FIFA 13 - prova

Il calcio è imprevedibilità.

David Rutter è una vera star, almeno tra gli appassionati di videogiochi e in particolare di quelli calcistici. Quando si presenta all'appuntamento con la stampa per la presentazione del nuovo FIFA 13, quindi, lo fa con il piglio e il tono della celebrità, perfettamente accessoriato con aria sicura, camicia bianca e lattina di Coca.

In qualche modo l'aspetto e l'approccio del talentuoso producer si intonano alla perfezione con ciò che sta per dire, poiché per introdurre la nuova installazione del gioco di calcio di maggior successo del momento, il buon David cita un'altra superstar.

"Il calcio è bello perché è imprevedibile", questa la frase di partenza. Si tratta di uno dei mantra dello Special One, di Mister Zeru Tituli o comunque altro si voglia definire Josè Mourinho. Nel quarto d'ora scarso che Rutter concede al suo pubblico, scopriamo che la frase non è lì per bellezza, ma rappresenta il punto di partenza del nuovo FIFA.

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Drogba tira, Neuer para. È da queste cose che si capisce che è stiamo parlando di un videogioco...

Ora, per quelli che non hanno troppo in simpatia l'uomo del Triplete interista, potrebbe essere un viatico non esattamente invitante quello di vedere una sua frase al centro del proprio simulatore di calcio preferito, ma il consiglio è di mettere da parte ogni considerazione e concentrarsi sul gioco, perché le premesse, sebbene ancora brevi e incomplete, sembrano decisamente buone.

Giusto per mettere le mani avanti, la presentazione ha riguardato solo gli aspetti relativi al gameplay: nulla è stato detto o anticipato su altre questioni riguardanti, tra le altre cose, menu, multiplayer, grafica, licenze, modalità e via dicendo.

Imprevedibilità è dunque la parola d'ordine da tenere sempre presente, la linea guida da seguire da qui alla pubblicazione definitiva. In termini di gioco questo si concretizza soprattutto nelle dinamiche relative ai contrasti e alla lotta per il possesso palla, ma anche, come abbiamo visto in seguito, ai passaggi e soprattutto agli stop.

Le novità riguardano sia le azioni d'attacco, sia quelle difensive. La fase offensiva, in particolare, è stata resa più libera e creativa mediante l'introduzione dei calci piazzati tattici, che comprendono finte e schemi per liberare l'uomo al tiro, dribbling più realistici, contrasti e soprattutto una maggiore attenzione al movimento senza palla.

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Con una maggiore difficoltà nel controllo, i giocatori come Fabregas faranno ancora di più la differenza.

A proposito di quest'ultima caratteristica abbiamo potuto osservare un filmato che evidenziava come l'inserimento negli spazi sia stato particolarmente curato nella nuova edizione. Le sovrapposizioni e i movimenti in profondità per scardinare le difese danno effettivamente la sensazione di una vera squadra in movimento.

Le animazioni sono già molto convincenti a questo punto dello sviluppo. I movimenti di corsa sono assai più naturali e irregolari rispetto al passato. I calciatori modificano l'andatura in base alla situazione e possono effettuare corse e spostamenti circolari per aggirare gli avversari.

"Una delle novità riguarda il dribbling e quello che viene chiamato Face and Move"

Una delle novità riguarda il dribbling e quello che viene chiamato Face and Move. In pratica questo consente a un calciatore di guardare in una direzione e muoversi in un'altra, un po' come lo strafe negli FPS. Abbiamo visto alcuni esempi notevoli con un certo piccolotto del Barcellona usato come testimonial della bontà del lavoro svolto.

Dalla parte opposta, le difese possono contare su barriere più mobili che ora tentano di guadagnare qualche metro avvicinandosi alla palla, almeno fino all'intervento dell'arbitro e allo sventolare del cartellino giallo. Questo in situazioni di calci piazzati. In gioco è invece il Push & Pull a far sentire la sua presenza.

Strattoni e trattenute hanno un effetto più realistico sull'avversario e incidono sul possesso palla e sul controllo. È anche possibile effettuare anticipi ai limiti dell'ostruzione infilando il proprio calciatore tra l'avversario e la palla per ostacolarlo o tentare di rubare la sfera.

"L'imprevedibilità, come anticipato, gioca un ruolo chiave e la sua introduzione è percepibile"

In tutto questo l'imprevedibilità, come anticipato, gioca un ruolo chiave e la sua introduzione è percepibile soprattutto negli stop e nei tocchi di prima. Addomesticare alla perfezione un lancio lungo non è cosa da tutti, così come la distribuzione di passaggi riusciti non è automatica.

Su questo si è lavorato e si sta lavorando, per rendere il movimento del pallone, i tocchi e i rimbalzi meno meccanici e più difficili da prevedere, lasciando un margine di imperfezione e (lo abbiamo già detto?) di imprevedibilità.

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Imprevedibilità vuol dire non sapere se questo stop andrà a buon fine. Bisognerà ripassare i fondamentali.

Le ultime considerazioni di David Rutter a proposito del nuovo FIFA 13, e della serie in genere, riguardano la volontà, dopo essere intervenuti più che altro a livello tecnico sulla grafica e le animazioni, di lavorare di fino sull'aspetto del gioco del calcio vero e proprio.

Sembra ormai chiaro come i margini di miglioramento si stiano assottigliando ed è sempre più difficile pensare a nuovi interventi per rendere un videogioco di calcio più aderente a ciò che accade veramente sul campo. I limiti sono impliciti nel mezzo stesso e oltre una certa soglia un maggiore realismo è ottenibile solo infilandosi gli scarpini e prendendo a calci un pallone vero.

Un'altra considerazione che si potrebbe fare riguarda il fatto che più aumenta la fedeltà alle situazioni reali di gioco, più cresce la complessità nei controlli. In altre parole FIFA, e più in generale il calcio videogiocato, si avvicina pericolosamente a un passatempo elitario destinato a una ristretta cerchia di esperti abilissimi.

Rutter si dichiara consapevole del rischio ed è per questa ragione che le novità introdotte cercano di incidere il meno possibile sulla necessità di controlli aggiuntivi. Dopo queste osservazioni finali, e dopo un'ultima cinematografica sorsata dalla sua lattina, il nostro eroe ci lascia in compagnia dei controller e di un primo assaggio.

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Ancora non è dato sapere qualcosa circa le migliorie grafiche, ma le animazioni sembrano già molto più fluide.

Veniamo avvisati che la versione in prova è ancora soggetta a freeze, problemi di illuminazione e con il tocco di palla. Tutto inutile, i freddi e professionali giornalisti si scagliano sui controller al suono di "sì, sì, ok, chi se ne importa, giochiamo e vediamo".

"Tutto sembra già molto fluido e si apprezza fin da subito la maggiore verosimiglianza nel controllo del pallone"

Ottime, veramente ottime le animazioni. Tutto sembra già molto fluido e si apprezza fin da subito la maggiore verosimiglianza nel controllo del pallone. I passaggi sembrano meno telecomandati e gli stop a seguire non sono più così scontati.

I contatti fisici sembrano molto più... fisici. La presenza dell'avversario si fa sentire e spesso costringe all'errore o al passaggio frettoloso. Anticipi e ostruzioni, Rutter ci aveva avvisato, sono ancora un po' troppo aggressivi, ma si intuisce quanto ci sia di buono e quanta fatica in più ci si possa aspettare per gli arbitri virtuali.

Mancano ancora circa sei mesi all'uscita ed è ovviamente presto per emettere qualunque giudizio. Tuttavia, se queste sono le premesse, si può essere fiduciosi. È sempre FIFA, i controlli richiedono qualche sforzo in più, ma il realismo totale sembra essere ancora più vicino.

FIFA 13 sarà disponibile quest'autunno, per PS 3 con supporto Move, Xbox 360 e Kinect, Wii, PC, PlayStation 2, Nintendo 3DS, PSP, iPhone, iPad e iPod touch.

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Riguardo l'autore

Mike Ortolani

Mike Ortolani

Redattore

Dopo un passato di musicista, incontra il buon Silvestri che lo coinvolge con Eurogamer. Mike ne è entusiasta, ma nel suo animo è ancora abbastanza sicuro di essere un musicista.

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