia la grande ispirazione noir, la deriva esistenzialista, la componente politica, l'umorismo, le meccaniche innovative e i tantissimi altri elementi della sua anima per arricchirli e migliorarli ulteriormente. Ma la sua posizione tanto elevata tra le pagine di Metacritic, probabilmente, risiede parzialmente nella volontà di correggere il tiro da parte di un frazione della critica che, al momento del lancio originale, forse non l'aveva capito né premiato come avrebbe meritato per poi rendersi conto della blasfemia commessa. Capolavoro.

.10 - 97 – The Legend of Zelda: Breath of the Wild – 2017

Terzo videogioco giovane presente in cima alla classifica dell'aggregatore, Breath of the Wild non ha bisogno di particolari presentazioni. Come titolo di lancio di Nintendo Switch, seppur disponibile anche per WiiU, rappresentò il primo confronto del pubblico e della critica con il futuro di una Grande N che, anche in questo caso, dimostrò di saper rivoluzionare costantemente le sue formule e di saper piegare le mode del momento al suo volere, realizzando un'opera che fu inquadrata come la rottura definitiva con la ricetta del videogioco open-world tradizionale.

.11 - 97 – Tony Hawk's Pro Skater 3 – 2001

Caspita, se i primi due titoli rappresentavano la cerniera perfetta tra il mondo arcade e quello delle home console, se nell'analisi compartimentistica dell'opera videoludica sfioravano l'eccellenza assoluta, se di volta in volta avevano migliorato l'ispirazione originale, allora quale destino sarebbe dovuto toccare alla prima versione next-gen per PlayStation 2? Anche il terzo episodio della prima incursione di Tony Hawk nel mondo dei videogiochi si tradusse in un enorme successo critico ed è tutt'ora difficile scalzarla da questa dodicesima posizione.

.12 - 97 – Perfect Dark – 2000

Perfect Dark rappresentava l'incarnazione definitiva di quella nuova formula FPS che aveva sconvolto gli aficionados del mondo console, distanti o alieni alle “regole” del PC FPS e vicinissimi alla ricetta creativa esplosa nel multiplayer di GoldenEye. Non è un caso che Microsoft, attraverso The Initiative, abbia deciso di riesumare proprio il brand legato alla figura di Joanna Dark, perché l'opera – pur se valutata da una trentina di testate – raccolse una straordinaria mole di consensi e un numero anomalo di “perfect score”.

.13 - 97 – Metroid Prime – 2002

Metroid Prime, analizzando le recensioni, conobbe una repection non diversa da quella che caratterizzò il lancio di Super Mario 64: nessuno si aspettava che la trasposizione tridimensionale - specialmente nel contesto di FPS - di una serie storica e radicata come quella di Metroid avrebbe potuto produrre un'opera tanto brillante e assuefacente nelle meccaniche di gioco. Tutte le analisi, infatti, lo definirono “l'esempio perfetto di come si possa ribaltare completamente un gameplay” per ottenere l'evoluzione praticamente perfetta di un brand affermato.

.14 - 97 – Grand Theft Auto III – 2001

Probabilmente, se si dovesse indicare il titolo che maggiormente ha spinto verso l'evoluzione straordinaria che ha caratterizzato il genere open-world nel corso delle ultime decadi, quelle radici sarebbero da ricercare in Grand Theft Auto III, un'opera che semplicemente riuscì a porre il pubblico e la critica di fronte a una formula che fino a quel momento avevano potuto solamente immaginare, se non vivere parzialmente nelle anime di pochissimi precursori illuminati.

.15 - 97 – Super Mario Odissey – 2017

Quinto nuovo franchise tridimensionale di Mario mai realizzato, terza presenza tra i titoli meglio valutati di tutti i tempi. Anche in questo caso, non servono grandi spiegazioni: Odissey rappresenta ancora una volta la capacità di ricamare nuove meccaniche attorno a un sistema fisico e di controlli capace di rivelarsi a dir poco immortale, riaffiorando di volta in volta arricchito di nuovi elementi creativi. E, molto probabilmente, lo stesso destino toccherà al prossimo videogioco dedicato all'idraulico baffuto.

.16 - 97 – Halo: Combat Evolved – 2001

Tendenzialmente esistono due tipi di giocatori di FPS: quelli che trovano la più grande evoluzione del genere nei confini di Half-Life, e quelli che invece l'hanno conosciuta nel mondo console, nello specifico attraverso le lenti fornite da Halo: Combat Evolved. Un titolo che non solo portò l'ispirazione sci-fi su livelli mai visti prima, che non solo scardinò gli stilemi del classico level-design lineare, ma che soprattutto conobbe un nuovo mercato, ovvero quello delle competizioni online, tramutandosi pian piano nel seme che avrebbe dato vita all'ecosistema di MLG su console.

.17 - 97 – NFL 2K1 – 2000

Come per SoulCalibur, anche per NFL 2K1 la principale ragione del successo risiede nella piattaforma di riferimento, ovvero SEGA Dreamcast. Da meri europei risulta difficile comprendere l'impatto di un titolo dedicato al football americano, ma ciò che emerge dalle recensioni è una versione che semplicemente fa impallidire tecnicamente quelle preesistenti, il che molto probabilmente rappresenta una conseguenza diretta dell'hardware più che del software in sé. Ci rimettiamo, tuttavia, a giudizi più esperti.

.18 - 96 – Half-Life 2 – 2004

Fin dall'istante dell'esordio, Half-Life 2 fu inquadrato dalla critica come il vettore di una vera e propria rivoluzione nel tessuto degli FPS, un genere che da anni rappresentava uno dei cavalli di battaglia dell'ecosistema PC, ma che attraverso la seconda opera dedicata a Gordon Freeman si trovò a toccare nuove vette, stravolgendo completamente ogni regola nota e soprattutto potendosi fregiare di uno dei migliori motori mai realizzati. Si tratta di uno dei rarissimi casi in cui la critica è stata nutrita e conforme al tempo stesso, trasformandolo in uno dei primi grandi successi su larga scala.

.19 - 96 – BioShock – 2007

Capita sempre più di rado di vedere emergere nuovi franchise. Figuriamoci nuove idee, nuovi immaginari, nuovi metodi per raccontare una storia e nuove interpretazioni di formule note. Più il medium si evolve, più sarà difficile individuare elementi di questo tipo, perché nel passato si accumulano ricette destinate ad influenzare inevitabilmente il futuro. BioShock dal canto suo è uno di quei rarissimi titoli che hanno raccolto oltre 80 recensioni, delle quali tutte positive. Non ci sono pareri neutrali né negativi, e tanto la critica quanto l'utenza ricorda ancora oggi l'opera come un cigno bianco in una generazione fatta prevalentemente di eccellenti ripetizioni e reinterpretazioni.

.20 - 96 – GoldenEye 007 – 1997

Uno dei più grandi nodi da scogliere durante il passaggio alle console in tre dimensioni ruotava attorno alla stessa fattibilità dell'esperienza sparatutto, tanto in relazione allo schema di controlli così differenti dall'esperienza PC, quanto nella traduzione della meccanica shoot'em-up tipica delle macchine da salotto come il Super NES. GoldenEye fu probabilmente recepito come il primo titolo capace di dimostrare che ciò era possibile, senza contare il fatto che si tradusse nella miglior interpretazione videoludica del franchise di James Bond, aprendo infine a un multiplayer e una cooperativa da divano che non conoscevano comparativi.

.21 - 96 – Uncharted 2: Among Thieves – 2009

Quello dell'emersione di un personaggio iconico come Nathan Drake è anch'esso un momento di assoluta rarità nell'evoluzione di un medium come il videogioco. Ma se già il primo capitolo di Uncharted aveva messo in chiaro che PlayStation voleva riprendersi la vetta del mercato dopo la batosta incassata da Xbox 360, Uncharted 2 Among Thieves fu probabilmente il capostipite di quella rivoluzione creativa di casa Sony che avrebbe stravolto gli equilibri dell'industria a colpi di esclusive fuori scala, cannonate capaci di creare una voragine talmente estesa che ancora oggi Microsoft non è stata in grado di colmarla.

.22 - 96 – Resident Evil 4 – 2005

La versione GameCube di Resident Evil 4 fu valutata in modo straordinario dalla critica, e l'episodio – nel complesso – risultò il più apprezzato dell'intero brand dedicato alle malefatte della Umbrella Corporation. La formula action e la grandissima varietà di situazioni riuscirono finalmente a convincere anche coloro che navigavano attorno alla purezza del survival-horror, e l'opera fu accolta come un “Resident Evil per tutti” capace di intrattenere e proporre tonnellate di variazioni sul tema nei confini di una singola produzione. Non è una sorpresa, dunque, che il remake del 2023 sia tanto atteso e discusso.

.23 - 96 – Batman: Arkham City – 2011

Se Batman: Arkham Asylum di Rocksteady rappresentava la più grande innovazione mai intervenuta nel sottobosco del tie-in supereroistico, al termine del primo capitolo tonnellate di appassionati rimasero con l'acquolina in bocca immaginando cosa quella formula avrebbe potuto diventare nei confini di un sequel più grande e migliorato. E fu così che Arkham City raddoppiò su tutta la linea presentando a una folla di esperti, già ringalluzziti dalla trilogia cinematografica di Christopher Nolan, quello che ancora oggi viene ricordato come uno dei migliori videogiochi mai dedicati non solo all'uomo pipistrello, ma più in generale all'incursione del fumetto nei mondi fatti di pixel.

.24 - 96 – Elden Ring – 2022

Se fa strano che un'opera inizialmente destinata a una minuscola nicchia come Demon's Souls si sia evoluta fino a raccogliere nella formula di Elden Ring decine di milioni di videogiocatori, fa ancor più strano che un'opera discussa e divisiva come tutte quelle firmate da Myiazaki si sia imposta nelle prime posizioni della classifica di un aggregatore, anche perché all'attivo conta oltre un centinaio di recensioni. Elden Ring ha messo d'accordo prima di tutto i critici, dopodiché anche gli utenti, raggiungendo traguardi che fino al suo esordio si potevano ascrivere all'intera produzione di FromSoftware combinata, se non a giganti del calibro di The Elder Scrolls o The Witcher.

.25 - 96 – Tekken 3 – 1998

Le ragioni dietro il punteggio astronomico raggiunto da Tekken 3 si trovano direttamente nelle parole espresse dalle persone che per prime analizzarono l'opera. Un porting che supera l'esperienza arcade, un titolo con oltre 100 mosse per personaggio, ricco di combo multi—hitter, privo di blind spot, capace di creare una formula che difficilmente sarebbe stata superata dagli stessi creatori. In effetti, è proprio nei confini di Tekken 3 che nacque la leggenda capace di traghettare la serie di Namco fino ai giorni nostri, dove tiene ancora banco sui palchi più grandi dell'esport.

.26 - 96 – Mass Effect 2 – 2010

Se già il primo Mass Effect portò una rivoluzione nel sottobosco degli RPG sci-fi, e soprattutto nella storia di una BioWare che doveva trovare una nuova ragion d'essere caratterizzata dall'evoluzione tecnica, i segmenti di giocato del secondo episodio si trasformarono in pietre miliari del medium. Non risulta affatto difficile, di conseguenza, immaginare recensori e giocatori nel momento esatto in cui appoggiarono il controller per assistere ai titoli di coda una volta terminata l'esperienza, e al sorriso che molto probabilmente avevano impresso sul volto.

.27 - 96 – The House in Fata Morgana – 2021

Anche se è stato recensito esclusivamente da testate che vivono dell'esplorazione del catalogo di Switch e da professionisti del tessuto delle visual novel, The House in Fata Morgana risulta – anche nelle valutazioni del pubblico – la miglior visual novel mai realizzata. Considerato dai più come "il perfetto esempio di come questo genere stia tentando di spingersi oltre i confini del semplice videogioco", sembrerebbe aver lasciato un segno particolarmente netto in tutti coloro che vivono a pane e racconti interattivi, imponendosi in pochissimo tempo come un juggernaut dei perfect score.

.28 - 96 – The Legend of Zelda: Twilight Princess – 2006

Quello del primo approdo di un capitolo nella serie antologica di Zelda nei confini di una nuova generazione di console Nintendo ha sempre rappresentato un momento topico. L'abbiamo visto con Ocarina of Time, che siede in vetta a questa classifica, l'abbiamo visto con Breath of the Wild, che ha lanciato la scalata di Switch, e ora lo rivediamo con Twilight Princess, primo titolo di natura cross-gen della serie che ancora una volta stravolse gli stilemi e le meccaniche del brand. La magia di Zelda rappresenta uno di quei rari incantesimi che non riescono mai a spezzarsi, e la meraviglia di chi se li trova per le mani – sia esso un veterano o un neofita – resta immutata nel corso dei decenni.

.29 - 96 – The Elder Scrolls V: Skyrim – 2011

Quando nel corso del 2011 furono mostrati i primi filmati dedicati al Sangue di Drago e alla regione più a nord di Tamriel, assieme alla promessa di confrontarsi con un mondo sconfinato e più che mai denso, nessuno avrebbe mai potuto immaginare l'impatto che Skyrim avrebbe portato nell'universo dei videogiochi. Chi mise mano a pad e tastiere si rese conto che, oltre una densa coltre di bug, si nascondevano un'esperienza e un modo di viverla che non conoscevano termini di paragone nel tessuto loro contemporaneo, e fu così che decisero di premiare Skyrim con il primo in una serie di successi che non si sarebbe mai interrotta nei successivi 11 anni.

.30 - 96 – Half-Life – 1998

Padre degli FPS moderni, terreno di prova del source-engine, fondatore di una filosofia creativa che ancora oggi viene chiamata a gran voce da decine di milioni di appassionati che pregano di ricevere notizie riguardo l'emersione di un terzo capitolo. Half-Life racconta di una rivoluzione videoludica come se ne verificano pochissime, forse una ogni dieci anni, capaci di stravolgere completamente la forma e le dimensioni del medium intero. Half-Life infatti non significa solo Half-Life, ma significa anche Portal e Counter-Strike; queste informazioni, d'altra parte, erano fuori dalla portata degli analisti dell'epoca.

.31 - 96 – The Legend of Zelda: The Wind Waker – 2003

Come le installazioni che già hanno fatto capolino in questa selezione, anche The Wind Waker riusciva a mantenere intatta la magia tradizionale di The Legend of Zelda per poi trasporla in un universo tecnico e creativo completamente inedito. Uno dei migliori sfruttamenti antichi del cel-shading riuscì a dar vita a un videogioco open-sea come non se ne sono più incontrati forse fino all'avvento del solo Sea of Thieves. Se si dimostrò più divisivo rispetto ai predecessori e ai successori fu proprio a causa di questa particolare doppia natura d'innovazione estetica e funzionale, che non riuscì a convincere fino in fondo le frange più estreme della critica.

.32 - 96 – Gran Turismo – 1998

Realismo. Si può condensare in questa singola parola la reception di Gran Turismo del 1998, un titolo nato al solo scopo di replicare nella maniera più fedele possibile il mondo dell'automotive. Tutti, ma proprio tutti, non esitarono a definirlo il “migliore e più grande racing game di sempre”. Fa sorridere, infatti, che le uniche critiche al di sotto del 90 furono quelle che si lamentavano della presenza delle patenti e addirittura del tasso di realismo eccessivamente elevato, caratteristiche che ancora oggi rappresentano proprio quell'anima che allora decretò il successo della serie.

.33 - 96 – Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty – 2001

Metal Gear Solid 2 fu un titolo indubbiamente difficile da metabolizzare. Annunciato, mostrato, svelato definitivamente in una demo “trappola” contenuta in Zone of the Enders che alzava il sipario sulla sola sezione di Solid Snake, Sons of Liberty si dimostrò infine qualcosa di profondamente diverso dalle aspettative maturate nel corso di anni. Un fattore, questo, che spezzò la community esattamente in due, ma che non fu in grado invece di scalfire l'opinione della critica, convinta sin dal principio di trovarsi di fronte a qualcosa di grandioso che, tuttavia, non avrebbe potuto comprendere fino in fondo per svariati anni.

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Lorenzo Mancosu

Contributor

Cresciuto a pane, cultura nerd e videogiochi, i suoi primi ricordi d'infanzia sono tutti legati al Super Nintendo. Dopo aver lavorato dentro e fuori dall'industry, è finalmente riuscito ad allontanarsi dalle scartoffie legali e mettere la sua penna al servizio di Eurogamer.it.

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